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Eterno bambino "Il Piccolo Principe"

Nel 1943 vede la luce “Le petit prince”, romanzo inizialmente destinato agli scaffali delle librerie per ragazzi e poi divenuto uno dei best seller più noti del XX secolo.

L’opera dell’aviatore francese, Antoin de Saint-Exupery, scala ancora le classifiche, dopo 70 anni e innumerevoli riedizioni rimane uno dei libri preferiti del pubblico italiano, dopo 50 milioni di copie vendute in tutto il mondo il piccolo principe dal mantello azzurro non sembra ancora stanco di vagare da un asteroide all’altro collezionando una galassia di successi.

Ma cosa rende un libro per bambini, con tanto di illustrazioni (il grafico è l’autore stesso), un best seller mondiale, amato soprattutto da un pubblico di adolescenti e adulti?

In prima istanza la genuinità che l’autore è riuscito a trasmettere al suo personaggio protagonista, un ragazzino che vaga da un pianetino all’altro, per conoscere il mondo e cercare il metodo per proteggere la sua rosa.

Ogni personaggio incontrato è contraddistinto da una particolare caratteristica, un tratto speciale che lo rende unico: ognuno è fortemente stereotipato, come il re senza sudditi che pretende di governare su tutto il suo pianeta, l’ubriacone che beve per dimenticare la vergogna di essere alcolizzato, il geografo che si affanna alla ricerca di dati per completare il suo atlante.

Tra tutti spicca, nel capitolo più lungo ed elaborato, la figura della Volpe: l’animale solitamente descritto come scaltro e furbo, talvolta connotato da un pizzico di malizia, è in questo libro dispensatore di lezioni di vita.

Prima su tutte la celeberrima, “Non si vede bene che con il cuore: l’essenziale è invisibile agli occhi” è divenuta negli anni esortazione a non badare alle apparenze e a cercare di scavare in profondità nell’animo per conoscere la vera essenza del vivere.

Il secondo elemento vincente è il linguaggio che si avvicina, fino quasi a coincidere, a quello dei bambini.

Non ci si sente disorientati nell’aprire questo libro, è semplice comprendere ogni parola, ogni passaggio, ogni racconto.

È disarmante la linearità del dettato, la sconfinata ingenuità che scaturisce dalle parole del protagonista, dalle sue richieste infantili (“mi disegni una pecora?”) eppure così difficile da comprendere per una persona adulta.

Un libro prezioso, da leggere e rileggere nei diversi momenti della vita cercando di assomigliare sempre più al piccolo principe che vaga per l’universo cercando di capire perché la sua rosa è speciale.

 

Redazione Nerospinto

Sito web: www.nerospinto.it Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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