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DREAMERS AND DISSENTERS: VIAGGIO TRA LE MODE DEGLI ANNI SESSANTA

Nerospinto ama suggerirvi le mostre più interessanti, quelle particolari e fuori dall'ordinario. Di certo questa piccolissima ma preziosa esposizione che la Triennale di Milano ha dedicato alle tavole di Matteo Guarnaccia e Giulia Pivetta rientra in quest'ultima categoria. I due autori e professionisti, riescono a raggiungere in campo artistico un territorio d'incontro e lo realizzano attraverso la creazione comune delle opere presentate in "Dreamers and Dissenters".

Le tavole, che vorrebbero rappresentare una sorta di ironica storia del costume degli anni '60, trovano espressione nell'area di confine tra fumetto e illustrazione, utilizzando gli stili e le determinazioni tipiche del linguaggio della moda. I soggetti utilizzati comprendono i gruppi più radicali e creativi degli anni '60. Tra l'icona e lo stereotipo culturale si gioca con tipologie e modelli che sono divenuti leggendari nell'immaginario collettivo anche ai giorni nostri.

Si possono ammirare, per esempio, le "Playboy Bunnies", famose "conigliette" icone dell'edonismo liberale nato nel 1960 con l'apertura del primo Playboy Club a Chicago; gli "Astronauti-Cosmonauti" che ricordano il periodo della Guerra Fredda ed incarnano gli sforzi sovietici per conquistare lo spazio. Le "Hostess": in un tempo in cui volare non era ancora diventato democratico e le signorine dei cieli rappresentavano una professione che era soprattutto un sogno. I "Surfers" influenzati dai Beach Boys e dalle vibrazioni positive della mitica estate californiana. Le "Go Go Girls", giovani sexy ed esuberanti cubiste della vita, eterne teenagers che, per quanto riguarda il look, non potevano fare a meno dei propri stivaletti. Lo stile ispirato alla "Dolce Vita" e al cinema di quegli anni con miti quali Fellini e Mastroianni. Gli "Hippies" e la loro rivoluzione pacifica, le "Guardie Rosse" ispirate dalla Rivoluzione Culturale cinese di Mao del 1966. Il gusto estetico kitsch, folkloristico, tribale, l'esotismo e il misticismo ispirato alle fiabe delle "Folkies". Il look alla "Carnaby Street" nato dalla trasposizione di Londra in un cliché mediatico nel 1966 sul "Time" con la "Swinging London". E ancora i "New Dandy", i "Bikers", i "Rockers", i "Mods", e gli "Skinheads".

Questi gruppi vengono schedati e descritti nel loro aspetto, un rimando agli archetipi culturali di quegli anni. Con intelligenza ed ironia i due autori offrono richiami al design, alla politica, al cinema e all'arte. Così si ritrovano le contestazioni di stampo marxista, il pacifismo, la "Beatles Mania", David Bowie, Kubrick, il cinema francese e Brigitte Bardot in un continuo gioco di riferimenti.

Gli anni '60 furono i tempi in cui i Ribelli (Dissenters) furono anche dei Sognatori (Dreamers) come se non si potesse essere l'uno senza l'altro. Erano gli anni delle grandi utopie, della lotta per gli ideali, delle conquiste, reali o immaginarie, delle rivoluzioni. Anche se visti ora e dal punto di vista della moda molti di questi "tipi" possono risultare un po' ridicoli, fuori luogo o strappare un affettuoso sorriso, essi costituiscono un patrimonio storico e culturale cui non si può e non si deve rinunciare. Lo sanno bene i due autori, che con amore e leggerezza, disegnano un'epoca di costumi e personaggi degna del miglior fashion design moderno ma con la freschezza e l'ingenuità di un fumetto. Un'antologia del costume divertente e spietata che racconta "come eravamo" o solo "come avremmo potuto essere".

Indira Fassioni

ORARI:

lunedì chiuso / martedì - domenica 10.30 - 20.30 / giovedì 10.30 - 23.00

INFO:

INGRESSO GRATUITO

Triennale Design Museum - viale Alemagna 6, Milano

www.triennale.it

Redazione Nerospinto

Sito web: www.nerospinto.it Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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