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"Lo sciacallo": la lucida follia dell’arrivista psicotico

Era dai tempi di Kubrik e di Nicholson che non si vedeva un tale matto sul grande schermo e l’effetto è davvero dirompente e affascinante.

Dan Gilroy, quello del ciclo sull’agente segreto Borne, che oltre essere un quotato regista è anche uno sceneggiatore e scrittore ispiratissimo presenta agli spettatori una pellicola di assoluto impatto emotivo e pensa bene di condirla anche con effetti speciali molto ben fatti e inseguimenti “all’americana” che farebbero impallidire Steve MacQuinn.

Lo sciacallo narra della vita di uno disoccupato statunitense che vive di espedienti assolutamente illegali, ai margini della società e con una paranoia personale che lo spinge a proporsi perennemente agli altri sbagliando approccio e forma. Disperato, depresso e del tutto allo sbando, una notte si ritrova per caso sul luogo di un incidente stradale e “scopre” letteralmente il lavoro di filmaker free lance. Immediatamente affascinato da un lavoro che non conosceva ma insieme abbastanza lucido e folle da individuarne le potenzialità e le possibilità personali, commette un ultimo furto e acquista tutti gli strumenti necessari per renderlo un operatore notturno dei fatti e degli accadimenti più cruenti e feroci che la sua città può offrire ogni notte.

E Lou, pazzo, psicotico, paranoico e sociopatico si scopre bravissimo e portato per questo lavoro, sul quale si documenta e si impratichisce fino a diventare uno dei più bravi del suo territorio.

Suoi sono gli scoop più interessanti e ben eseguiti. Sue le riprese più preziose e realistiche.

Sue tutte le notizie di apertura dei maggiori network della sua città.

L’emittente che per prima ha mandato i suoi filmati se lo accaparra con contratti di tutto rispetto e cifre a molti zeri e Lou Bloom li ricambia offrendo il lavoro migliore e più disonesto possibile.

Al di là e al di sopra di ogni possibile deontologia lavorativa ma anche legale e giuridica.

Avere a che fare con i pazzi però è sempre complicato, per cui anche la stessa datrice di lavoro deve cedere alle lusinghe e ai ricatti di Lou e gli stessi agenti della polizia devono arrendersi di fronte a prove che un folle come lui riesce a far scomparire in pochi secondi.

Il ritmo del film è incalzante e non dà tregua dal primo all'ultimo fotogramma regalando agli spettatori anche una panoramica notturna e meravigliosa della città di Los Angeles, dalla Valley ai quartieri più ricchi e prestigiosi. Lo sciacallo è un film fatto benissimo che non delude sotto nessun punto di vista. Scelta eccezionale del regista è anche Jake Gyllenhaal nel ruolo dell’indiscusso protagonista. L’attore, dimagrito e reso febbrilmente folle dalla sceneggiatura e dalla pellicola dimostra che sa essere oltre che bellissimo e bravo ragazzo nei ruoli che ha sempre interpretato anche eccellente a ricalcare le orme di Jack Nicholson, brutto, pazzo e paranoico. Imperdibile.

 

Antonia del Sambro

Redazione Nerospinto

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