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Song’ e Napule: lunga vita alle pellicole di serie B!

 

I fratelli Manetti sono geniali, affascinanti e soprattutto non hanno paura.

Chi li segue ne apprezza da sempre il genio creativo che si ritrova nei loro lungometraggi un po’ trash e un po’ socialmente impegnativi, nei video che hanno creato per i cantautori italiani di più grande successo e nelle collaborazioni alla sceneggiatura che amano regalare qua e là ai neoregisti pischelli e sprovveduti delle varie scuole di cinema nazionali.

Questa volta i Manetti bross hanno voluto strafare arrivando nelle sale cinematografiche con un film che più di serie B non si può. Ed è questo il segreto del loro successo!

Song’ e Napule fa rabbrividire i migliori critici, fa storcere il naso ai cineasti impegnati e lascia perplessi gli attori più drammatici ma appassiona e fa divertire gli spettatori che trovano nell’ultima pellicola dei fratelli della capitale un momento di vero cinema italiano, di quello che non se ne fa più e che invece, a quanto pare, ha ancora tanto pubblico.

Richiamandosi agli eroi polizieschi delle pellicole anni ’70, i due registi confezionano un film dove il protagonista, infiltrato e buono sgomina con capacità e ironia la banda criminale su cui indaga e lavora da tempo la squadra mobile locale.

Per cui, schema classico e ripetuto: il poliziotto buono contro i cattivi incalliti. E a vincere è il bene.

Ma questa, in realtà, è solo la cornice della storia.

La vera trama si basa sulla passione del protagonista, Paco Stillo per la musica e il suo sogno di arrivare sul palco di Sanremo.

Paco allora viene ingaggiato dal commissario Cammarota che lo infiltra in un gruppo musicale neomelodico e lo fa avvicinare così al boss della malavita locale.

Ed è questo il vero leit motiv del film. Il riscatto e il trionfo della musica neomelodica napoletana e dei suoi cantanti, veri rappresentanti di una cultura, di una società e di una città strafamose in tutto il mondo. Paco, eroe per caso, è non solo il protagonista positivo e coraggioso da ammirare ma anche lo strumento che i registi usano per salvare e riscattare una intera categoria. Fugando le sempre velate accuse che dietro i cantanti neomelodici ci sia la malavita e creando un nuovo tipo di paladino da seguire ed emulare.

I Manetti bross hanno anche un background personale e artistico che li assicura delle eccellenti collaborazioni, pertanto, Song’ e Napule conta su attori del calibro di Giampaolo Morelli (a tale proposito consiglio davvero a tutti di vedere un film eccezionale come Dillo con parole mie), e Carlo Buccirosso e di musicisti quali gli Avion Travel, creatori della colonna sonora del film.

Chi pensa a Song’ e Napule come a una boutade ha ragione, perché la pellicola in parte lo è…ma i realizzatori della stessa sono tutti artisti eccezionali e questo nel cinema conta ancora qualcosa.

Redazione Nerospinto

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