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Cinema : The Master, il film capolavoro del 2013

Presentata all’ultima edizione della mostra del cinema di Venezia, la pellicola di Anderson è già candidata a tre premi Oscar e si annuncia come il film più atteso del 2013

 

Ci sono voluti quasi due anni di riprese e più di una location tra la California e le Hawaii, oltre che un cast di attori tra i più quotati ma il risultato ha premiato tutti.

The Master si annuncia, infatti, come il film capolavoro del 2013, candidato a ben tre Oscar e considerato di fatto la migliore performance del regista e sceneggiatore Paul Thomas Anderson. La pellicola pone l’accento sul mondo delle sette, un fenomeno mondiale ma che negli Stati Uniti vede ogni anno un proliferare di leader e di adepti che rendono la società e la collettività americana permeate da influenze e poteri occulti e insieme pericolosi.

In The Master in protagonista, Freddie Quell, è un soldato con diversi disturbi neurologi e psicologi che un giorno incontra Lancaster Dodd, un imbonitore che ha inventato un metodo di introspezione che sperimenta sul disturbato Marine. Freddie sembra trarre giovamento dalle cure e dai consigli di Dodd e da quel momento ha inizio un sodalizio che li vedrà percorrere insieme un lungo tratto di strada. Anche se il loro viaggio finirà con l'offrire loro esiti assolutamente diversi. La pellicola che prende spunto da una delle sette più famose e potenti d’America presenta, però, risvolti sociologi e positivi e un finale che spiazza del tutto lo spettatore e che rende il lavoro di Anderson originale e affascinante oltre ogni dubbio.

L’autore e regista di The Master fa parte di quella generazione di registi che, come il collega e grande amico Quentin Tarantino, non ha imparato a fare cinema nelle scuole ma guardando migliaia di film in video e che ha una conoscenza enciclopedica della tecnica e della cultura cinematografica. Celebri sono infatti le sue scene “corali” dove le vite e le storie dei suoi personaggi si intrecciano e si confondono tra loro e altrettanto nota è la sua tecnica nell’utilizzo del piano sequenza come scelta registica identificativa. The Master non fa eccezione e regala allo spettatore un film di grande qualità, con una sceneggiatura ricca di colpi di scena e di risvolti inattesi. Come la storia d’amore che nasce tra Freddie, ossessionato dal sesso e dalle donne, e la figlia di Dodd, interpretata da una solare e deliziosa Ambyr Childers.

Perfetta anche la scelta degli attori protagonisti, Phoenix e Hoffman, che si confrontano mettendo in gioco tutti i loro comportamenti devianti, e riuscendo a gestirli in maniera del tutto diversa ma ugualmente costruttiva. Alla fine del film si ripensa allo spazio angusto in cui i due si erano incontrati la prima volta mettendolo a confronto con quello in cui finiscono con il ritrovarsi uniti e al contempo divisi più che mai. Anderson fa in modo che lo spettatore si accorga da solo di quanto proprio in quelle due location si sintetizza il senso di un'opera che sa andare oltre la narrazione su una setta potente e miliardaria. L'ultima inquadratura, infine, riapre il film e chiude l'analisi sociologica e psicologica che è il vero fil rouge dell’intera pellicola. Ad accompagnare le scene e i dialoghi c’è ancora una volta la musica di Jonny Greenwood, compositore e leader del gruppo musicale dei Radiohead, tra i collaboratori più amati dallo stesso regista. The Master, ha sfiorato il Leone d’Oro a Venezia ma si è candidato comunque a tre premi Oscar prestigiosi non smentendo i successi che sono propri del regista e sceneggiatore Anderson come l’Orso d’Oro a Berlino con il film Magnolia e il premio come miglior regista a Cannes 2002 con Ubriaco d’amore.

The Master applauditissimo dai critici e dal pubblico americanouscirà nei cinema italiani il prossimo 3 gennaio e sicuramente è tra i film da non perdere nel prossimo 2013.

 

 

Redazione Nerospinto

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