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Gregorio Rossi nominato Curatore del Padiglione Costa Rica alla Biennale di Venezia

La 56 Biennale di Venezia si svolgerà dal 9 maggio al 22 novembre 2015, ai Giardini e all'Arsenale nonché in vari luoghi di Venezia, e la tematica di quest'anno decisa da Okwui Enwezor, direttore del settore Arti Visive, sarà All the World’s Futures.

Il Costa Rica parteciperà alla manifestazione, e Gregorio Rossi è stato nominato Curatore del Padiglione della nazione centramericana. Gregorio Rossi, prendendo in esame la tematica generale, l’ha adattata alle caratteristiche di questo splendido Paese, unica Nazione al mondo a non avere un esercito, optando per la seguente tematica: "All the World’s Futures - Costa Rica Paese di pace invita ad un linguaggio universale d’intesa fra i popoli". Le opere scelte saranno inserite nel catalogo e avranno ampia risonanza mediatica, rappresentando uno spaccato dell’arte nel senso più ampio, a dimostrazione della capacità professionale, progettuale, creativa e di ricerca. In breve: la qualità artistica. Il Costa Rica intende vedere unite le differenti realtà, con il principale ed unico scopo di rappresentare e valorizzare gli artisti di tutto il mondo che con la loro Arte lottano per la Pace, che avranno finalmente l’opportunità di essere conosciute e riconosciute sia a livello nazionale che internazionale.

 

Gregorio Rossi è nato nel 1951, a Massa Marittima, nella Maremma, tanto amata dai pittori Macchiaioli e frequentata soprattutto da Giovanni Fattori, ma anche, come ha scoperto lo stesso Rossi, da Guglielmo Micheli. Nei primi anni ottanta, Gregorio Rossi iniziò a lavorare per le Edizioni d'Arte Cantini, per le quali gestì nello spazio espositivo della Casa Editrice di Populonia, una mostra di Antonio Bueno, esperienza molto importante, poiché gli permise di conoscere Bueno, con cui rimase amico fino alla scomparsa del maestro, curandogli alcune mostre ed i relativi cataloghi. Inoltre, gli offrì l'opportunità di conoscere Remo Giovanbattista Bianco, col quale Rossi continuò a collaborare ininterrottamente, instaurando col celebre mercante d'arte un'amicizia filiale. Con l'Edizioni d'Arte Cantini allestì nel Museo Archeologico di Massa Marittima la mostra Anni Verdi, dal Futurismo alla Metafisica, con le opere di Primo Conti, con il quale continuò ad avere rapporti, tanto di lavoro, quanto di amicizia. Con la stessa società, sempre a Massa Marittima, nel chiostro della duecentesca chiesa di Sant'Agostino, allestì una mostra di Antonio Zancanaro, alla quale intervenne l'ormai anziano maestro, in contemporanea, ancora nel Museo Archeologico di Massa, curò una seconda mostra di Piero Leddi. Queste prime mostre, allestite nella cittadina di Massa Marittima, crearono un buon rapporto con l'Amministrazione Comunale e con la Società dei Terzieri (società di fama internazionale che realizza evocazioni storiche) e, grazie a Rossi, la Società dei Terzieri commissionò dei drappelloni dipinti a mano a Piero Leddi ed Enzo Faraoni. Successivamente, coi bozzetti preparatori venne allestita una mostra con Dimitris Hordakis, allievo di Bueno, e con Raffaele De Rosa. Con quest'ultimo continua tutt'ora un fervido rapporto di collaborazione; infatti, Rossi ha curato molte mostre e pubblicazioni di De Rosa. Ricordiamo quelle per conto del Monte dei Paschi di Siena, della Pinacoteca Amedeo Modigliani ed Il Parnaso (società fondata da Gregorio Rossi); sempre avvalendosi di prestigiose firme del mondo universitario, quale il professor Fabio Mugnaini, dell'Università di Siena e del mondo dell'arte, come il professor Paolo Levi, per la realizzazione dei cataloghi. A seguito dell'incontro e della conoscenza con Carlo Pepi, va ricordata la realizzazione del volume "Giovanni Fattori - venti ricordi dal vero", curato e fatto pubblicare da Gregorio Rossi e presentato all'inaugurazione della Casa Natale di Amedeo Modigliani, a Livorno. La collezione d'arte di Carlo Pepi è stata di volta in volta “amministrata” da Rossi, creando una serie di mostre, che hanno girato varie gallerie tanto in Italia, quanto nei Paesi esteri. Per queste occasioni, Gregorio Rossi, restio a viaggiare, delegava a rappresentarlo ufficialmente la storica dell'arte Laura Milani sua collaboratrice per molti anni, insieme a Stefania Maccelli. Con questa modalità, in Belgio a Charleroi, nel 1999 al Musée de Beaux Arts e Biblioteque Rimbaud venne allestita la mostra Un porto per l'Ottocento che presentava gli artisti Macchiaioli ed una selezione completa di quei Postmacchiaioli che crearono il presupposto per la nascita del Novecento; situazione spesso dimenticata ed in quel periodo fortemente sostenuta da Gregorio Rossi. Nel 2002, vi fu un'importante occasione per presentare questa teoria, grazie ad una cassa di risonanza, che la rese nota in maniera diffusa e la fece accettare negli ambienti accademici. Si trattava del Cinquecentenario del Quarto Viaggio di Cristoforo Colombo, quando il navigatore sbarcò sul continente americano e diede il nome al Costa Rica. Olga Coll Montero, Addetto Culturale dell'Ambasciata di Costa Rica presso il Quirinale, l'Ambasciatore Manuel Hernández Guitiérrez e l’Ambasciatore d'Italia in Costa Rica Gioacchino Carlo Trizzino chiesero a Gregorio Rossi, proprio per rappresentare l'Italia nelle celebrazioni dedicate al grande navigatore, una mostra d'arte, in quanto proprio l’arte è il punto di forza, che meglio può raffigurare l'Italia. Intanto, tra Gregorio Rossi e il collezionista Carlo Pepi, esisteva un rapporto di collaborazione rodato, incentrato sulla raccolta d’arte e sugli studi condotti in comune. Di conseguenza, per questa importante ricorrenza, Rossi pensò di usare le opere di proprietà del Pepi, per rappresentare uno dei momenti più significativi dell’arte italiana, cioè l’Ottocento Toscano. Nacque così Arte Italiano del Siglo XIX - la escuela de los Macchiaioli, una grande esposizione allestita nel Museo Nacional de Costa Rica. Il catalogo vantava i testi del Presidente della Repubblica di Costa Rica, del Ministro della Cultura e del Ministro delle Comunicazioni della Repubblica Italiana, del Ministro della Cultura di Costa Rica, del Direttore del Museo Nacional de Costa Rica, dell'Ambasciatore d'Italia e dell'Ambasciatore di Costa Rica in Italia. Nel catalogo, il testo critico di Gregorio Rossi e Laura Milani ritornava sui presupposti della nascita del Novecento e si affermava che la formazione di Amedeo Modigliani era stata totalmente italiana, rivisitando in maniera del tutto nuova la figura del maestro Guglielmo Micheli. Nel 1503, Cristoforo Colombo sbarcò nell'attuale Panamá; di nuovo l'Italia doveva e voleva essere presente sul prestigioso palcoscenico, in occasione del Cinquecentenario. L'Ambasciata italiana in quella Nazione si rivolse nuovamente a Gregorio Rossi, che decise il trasferimento della mostra dalla Costa Rica a Panamá; quella che al tempo era la Compagnia Aerea Lauda mise a disposizione un aereo per il trasporto delle opere da uno Stato all'altro, compreso il ritorno in Italia. Al Museo del Canal Interoceanico ancora una volta Laura Milani e Stefania Maccelli rappresentano Gregorio Rossi. Entrambe le pubblicazioni riferite alle due mostre vantano l’Adesione del Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi ed il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana. Terminate le celebrazioni dei viaggi di Cristoforo Colombo, Rossi rimase in contatto con l’Ambasciata di Costa Rica in Italia e con l’Istituto Italo-Latino Americano (Organismo Intergovernativo che rappresenta 21 Nazioni, ovvero l’Italia ed i 20 Paesi dell’America Latina). Infatti con l'Ambasciata e con L’I.I.L.A. fu allestita la mostra del Cinquecentenario a Roma, nella Galleria delle Scuderie di Palazzo Santacroce, corredata dal catalogo Costa Rica, un porto per l’Arte – la scuola dei Macchiaioli. Queste collaborazioni si svilupparono con la realizzazione di importanti mostre d’arte e fotografiche, conferenze e convegni; il più importante dei quali è stato probabilmente il convegno del 2007, patrocinato dal Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Bicentenario della Nascita di Giuseppe Garibaldi, promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali della Repubblica Italiana. In questa occasione venne chiesto a Gregorio Rossi di tenere una conferenza su La Trafila Toscana (il testo è riportato sul volume degli atti del convegno, edito nel 2008) e di allestire una mostra di opere di Silvestro Lega, in quanto questo grande artista era stato un rivoluzionario ed aveva più volte ritratto Don Giovanni Verità, il salvatore di Garibaldi; per l’occasione fu edito un catalogo, sempre a cura di Gregorio Rossi. Con l’Ambasciatore Trizzino nacque e si realizzò un progetto, che è un “unicum” nella storia dell'attività diplomatica, cioè la costituzione di un museo d’arte contemporanea italiana, in una sede appositamente ristrutturata, presso la Cancelleria dell’Ambasciata italiana a San Josè, in Costa Rica. Il museo, presentato ufficialmente al mondo dell'arte contemporanea nel catalogo del Padiglione I.I.L.A. alla 52. Biennale di Venezia, è nato con il nome di M.A.C.I.A., ovvero Museo d'Arte Contemporanea Italiana in America e Gregorio Rossi ne è a tutt'oggi il direttore ed il curatore. Il museo ha funzionato arricchendo costantemente la propria Collezione Permanente, nonché allestendo mostre personali con cadenza periodica, fino a quando è rimasto in carica l’Ambasciatore Trizzino. Ad oggi, il museo patrocina e promuove numerose iniziative editoriali ed espositive, sempre nel campo dell'arte contemporanea. Dopo le mostre per le celebrazioni del viaggio di Colombo, l’Ambasciata italiana inviò un riconoscimento tanto a Gregorio Rossi quanto ai suoi collaboratori. In virtù anche delle precedenti attività, il Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi riconobbe un'onorificenza a Gregorio Rossi, conferendogli la medaglia che la massima Autorità dello Stato conferisce per meriti nell'attività culturale. Quest'assegnazione è stata poi coronata dal fatto che alla successiva Biennale di Venezia del 2009, il museo M.A.C.I.A. ha avuto uno spazio proprio, presso l'Università Ca' Foscari e Gregorio Rossi è stato nominato, insieme a Francesco Elisei, curatore del Padiglione Nazionale della Repubblica di Costa Rica. Nelle passate edizioni, Gregorio Rossi aveva contribuito alla realizzazione dei cataloghi del Padiglione I.I.L.A. alla 50. 51. e 52. Biennale e, nel contesto della 50. Biennale di Venezia, aveva presentato la pubblicazione Omaggio alla Raccolta Carlo Pepi (sicuramente la più importante Collezione esistente per il disegno dell'Ottocento Toscano ed anche una tra le più importanti per i dipinti dell'Ottocento e Novecento). Il volume era dedicato, soprattutto, a Renato Lacquaniti ed al gruppo Atoma. Alla 51. Biennale di Venezia, Gregorio Rossi ha presentato i volumi dedicati agli artisti Maria Laura Bonamici Pallini, Piero Sani, Giancarlo Montuschi e Luca Zampetti. Nel 2009, insieme all'amico Christian Parisot (presidente degli Archivi Amedeo Modigliani) aderisce al progetto di Andrea Benetti e scrive anch'egli un testo critico per il libro "Esplorazione inconsueta all'interno della velocità", realizzato ed ideato da Andrea Benetti insieme ad un corpo di dodici opere; il prezioso libro da collezione a tiratura limitata e con copie firmate, annovera il pensiero di oltre una dozzina tra i più illustri professori, provenienti dalle università di tutta Italia. Infatti, oltre alle importanti parentesi delle Biennali, anche in passato le collaborazioni di Gregorio Rossi erano sempre state di elevata caratura. Per esempio il rapporto proseguito per anni con il Premio Letterario Viareggio, fino alla morte del Segretario Gianfranco Tamagnini. Questa fervida relazione favorì la conoscenza di Leonida Repaci, poi di Natalino Sapegno, che scrisse l'introduzione ad un catalogo di Renzo Vespignani, con opere dedicate a Leopardi, al quale collaborò per la realizzazione anche Rossi. Inoltre, conobbe Renato Guttuso, già gravemente ammalato, che arrivò appositamente a Viareggio, per scrivere la prefazione al catalogo di Tamagnini e Rossi, riguardante i disegni che Guttuso aveva realizzato nel 1943, per illustrare Conversazione in Sicilia; disegni ritrovati a distanza di decenni e salvati dallo smembramento, grazie all’intervento di Gregorio Rossi, Stefania Maccelli e Roberta Bindi. Il fatto di aver tenuto integro questo corpo di opere offrì l'opportunità di realizzare una mostra itinerante, che in sinergia con il Premio Letterario Viareggio venne allestita non solo in Italia, ma in molte nazioni europee, coinvolgendo Istituti di Cultura ed Università nelle varie sedi, che organizzarono relazioni e conferenze intorno all'iniziativa. Tornando ai giorni nostri, nella progettazione delle mostre e nella stesura dei cataloghi si possono accomunare le metodologie di Andrea Benetti e Gregorio Rossi; infatti, normalmente, per catalogo si intende un volume che presenta un corpo di opere di un artista ed uno o più testi di critici d’arte. In alcuni casi, come per esempio "L’oro del millesimo mattino" e "Il momento magico della veglia" con opere di Raffaele De Rosa, visto che ci si riferiva al mito ed alla leggenda, Rossi coinvolse due dei più importanti docenti di antropologia, ovvero il professor Pietro Clemente dell’Università La Sapienza di Roma ed il professor Gastone Venturelli dell’Università di Firenze. Di nuovo si rivolse al professor Pietro Clemente per un’iniziativa particolarmente cara che ebbe il suo battesimo a Siena, con l'apporto di Omar Calabrese, alla quale il professor Clemente dette il titolo di Pandora e il male bello. L’iniziativa ruotava intorno ad una mostra di dipinti di Maria Micozzi ed era riferita al ruolo della donna nell’arte; non intendendolo come quello esclusivo di artista, ma anche di modella od a qualsiasi altra attività attinente a questo ambiente. Ruoli spesso trascurati se non addirittura dimenticati; ricordando anche una conversazione di Gregorio Rossi con Renato Guttuso, quando il grande pittore aveva sostenuto l’importanza di una figura femminile come musa ispiratrice, quindi non solo come soggetto da ritrarre. Forse, anche in questa ottica si è consolidato il rapporto con Valentina Campatelli, modella ad un'Accademia d’Arte privata di Firenze e poi sempre più stretta collaboratrice. Tanto è vero che ha curato insieme a Gregorio Rossi un catalogo per una mostra allestita al Casinò di Campione d’Italia, con introduzione di Vittorio Sgarbi e da allora è la sua assistente. Tassello fondamentale del successo professionale di Rossi è la conoscenza dell'opera e della vita di Amedeo Modigliani, che lo porta a formulare la teoria della formazione artistica totalmente italiana di Amedeo Modigliani, artista icona del Novecento. Infatti Gregorio Rossi, con l’aiuto di Laura Milani e Chiara Filippini, conduce una ricerca che porta alla scoperta che sia Guglielmo Micheli (maestro di Modigliani a Livorno) che Giovanni Fattori (il Maestro ideale al quale guardarono tutti i giovani artisti di quell’epoca) avevano soggiornato e prodotto nella Maremma del Nord e, precisamente, a Massa Marittima ed a Follonica. Poi, anche tramite la lettura delle memorie di Llewelyn Lloyd si capisce che quei giovani artisti guardavano anche a Silvestro Lega con grande interesse. Da questi presupposti viene realizzata la mostra Modigliani ed il segno di Silvestro Lega, progettata e curata da Gregorio Rossi e allestita a Modigliana, paese natale di Lega. Con questa mostra si è voluto dimostrare che quel pittore e scultore che era stato francesizzato in Modì, si era rifatto, tra gli altri, a Silvestro Lega come d’altronde era avvenuto praticamente per tutti i suoi compagni che avevano frequentato il cenacolo di Guglielmo Micheli. In seguito, sempre in riferimento alla formazione italiana dell'artista livornese e considerando che praticamente tutti hanno sempre accostato lo stilema di Modigliani a quello dei Maestri antichi, Gregorio Rossi si ricordò che la modernità dei pittori Macchiaioli era avvenuta quando si erano accorti della luce nella pittura del Quattrocento. Modigliani ed altri, che diventarono grandi artisti, si erano formati alla scuola dei Macchiaioli e poi li avevano superati nella sintesi. Secondo questa teoria storica, i ritratti di Modigliani potevano essere sovrapposti a quelli del Duecento e Trecento; fu allora che Rossi si rivolse alla Pinacoteca Nazionale di Siena, la quale per la prima volta avvallò ufficialmente questa teoria. Infatti la Direttrice e la sua equipe scelsero una serie di opere da pubblicare sul catalogo della mostra Modigliani - dessin a boire, allestita a Capannori nelle sale di Villa Mazzarosa; mostra e catalogo vennero interamente curati da Gregorio Rossi e Chiara Filippini. Evidentemente, questa teoria ha convinto ed è stata dimostrata in maniera esaustiva, poiché Gregorio Rossi è stato scelto come consulente, per curare una sezione dedicata alle opere della Scuola di Micheli, in tutte le mostre successive, quand'anche curate da altri storici dell'arte. Si parla delle mostre allestite alla Reggia di Caserta, alle Scuderie Aldobrandini per l’Arte di Frascati, al Museo Archeologico Nazionale di Palestrina, al Museo Civico del Castello Ursino di Catania, al Kaohsiung Museum of Fine Arts di Taiwan. Attualmente è in corso in Brasile un circuito di mostre di Amedeo Modigliani, per le quali Rossi è stato nuovamente scelto come consulente per la sezione delle opere della Scuola di Micheli. Nel gennaio 2012, in occasione del Cinquantenario della morte di Hermann Hesse, insieme a Valentina Campatelli, Gregorio Rossi è stato il primo a celebrare la ricorrenza con una mostra a Sesto Fiorentino, composta dagli acquarelli di proprietà di Eva Hesse, nipote del Premio Nobel, corredata da un catalogo, sempre a cura Rossi-Campatelli, in questo momento in distribuzione nelle librerie per l'Editore Carlo Cambi. Sempre per Cambi Editore, Gregorio Rossi aveva precedentemente realizzato, una pubblicazione sul soggiorno pisano di Keith Haring del 1989 e sul ciclo di opere che l'artista americano realizzò in terra italiana.

 

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Redazione Nerospinto

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