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Le anime artistiche di Pippo Delbono

Da chi ha portato in Italia il teatro danza e lo ha fatto conoscere e apprezzare al grande pubblico ci si aspetta talento e bravura ma forse non una grande versatilità a farsi dirigere e indirizzare a sua volta. Invece Pippo Delbono ama assorbire e assimilare il mestiere e la tecnica di tutti gli artisti che incontra e con cui lavora e collabora. Lo ha fatto fin dagli esordi in Danimarca, con il gruppo Farfa, diretto da Iben Nagel Rasmussen, ha imparato a meraviglia le tecniche dell'attore danzatore dell'Oriente e lo ha fatto successivamente  nel 1987 quando incontra  Pina Bausch e accetta il suo invito a partecipare ad uno dei lavori del Wuppertaler Tanztheater. Con la Bausch Delbono comprende appieno la metodologia per fondere in maniera sublimale danza e teatro.

In seguito lavora come attore con registi del calibro di Moreau, Bartolucci e perfino Peter Greenaway. Dopo molti riconoscimenti come scrittore teatrale, realizzatore di spettacoli e sperimentatore artistico, nel 2006 scrive, interpreta e dirige il suo primo film, Grido, per cui ottiene il premio come migliore attore protagonista al Sulmona Film Festival.

Il 2013 è l’anno di Orchidee, suo ultimo spettacolo e fatica artistica.

Il titolo esprime già l’intenzione del regista che considera questo lavoro come il sunto di un viaggio di arte e nell’arte che Delbono e la sua compagnia hanno cominciato da tempo. L’orchidea, fiore selvaggio e raro alla fine si ritrova artificialmente e ricoperto di polvere in bella vista in molte case di donne borghesi, per cui l’immagine della realtà rimanda ad essa ma artificialmente e distorta.

Ed è quello che si vede nello spettacolo Orchidee, dove Pippo Delbono viaggia nelle diverse dimensioni dello spazio teatrale, trascina nella sua danza i fantasmi del cinema e guida i suoi attori attraverso gli specchi. Un omaggio all’immagine di una immagine. Prendendo spunto dalla poetica aristotelica Delbono mette in scena il falso di fronte al vero, oppone la finzione filmica all’arte dello spettacolo teatrale dal vivo, rende omaggio ai vivi e alla verità delle cose.

Spesso il regista ha definito se stesso come un “terrorista” delle scene, un guastatore del palcoscenico e basta assistere a uno dei suoi lavori per capire il senso ultimo di queste affermazioni. Delbono è uno spirito libero che dà vita a mondi fantasmagorici. Entrare in essi è più un’esperienza che una semplice partecipazione da spettatori.

Antonia del Sambro

Redazione Nerospinto

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