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Case-Museo: il Bagatti Valsecchi

La Casa-Museo

Con il Museo Bagatti Valsecchi si conclude il nostro viaggio tra le incantevoli residenze del passato che custodiscono veri e propri tesori dell'arte e della cultura milanese, si tratta di luoghi affascinanti e facilmente  raggiungibili percorrendo le vie cittadine, nei pressi del centro, veri e propri gioielli segreti, tra i più antichi del cuore della città.

Il Museo Bagatti Vasecchi si trova a ridosso di Via Montenapoleone, un luogo magico, da visitare con calma per respirare la giusta atmosfera ed osservare con attenzione le molteplici opere esposte, circondati dallo splendore della casa con i suoi arredi e la sua storia.

I Borghi, ovvero il quartiere tra via Spiga e Montenapoleone non sono al tempo una zona residenziale di lusso, ma appaiono caratterizzati dalla presenza di monasteri, botteghe artigiane, piccole case di abitazione. Nel 1880, alla morte della loro madre, Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi decidono di ristrutturare la dimora di famiglia, trasformandola nella sontuosa rievocazione di una dimora patrizia del Rinascimento lombardo; la predilezione esclusiva che, viene riservata all’arte quattro-cinquecentesca è in linea con il revival rinascimentale con cui l’Italia postunitaria esprime il proprio linguaggio artistico ufficiale.

Inoltre, per i Bagatti Valsecchi tale fastosa ristrutturazione contribuisce all’accrescimento del prestigio sociale della famiglia. Schiere di artigiani lavorano sotto la direzione dei due fratelli agli apparati decorativi neorinascimentali che intonano la casa alle collezioni quattro-cinquecentesche da essi acquisite.

 

La Storia

I fratelli Fausto (1843 - 1914) e Giuseppe Bagatti Valsecchi (1845 - 1934) appartengono a un’importante famiglia milanese, il cui titolo baronale data al 1826.

La confidenza con il mondo dell’arte viene acquisita precocemente dai due fratelli grazie al padre Pietro, miniaturista su smalto e avorio al tempo assai apprezzato. Seguendo una consolidata tradizione di famiglia, i due compiono studi in legge, che di fatto non metteranno mai a frutto in un’attività professionale.

Dagli anni ottanta dell’Ottocento, è infatti la ristrutturazione della dimora di famiglia e la raccolta delle opere d’arte destinate ad arredarla a divenire la loro occupazione principale; l’identità di gusti e la condivisione delle scelte artistiche tra i due è totale, nonostante le differenze d’indole; più viveur e mondano Fausto, che rifuggirà dal matrimonio, più quieto e riservato Giuseppe, il quale nel 1882 sposa Carolina Borromeo imparentando i Bagatti Valsecchi a una delle casate nobiliari più antiche e prestigiose di Milano.  Al pari dei Necchi Campiglio, la coppia sposata e il single vivranno sotto lo stesso tetto.

L’esperienza maturata nell’allestimento e nella decorazione della propria dimora sfocerà per Fausto e Giuseppe in una più ampia attività di architetti dilettanti apprezzata da committenti aristocratici e altoborghesi.

 

La Collezione

Sin dal primo ambiente di visita, la Sala dell’Affresco nell’appartamento di Fausto, è evidente l’attenzione dei Bagatti Valsecchi per le arti applicate.

I due fratelli considerano il loro progetto come una sorta di collezionismo globale. All’unità stilistica dei manufatti raccolti, tutti accomunati sotto il segno del Rinascimento, corrisponde una grande varietà di oggetti: dalle ceramiche ai vetri, dai dipinti agli avori, dagli arredi alle oreficerie. Questo avviene perché i Bagatti Valsecchi pensano che gli artigiani moderni debbano formarsi sullo studio dei manufatti antichi, ma nel raccogliere la loro collezione sono mossi più che dalla ricerca di eccellenza qualitativa dalla possibilità di dar vita a un vero e proprio progetto abitativo, in cui le opere d’arte arredino la casa e i singoli manufatti diventino oggetti d’uso dei suoi abitanti.

Dopo la Sala Bevilacqua, la Camera del Letto Valtellinese e il piccolo Vestibolo, si giunge alla Sala da Bagno: la vasca in marmo neorinascimentale è in realtà una doccia, ovvero un sanitario assolutamente all’avanguardia per la fine dell’Ottocento e allo stesso modo il lavamano è di fatto un lavandino ad acqua corrente. Anche se la modernità viene dissimulata per non intaccare l’unità stilistica del luogo, dal punto di vista tecnologico la casa è all’avanguardia, anticipando soluzioni impiantistiche che si diffonderanno nelle abitazioni signorili del secolo successivo. Si giunge quindi all’appartamento abitato da Giuseppe e da sua moglie Carolina Borromeo; era lei che suonava il pianoforte camuffato da credenza neorinascimentale nella Sala della Stufa Valtellinese, in ossequio a un amore per la musica quale rito mondano e salottiero. Succedono quindi la stanza da letto dei coniugi, la Camera Rossa, dove spicca la Santa Giustina di Giovanni Bellini e la Camera Verde, ovvero la camera di Giuseppe, riservata, secondo l’usanza patrizia, al solo marito.

In tutti questi ambienti i dipinti alle pareti, i ricchi arredi intagliati, le oreficerie, gli avori, le ceramiche e i diversi manufatti allestiti sui mobili si dispongono secondo una partitura fitta e sovrabbondante. Oltrepassato il Salone, nella Sala da Pranzo le raccolte dei manufatti in vetro rinascimentali confermano una predilezione collezionistica; allo stesso modo la sua armeria trova un’eco nella scenografica Galleria delle Armi ancora disposta qui secondo l’originario allestimento ottocentesco.

 

Gli eventi:

Il Museo Bagatti Valsecchi è il luogo ideale per ospitare mostre temporanee ed altri eventi culturali, come  è avvenuto nel marzo di quest'anno con  il ciclo di conferenze che si è tenuto con il patrocinio dell'Univestità degli Studi di Milano dal titolo Nuove Voci: Giovani Storici dell'Arte dall'Università degli Studi di Milano al Museo BaVa.

 

Curiosità:

Il Museo ha ricevuto il "Certificato di Eccellenza 2013", al 23° posto su oltre 360 attrazioni, riconoscimento attribuito da Tripadvisor a quei luoghi che ricevono solo ottime recensioni, con giudizi mediamente  molto positivi,  inoltre il luogo è segnalato come facente parte di "Una Milano Insolita" Coerentemente allo stereotipo di città in cui bellezza e innovazione vanno a braccetto, una città che offre, al di fuori dei tradizionali itinerari turistici, tesori che conciliano entrambi gli aspetti.

Un'altra curiosità è che la Casa-Museo è stata abitata dalla famiglia Bagatti Valsecchi fino al 1974.

 

Museo Bagatti Valsecchi via Gesù, 5 - 20121 Milano, Italia t +39 02 76006132+39 02 76006132/76014857 f +39 02 88463650 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.museobagattivalsecchi.org

Orario Da mar a dom 13.00-17.45 Chiuso: tutti i lunedì, 1/1, 6/1, Pasqua, lunedì dell’Angelo, 25/4, 1/5, 2/6, 1/11, 7-8/12, 25-26/12. Chiusura estiva dall’1 al 31/8

Biglietto - Intero € 9,00 - Ridotto € 4,00 (da 6 a 14 anni e dopo i 65) - Scolaresche € 2,00

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Redazione Nerospinto

Sito web: www.nerospinto.it Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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