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Museo Poldi Pezzoli

la Casa-Museo

Prosegue il viaggio di Nerospinto tra le residenze di pregio milanesi che hanno fatto la storia della città e dei suoi protagonisti, il cui prezioso patrimonio artistico e culturale li ha trasformati, nel tempo,  in veri e propri musei. In questa terza occasione ci soffermiamo sul Museo Poldi Pezzoli, al quale si accede dal cortile di via Manzoni 12, nei pressi di Montenapoleone, nel cuore pulsante della città, facilmente raggiungibile con la metropolitana- linea M3. Il Museo è un vasto appartamento che occupa il piano terreno e il piano nobile del palazzo, affacciato su un silenzioso giardino.

L’appartamento di Gian Giacomo nasce dal 1846 in una porzione del palazzo di famiglia, dotato di un parco all’inglese che dava il nome (Corsia del giardino) all’attuale via Manzoni.  Prevalgono nell’appartamento le sale di rappresentanza: seguendo i dettami dell’Istorismo allora all’avanguardia gli interior designer Giuseppe Bertini (1825-1891) e Luigi Scrosati (1814-1869) a partire dal 1854 ideano ogni ambiente rievocando un diverso stile del passato, per ospitare opere della medesima epoca storica.

Purtroppo un bombardamento del 1943 ha distrutto la maggior parte dei decori fissi, il cui aspetto originario è evocato dalle fotografie posizionate in ogni sala. Totalmente perduta è invece l’armeria gotica, ideata dallo scenografo della Scala Filippo Peroni tra il 1846 e 1851 e riallestita al piano terreno nel 2000 dallo scultore Arnaldo Pomodoro.

Nel 1951 il museo è riaperto al pubblico restaurato e ingrandito con nuove sale, che accolgono le numerose opere giunte dopo la morte del collezionista per acquisto e in donazione.Oggi il percorso delle sale storiche inizia al piano terreno dallo Scalone barocco, decorato con una fontana del Bertini e sculture seicentesche, da cui si accede al piano superiore. Qui si incontra la Saletta degli Stucchi in stile Rococò, divisa dal Salone Dorato dalla vetrina delle porcellane del XVIII secolo. Il Salone Dorato, una volta ornato di tappezzerie, riunisce i capolavori pittorici rinascimentali. L’attigua Sala nera “nello stile del Rinascimento del Nord”, che fungeva da salotto ed era rivestita di ebano, madreperla e avorio, custodisce mobili intarsiati con avorio o pietre dure. Segue la Sala dei Vetri di Murano, già Camera da letto, che riunisce mobili lignei intagliati e da cui si accede alla zona più privata, lo Studiolo dantesco, nello “stile del Trecento italiano”, destinato alla raccolta delle oreficerie e dei vetri antichi.

Alle sale monumentali si affiancano quattro sale “a quadri”, esclusivamente dedicate all’esposizione dei dipinti. Manca nell’appartamento una sala da pranzo, mentre gli ambienti di servizio (cucina e camere della servitù) erano posizionati al piano terreno.

 

La Storia:

Dopo la caduta del Regno Italico il ritorno degli Austriaci ridimensiona bruscamente il ruolo di capitale che la città aveva avuto nel periodo napoleonico. Milano rimane il maggiore centro culturale italiano ed è in sviluppo economico costante; diventa in particolare la piazza più importante del fiorente mercato antiquariale.

Discendente per parte della madre Rosina dell’antica schiatta dei principi Trivulzio, ricchissimo grazie ai beni ereditati dalla famiglia del padre Giuseppe, Gian Giacomo Poldi Pezzoli (1822-1879) viene educato all’amore dell’arte e del collezionismo. Impegnato in prima persona nei moti delle Cinque Giornate  contro gli Asburgo, è multato ed esiliato come molti aristocratici milanesi. L’esilio sarà però occasione per un lungo viaggio artistico in Italia, a Londra e Parigi.

Tornato in possesso dei propri beni nel 1849, Gian Giacomo avvia la sistemazione del suo “appartamento particolare”. Il progetto nasce per ospitare la sua raccolta d’arte con dipinti e oggetti d’arte decorativa che si arricchisce di pezzi eccellenti, anche grazie al fiorente mercato artistico milanese, di importanza internazionale.

Non molto mondano e amico degli artisti suoi contemporanei, Poldi Pezzoli è anche mecenate e sostiene i giovani artisti dell’Accademia di Brera, acquistando le prime opere degli allievi del suo grande amico Bertini. raccoglie molte opere del Rinascimento, anche lombardo, con l’obbiettivo di tutelare il patrimonio cittadino, ed è tra i promotori della prima Mostra milanese di arte antica nel 1874, che sarà il primo passo per la creazione di un museo civico. Il suo desiderio che il suo appartamento che custodisce le raccolte d'arte di pregio divenga ad uso pubblico e di ispirazione e aiuto agli artisti, grazie ad una Fondazione ad hoc, si realizza 2 anni dopo la sua morte, nel 1879, l'amico Giuseppe Bertini apre il museo e diviene direttore delle raccolte.

 

La Collezione:

Dopo un’iniziale passione per l’arte contemporanea, Gian Giacomo si avvia all’arte antica. Dopo essersi dedicato alle armi, il nobiluomo viene  attratto dalle  arti decorative del passato e dai dipinti rinascimentali. Gli importanti tappeti ed arazzi da lui acquisiti sono esposti a rotazione al piano terreno di fianco al grande Tappeto di Caccia (deposito dello Stato italiano dal 1923).

Al piano superiore tre sale ospitano il notevole nucleo di dipinti del Rinascimento lombardo (Foppa, Bergognone, Luini, Solario). Nel Salone Dorato si trovano le glorie del Rinascimento toscano e veneto: sul cavalletto la Dama del Pollaiolo, icona del museo, quindi un dipinto di Piero della Francesca e due tavole di Sandro Botticelli. Altri due cavalletti accolgono opere di Giovanni Bellini e di Andrea Mantegna. Nella vetrina delle porcellane settecentesche trionfa il grande Servizio da caffè e da tè Borromeo.

Nella Sala Nera si notano il grande stipo in commesso di pietre dure seicentesco e il tavolo ottocentesco, nella stessa tecnica, anch’esso opera dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. I mobili intagliati della camera da letto, dove in una gara di perizia tecnica si mescolano stipi e sedie dal Rinascimento all’Ottocento e la collezione di vetri veneziani.

Le oreficerie medievali e rinascimentali, un tempo nello Studiolo, sono oggi conservate nella nuova Sala degli ori: notevoli sono gli smalti limosini medioevali e i gioielli.  Nelle sale a quadri spiccano per importanza i veneti (Canaletto, Guardi, Tiepolo) , i fondi oro (Vitale da Bologna, Bernardo Daddi) e i ritratti lombardi del Settecento (Fra Galgario e Ceruti).

Tra le numerose donazioni, nel 1978 il museo ha ricevuto dagli eredi la collezione di orologi solari di Piero Portaluppi, architetto di Casa Boschi di Stefano e di Villa Necchi Campiglio.

 

Gli eventi:

Il Museo ospita di volta in volta mostre e altre manifestazioni culturali, si tratta di un luogo unico, modello di un modo di abitare del passato, la casa-museo di Gian Giacomo Poldi Pezzoli, per le collezioni e gli arredi, rappresenta il luogo ideale per accogliere mostre dedicate al design e all’arte contemporanea.

Da domani sarà aperta la mostra:

"La casa morbida. Tra Arte e Design"

26 marzo – 5 maggio 2014 Orari: da mercoledì a lunedì, dalle 10.00 alle 18.00

Informazioni mostra:

www.museopoldipezzoli.it

www.abitare.it/it/arte/la-casa-morbida-tra-arte-e-design

 

Curiosità:

Il celebre Ritratto femminile del Pollaiolo è divenuto simbolo del museo.

 

Museo Poldi Pezzoli via Manzoni, 12 - Milano, Italia Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.museopoldipezzoli.it

Orari Da mer a lun 10.00-18.00 Chiuso: martedì, 1/1, Pasqua, lunedì dell’Angelo, 25/4, 1/5, 15/8, 1/11, 8/12, 25-26/12

Biglietti - Intero € 9,00 - Ridotto € 6,00 (da 11 a 17 anni e dopo i 60) - Scolaresche € 2

 

Redazione Nerospinto

Sito web: www.nerospinto.it Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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