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DRAWING IN SPACE @ Monica De Cardenas Zuoz

Gianni Colombo | Elias Crespin | Attila Csörgö | Lutz & Guggisberg | Fausto Melotti | Goran Petercol | Markus Raetz | Felice Varini

Il disegno, tradizionalmente, viene tracciato su un foglio di carta con matita, penna o pennello. Dalla metà del secolo scorso alcuni artisti hanno deciso di andare oltre la superfice ed espandere il disegno nello spazio, utilizzando materiali come il filo di metallo, rami e oggetti, ma anche la luce e l’ombra per tracciare linee che definiscono forme tridimensionali. Ben presto le linee vengono messe in movimento, aggiungendo così anche la quarta dimensione: il tempo. Nella mostra “Drawing in Space” presentiamo alcuni degli artisti più importanti che lavorano in questo ambito dagli anni ’50 ad oggi.

Fausto Melotti (*Rovereto 1901– Milano 1986), una delle figure di maggiore rilievo dell’arte Italiana del Novecento, già dagli anni ‘50 traccia linee nello spazio con il filo di rame e d’acciaio per comporre figure, scene e geometrie poetiche ed essenziali.

Gianni Colombo (*Milano 1937 – Melzo 1993) è tra i primi a mettere in movimento le sculture, inventando così l’ Arte Cinetica. Con linee di metallo o di filo di gomma crea degli spazi: una stanza, un cubo, dei cerchi o delle linee curve, che movimenta modificando così continuamente lo spazio e l’esperienza dello spettatore.

L’artista svizzero Markus Raetz (*1941 Berna) analizza le dinamiche della percezione visiva e sovente utilizza il disegno nello spazio per creare dei “mobiles” sospesi in continua trasformazione, rendendoci partecipi della fluidità delle immagini e dei punti di vista. La sua opera “Szene” raffigura due ballerini davanti a un trapezio: le figure volteggiano lentamente mentre il trapezio, cambiando posizione, viene percepito di volta in volta come palcoscenico, parete, specchio o finestra.

Le forme geometriche di Felice Varini (*Locarno1952, vive a Parigi) sembrano librarsi nello spazio architettonico, con il quale dialogano intensamente, ma appena ci spostiamo si dissolvono e sembrano frantumarsi in mille pezzi, per poi sorprendentemente ricomporsi. Dipinte sulle pareti, sul pavimento e sul soffitto di ambienti complessi, danno vita ad un’immagine magicamente sospesa, visibile da un unico punto di vista. Un fenomeno ottico giocoso che permette di esplorare la relatività del tempo e dello spazio.

L’artista concettuale Goran Petercol (*1949 Pula, Croazia, vive a Zagabria) nel suo lavoro fa dialogare elementi opposti come la pianificazione e il caso. Nelle opere del ciclo “Sjene” (ombre) crea immagini composte da fili di metallo e dalle loro ombre.

Le strutture sospese nell’aria dell’artista venezuelano Elias Crespin (*1965 Caracas, vive a Parigi) si muovono lentamente seguendo una coreografia simile ad una danza, attraversano diversi stadi di ordine e disordine apparente per poi tornare alla formazione iniziale. La scultura “16 cubos” si trasforma poco a poco passando da istanti di caos per ritornare a fluttuare armoniosamente. Le sue opere sono nelle collezioni di musei importanti, quali il Museum of Fine Arts Houston, il Museo de Arte Latinoamericana Buenos Aires e Museo del Barrio, New York.

Andres Lutz (*Wettingen 1969) & Anders Guggisberg (*1966 Biel), con il loro lavoro multiforme sono tra i più importanti artisti svizzeri della loro generazione. Attraverso la ricchezza e varietà di contenuti, forme e materiali riescono a reinventare continuamente il loro lavoro artistico, pur mantenendo uno stile inconfondibile. In mostra presenteranno un grande disegno nello spazio composto dai materiali più svariati, creato in loco per l’occasione.

Il lavoro dell’artista ungherese Attila Csörgö (*1965, Budapest) esplora il rapporto tra arte e scienza. L’artista conduce approfonditi esperimenti con macchinari precisi da lui progettati, ma con un approccio ironico e giocoso. Studia e rende visibile la traiettoria di un dado che cade, o la scia luminosa creata da una lampadina posta sulla ruota di una bicicletta. In mostra vedremo la scultura “Spherical Vortex”, che tramite una lampadina mossa vorticosamente crea un disegno luminoso nello spazio. Nel 1999 Attila Csörgö ha rappresentato l’Ungheria alla Biennale di Venezia. Ha partecipato alla Biennale di Istanbul nel 2003, a quella di Sydney nel 2008 e a Documenta nel 2012. Nel 2008 gli viene conferito il Nam June Paik Award, il più importante premio europeo per media art.

ELIAS CRESPIN 16 cubos, 2013 Handmade brass and stainless stell rods, with motors, computer and electronic circuits dimensions variable

Inaugurazione sabato 15 febbraio 2014 ore 18

Mostra: 15 febbraio - 19 aprile 2014 Orario: da martedì a sabato 15 - 19

Galleria Monica De Cardenas Chesa Albertini - Via Maistra 41 CH-7524 Zuoz – St.Moritz Tel +41 81 868 80 80+41 81 868 80 80 www.monicadecardenas.com Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Redazione Nerospinto

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