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The following 1x12-13 - ultimi episodi

Ultimi due episodi della prima serie di The Following, il prodotto televisivo americano più originale degli ultimi anni.

Il successo poggia su vari fattori che vanno dalla credibilità e bravura dei protagonisti, Bacon e Purefoy, alla singolarità del soggetto, alla costruzione delle puntate che rendono la serie un poliziesco senza esserlo realmente.

 

Gli ultimi due episodi hanno basato quasi tutto sulla resa dei conti tra il serial killer Carroll e l’agente dell’FBI Hardy. Uno speculare all’altro, entrambi innamorati della stessa donna, tutti e due alla fine dei perdenti.

Gli spettatori così apprendono che l’antagonismo tra i due protagonisti della serie è stato creato ad arte dagli sceneggiatori, è finalizzato solo allo spiegamento degli eventi, all’azione cinematografica.

Carroll e Hardy in realtà non possono essere nemici veramente, né combattersi fino in fondo perché sono troppo simili e perché le loro vite, che si chiamano destini, hanno già scelto per loro nel momento stesso in cui si incontrano.

E così il serial killer si sgola con minacce e violenze per far confessare a Hardy e alla sua ex moglie Claire quando è stato il momento in cui i due si sono innamorati, e lo hanno colpito alle spalle; quando la bella moglie ha scoperto che lui era il serial killer più violento e ricercato d’America.

Claire ovviamente non lo sa. Come non sa perché e come si è innamorata dell’agente speciale Ryan Hardy. È così che doveva andare, punto.

 

Torna prepotente, allora, il vero senso e significato della serie: le miserie dell’uomo.

La volontà di emergere e sovrastare sugli altri. La ricerca vana e insulsa della felicità e dell’amore.

Senza questi sentimenti ancestrali e primordiali i follower di Carroll non potrebbero esistere.

Dare un senso all’esistenza umana diventa il “progetto” primario dei following, l’amore è morte, la morte è vita, la vita va sacrificata per il bene comune e per la rinascita.

E se questo significa far parte del libro capolavoro di Joe Carroll va bene lo stesso.

I seguaci della setta vogliono avere uno scopo ultimo. Partecipando alla stesura del libro e conquistando il mondo con il loro personale sacrificio. In mezzo a tutto questo c’è la morte di innocenti, la strage di intere comunità, la propria redenzione attraverso lo spargimento di sangue di altri, le violenze e gli omicidi a catena.

 

Un'insensata e inutile scia di morte che alla fine fa rinsavire anche il più vicino dei seguaci di Carroll. Jacob, socio della più temibile e sanguinaria dei follower, Emma.

Il ragazzo non vuole morire, non vuole sacrificarsi per contribuire alla stesura del libro di Carroll e dopo tante morti e sacrifici umani vuole lasciare la setta e vivere la sua vita da uomo libero anche se comunque da assassino. Emma così uccide anche lui. Nessuno può lasciare la setta e naturalmente nessuno può lasciare Carroll e la stesura del suo capolavoro.

Tutto inutile, perché Carroll muore. O almeno così viene detto agli spettatori. E ovviamente a ucciderlo è Ryan Hardy che salva anche Claire nell’inutile e vana speranza di poter vivere finalmente una normale vita insieme. Carroll però non è mai stato l’unico né il solo nemico.

La setta è fatta da follower, da seguaci, da tante altre mani pronte ad agire e uccidere.

Il nemico è alla porta accanto, si nasconde nella vicina di casa di Ryan, la premurosa amica di letto dell’agente dell’FBI, reclutata da Joe anni prima e pronta a “completare” il libro per lui.

Claire soccombe sotto gli occhi atterriti di Ryan che colpito a morte può fare poco.

L’ultimo fotogramma della prima serie ci consegna la vittoria di Joe Carroll.

Ma è solo finzione.

 

Redazione Nerospinto

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INDIRA FASSIONI

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