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The Following 1x8/9

Gli ultimi due episodi di The Following si sono basati essenzialmente sulla relazione “a tre” dei protagonisti della serie. È vero che il rapporto tra Carroll, sua moglie e l’agente Ryan è sempre stato presente e forte ma nei primi episodi lo spettatore è stato chiamato a concentrarsi soprattutto sulla setta, sui seguaci del serial killer e sullo scopo perseguito da tutti loro.

 

Ora, i rapporti interpersonali acquistano un significato altro e diventano quasi la chiave per decifrare le intenzioni del killer e le motivazioni di ogni componente del gruppo, ma anche per spiegare e giustificare l’antagonismo corrente e sempre vivo tra i due protagonisti maschili della serie.

 

Ovviamente Carroll e Hardy sono “nemici” per definizione di ruoli e per essere schierati ognuno dalla parte contrapposta del bene e del male, ma non basta. I due sono antagonisti e contrapposti anche per la ragione più preistorica e ancestrale dell’umanità: una donna.

Nello specifico Claire, ex moglie di Carroll e amante di Hardy. La contesa per l’amore e il “possesso” della donna spingono il killer a modificare e aggiornare continuamente le sue azioni criminose e a trasformare e adattare i suoi piani, coinvolgendo naturalmente anche i seguaci della sua setta.

 

Negli ultimi episodi, così, le uccisioni e i crimini si sono concentrati sulla figura di Claire, sul come sottrarla dal controllo dell’FBI, riportarla a suo figlio, nella casa rifugio della setta, ma essenzialmente su come ricondurla al suo ex marito. Azione e operazione che hanno visto ancora una volta follower e agenti scontrarsi e ferirsi a morte.

 

Il salto narrativo operato nella struttura della serie televisiva, che passa dalla visione di sole scene di azione a quello dei rapporti personali, non si limita, però, solo al rapporto a tre dei protagonisti, ma inizia a coinvolgere seguaci e personaggi minori della storia. Emma e Jacob ad esempio. Amici, amanti e poi nemici ora grazie all’intervento di Carroll sono diventati antagonisti anche loro all’interno della stessa setta.

 

Chi è il più bravo a uccidere? Chi si conquisterà le attenzioni del leader? Chi sopravvivrà alla competizione interna che sembra lambire più membri della setta? I prossimi episodi saranno chiarificatori di queste tematiche psicologiche e umane della serie televisiva che non mancherà comunque di presentare scene di azione e attuazione di piani criminali.

Intanto, però, fa riflettere che lo stesso Carroll ha bisogno di alzare la voce e di imporsi proprio con il suo braccio destro più importante, Rodrerick.

Serpeggia un certo scontento tra i follower e la causa è proprio il cambio repentino di livelli tra azione e rapporti umani. Le priorità del leader sembrano essere cambiate e a risentirne è l’intera setta dove i seguaci si ritrovano a essere relegati a semplici mercenari. Rodrerick lo fa presente espressamente a Carroll: i seguaci aspettavano con trepidazione l’arrivo del leader nella casa rifugio perché convinti che la conquista del Mondo da parte loro sarebbe stata imminente e ricca di azione.

Invece no. Il serial killer ora uccide e dissemina terrore solo per uno scopo strettamente personale.

I follower lo seguono ancora ma quanto durerà tutto questo?

 

 

Redazione Nerospinto

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