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Elsa, l’intellettuale che piaceva al popolo

Bella, raffinata, colta ed eclettica Elsa Morante ha segnato profondamente ed emotivamente la cultura della seconda metà del Novecento, pubblicando romanzi di successo, scrivendo sceneggiature con i più grandi registi e traducendo opere letterarie straniere che la fecero conoscere al di là dell’oceano.

A trent’anni dalla scomparsa della Morante ci piace ricordare non solo una artista e una intellettuale di grandissimo livello ma anche una donna impegnata intensamente nella vita sociale e politica del nostro paese. Un po’ come succedeva in Francia con de Beauvoir e Sartre e Anais Nin e Miller anche in Italia l’incontro e l’amore tra due intellettuali e artisti come Morante e Moravia non ha mancato di produrre lavori di alto livello e influenze nella vita civile con saggi, interviste e interventi che abbracciavano il senso di giustizia, la fede individuale, la sofferenza degli esseri umani e il grande valore individuale della libertà.

Elsa Morante inizia a scrivere giovanissima, prima filastrocche e favole di immediato successo e poi raccolte di racconti; tutto questo e la sua straordinaria personalità le aprono le porte dei circoli intellettuali e culturali più importanti dove nel 1936 incontra l’uomo della sua vita, Alberto Moravia. Con lui frequenta e stringe rapporti con i più illustri letterari del tempo da Saba a Pasolini.

Durante il secondo conflitto mondiale e con le leggi nazifasciste Elsa e suo marito Alberto sono costretti a lasciare Roma, essendo lei figlia naturale di una maestra ebrea, e a rifugiarsi in un piccolo paesino sul mare in provincia di Latina. Saranno questi anni in cui la coppia vivrà in maniera riservata e quasi solitaria ma che porteranno ad entrambi grandi ispirazioni per i loro romanzi successivi.

Nel 1948 Elsa Morante pubblica il suo romanzo più apprezzato, Menzogna e sortilegio, il cui successo arriva anche negli Stati Uniti con una traduzione del 1951. È il primo lavoro con cui la scrittrice conquista anche un premio letterario importante, il premio Viareggio e la sua fama raggiunge anche i lettori più popolari e meno istruiti.

Nel 1957 esce il secondo romanzo, L’isola di Arturo, con il quale la Morante si aggiudica il premio Strega; intanto aveva collaborato a sceneggiature filmiche con autori del calibro di Lattuada e Pasolini. Nel 1974 viene pubblicato il suo romanzo più importante e conosciuto, La storia, ambientato a Roma durante la seconda guerra mondiale.

Con questo lavoro Elsa Morante si giudica appieno e per sempre la fama di più grande autrice italiana del dopoguerra.

L’ultimo romanzo, Aracoeli, è del 1982 che fece vincere all’autrice anche il Prix Mèdicis.

Elsa Morante si spegne a Roma il 25 novembre del 1985, rileggere e conoscere oggi i suoi straordinari scritti è un modo per tenere viva la memoria sul periodo storico più importante del nostro Paese.

Antonia del Sambro

Redazione Nerospinto

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