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La sensuale Barbara Stanwyck, cattiva per definizione

 

Una donna scende dalle scale, l’uomo al piano terra resta incantato dal sottile bracciale che lei porta alla caviglia e che segue i movimenti aggraziati e sensuali della gamba.

È la scena più importante di uno dei maggiori successi di Billy Wilder, La fiamma del peccato, e la donna è l’attrice noir più famosa e brava di tutti i tempi: Barbara Stanwyck.

 

Nella Hollywood degli Studios e degli anni d’oro del cinema le attrici si dividevano in due precise categorie, le fidanzate americane e le cattive. Barbara Stanwyck è stata la cattiva per definizione.

La più brava e convincente attrice noir americana. I suoi ruoli da donna fatale che incanta e distrugge hanno creato un vero e proprio genere di interpretazione al femminile.

 

Barbara Stanwyck è l’icona da copiare per tutte le attrici di noir che vengono dopo di lei. È stato così per Lauren Bacall, probabilmente la seconda interprete di noir più grande di sempre, moglie di Humphrey Bogart e musa del grande regista Hawks. La Bacall disse chiaramente di essersi ispirata a Barbara per le sue interpretazioni di noir famosissimi come Il falcone maltese e Il grande sonno acclamandola ufficialmente come la più sublime tra le cattive di Hollywood. Ed è ancora così per tante attrici contemporanee come Gwinnett Paltrow e Ashley Judd, Monica Bellucci e Asia Argento.

Barbara Stanwyck rimane però unica e inarrivabile, con quasi cento film come protagonista o coprotagonista, diverse serie televisive di grande successo come La grande vallata e Uccelli di rovo e svariate nomination a premi prestigiosi e autorevoli. Nel 1982 le viene assegnato l’Oscar alla carriera come migliore attrice noir internazionale. Eppure la Stanwyck ha una vita privata molto  normale, è una moglie e una madre come molte altre e nonostante sia considerata una delle maggiori divi di Hollywood concede sempre volentieri interviste e si lascia fotografare con piacere agli eventi mondani a cui partecipa, sorridente ed elegante.

 

Il segreto della sua interpretazione e della sua incredibile bravura forse lo svela proprio Billy Wilder che in una intervista sulle attrici con le quali ha lavorato dice: “La Stanwyck ha la straordinaria capacità di trasformarsi sulla scena filmica, non sono solo il trucco e gli abiti di posa a renderla fatale e pericolosa ma la sua mimica e la sua voce. Io le dico, ora fai la cattiva, e lei lo diventa in un secondo. Cambia faccia e cambia voce. È impressionante”. E così la ragazza di New York arrivata a Broadway come ballerina non ci mette molto a farsi notare dai maggiori registi del cinema noir degli anni ’30 e ’40. Tutti, da Hawks a Vigo, fino Stevens e Wilder la vogliono e la omaggiano. E lei diventa la più grande, quella da ammirare e imitare. Per più di una generazione le donne americane che non si sono riconosciute nelle biondine fragili e perseguitate della Hollywood da commedia si sono vestite e truccate come Barbara Stanwyck, si sono pettinate come lei e forse in qualche momento hanno perfino osato citare la più celebre frase de La fiamma del peccato : “mio marito è fuori città, posso esserle utile io?”

 

Antonia del Sambro

Redazione Nerospinto

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