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Il rischio di essere intelligenti: la nuova stagione del Teatro Libero

 

La vostra idea di teatro è quella di un posto accogliente e famigliare dove la qualità degli spettacoli è una caratteristica imprescindibile che si muove tra i classici intramontabili, magari anche riveduti e corretti, e quel sano pizzico di novità a cui non sapete resistere?

 

 

Quello a cui state pensando ha un nome: Teatro Libero di Milano.

 

 

Dopo lo straordinario successo di “Novecento” di Alessandro Baricco, diretto ed interpretato dal valente Corrado d'Elia, fino al sei ottobre la compagnia Fenice dei Rifiuti porta in scena lo spettacolo “Nunca más” due storie diverse, una ambientata nell'Argentina della dittatura militare e l'altra nella Genova dei fatti della scuola Diaz e della caserma di Bolzaneto durante il G8 del 2001, con un comun denominatore: persone che scompaiono per mano di quello stesso stato votato a proteggere la loro incolumità.

 

Ma la stagione del Teatro Libero è anche molto altro, un cartellone straordinario che in virtù di quel senso di famigliarità che il teatro è capace di trasmettere abbraccia il lavoro di compagnie dalle differenti identità e crea con il proprio pubblico un solido e continuativo rapporto affettivo.

 

La compagnia Fenice dei Rifiuti oltre a “Nunca más” porterà in scena anche lo spettacolo “Sacrificio del fieno”, la compagnia Merenda invece indaga i vicoli bui della comunicazione moderna con un thriller psicologico “Speaking in tongues” e ad aprile porta per la prima volta in Italia “La memoria dell'acqua” testo vincitore del prestigioso premio inglese Oliver Award.

 

Segnaliamo due spettacoli della compagnia Arditodesìo dai temi affascinanti che trasformano il teatro in un vero e proprio campo di ricerca e i cui testi sono entrambi opera di Andrea Brunello, laureato in Fisica e Matematica ed attore.

 

In “Il principio dell'incertezza” si parte da una lezione di meccanica quantistica che scivola nella confessione del protagonista, un professore affascinato dai misteri del mondo ma detentore di una inquietante verità che lo spingerà verso una decisione estrema.

 

“Torno indietro e uccido il nonno -Dove va il tempo che passa?-” prende spunto dalla domanda che Einstein si pose cercando una simmetria fra il moto spaziale e quello temporale e racconta la storia di un uomo il cui tempo è agli sgoccioli e per questo cerca conforto nel nonno; il risultato è uno spettacolo le cui basi scientifiche vengono affrontate e spiegate attraverso il poliedrico mezzo che il teatro rappresenta.

 

Dunque la scienza spinta nella filosofia diventa materia per il teatro ed è questa l'idea che Andrea Brunello, impossibilitato a prendere parte alla conferenza stampa del Teatro Libero, ha affidato ad un messaggio letto da Serena Grossi, addetta ufficio stampa di Arditodesìo.

 

Arricchisce la stagione l'interessante lavoro del prolifico e talentuoso autore Tobia Rossi che firma “As-sassine” discesa nella parte più nera dell'anima femminile, “La mia massa muscolare magra” storia di un attore la cui vita è scandita dal sesso occasionale con ragazzi sempre diversi e rintracciati tramite Grindr la app famosa nella comunità gay e poi “Bagnanti” commedia borghese con il fermento organizzativo e costruttivo dell'Expo a far da sfondo, che affronta il tema dell'imbarazzo dovuto ad una mancata comunicazione sul corpo.

 

La compagnia Circolo Bergam firma due spettacoli intensi e senza tempo: “Le affinità elettive” di Goethe, un classico della letteratura europea che diventa realtà contemporanea e “Lolita” che trae ispirazione dal romanzo di Vladimir Nabokov.

 

La prima produzione in cartellone della Compagnia Skenè è “I coniugi” commedia che si scompone e ricompone, divertente e dai ritmi serrati il cui tema intorno al quale orbita lo spettacolo non è solo la relazione umana ma soprattutto: quale tipo di relazione umana conviene mantenere di più? L'amore, l'amicia?

 

“Rumori fuori scena” è una commedia brillante ed intelligente, un occhio su quello che succede dietro le quinte dove le vite degli attori, inevitabilmente, finiscono per influenzare gli spettacoli che vengono portati in scena. “Fuochi” invece è il viaggio dentro la passione umana che prende vita attraverso la scrittura viva e carnale di Marguerite Yourcenar. Ed ancora “La notte che il nulla inghiottì la terra” la storia umana e fragile di un ragazzo che lascia la sua vita e parte per la guerra in Russia negli anni quaranta del novecento.

 

Da non perdere la piccola ma luminosa stella all'interno di questa stagione, in programma il 18 dicembre: “Giorgio e io -40 anni al Piccolo Teatro di Milano-” in cui Giancarlo Dettori, che con Strehler ha lavorato per quarant'anni, racconterà la vita, i segreti e la contraddittoria personalità del regista a cui lo lega un profondo rapporto d'amicizia.

 

La Danza Immobile/Teatro Binario 7 ci propone un divertente spettacolo dal nome “eLevati e LAVATI -storie d'amore in ascensore-”, la Milano deserta di ferragosto, due sconosciuti costretti dagli eventi a restare bloccati in ascensore. Conoscersi è inevitabile ma se dopo dieci anni, sempre a ferragosto, lo stesso ascensore si blocca ancora e gli stati d'animo sono diversi? Cosa accade? Non mancheranno le risate in questa commedia dove tutto è in movimento nonostante non ci si sposti dal quinto piano del palazzo che ospita il capriccioso ascensore.

 

Mentre in “Dell'amore e d'altri demoni”, di Gabriel García Márquez, Corrado Accordino ci racconta la storia del più terribile dei demoni negli anni dell'inquisizione spagnola: l'amore.

 

Ma non è finita qui.

 

Sono due gli spettacoli imperdibili in collaborazione con il Teatro Litta: “Amleto”, una scatola che custodisce il comandamento “racconta la mia storia” e “La Locandiera” (diretta ed interpretata da Corrado d'Elia) in una nuova veste, ambientata in un mondo di plastica che ci restituisce una Locandiera comica e frizzante.

 

L'instancabile d'Elia è protagonista anche di altri spettacoli: “La leggenda di Redenta Tiria” una storia mistica ed universale ambientata in Sardegna, “Ulisse, Il Ritorno” viaggio dell'artista che torna a casa e si pone una serie di domande proprio su cosa vuol dire essere artista oggi in quello che diventa un vero e proprio omaggio al teatro.

 

In “Mercurio” di Amélie Nothomb, conosciamo un uomo che ama una donna bellissima ed è così spaventato dall'idea di perderla che le dice di essere brutta impedendole di specchiarsi perché non scopra la verità, facendo di questo racconto una storia di rivelazione dei sentimenti.

 

“Hedda Gabler” è invece uno dei drammi più famosi di Ibsen, l'intreccio di fili che legano la vita di Hedda in bilico tra voglia di libertà ed egoismo, indipendenza e gelosia, porterà il pubblico ad una presa di coscienza necessaria ed inevitabile.

 

Una produzione di particolare interesse, un lavoro comune che mette in campo varie energie, poiché si inserisce nell'ambito del progetto di residenza Teatro Libero Liberi Teatri (TLLT) con il coinvolgimento di tutte le compagnie aderenti al progetto.

 

 

Chronos3 firma la produzione di “Fragile/Kyoto -due storie quasi d'amore”, due atti unici di David Greig che mettono in gioco le verità che riescono ad aver voce solo di notte quando la razionalità dettata dalla luce del sole si addormenta lasciando spazio al nostro “sentire di pancia” più che di testa.

 

 

Chiude la stagione “Questa sono io” per la regia di Corrado d'Elia e con Monica Faggiani che interpreta una ex reginetta di bellezza, ex soubrette, ex inquilina della più famosa Villa della televisione italiana, attuale fidanzata d'Italia e direttrice di una Scuola per lo Spettacolo che spara in testa al più rispettato showman della nazione. La domanda è, ovviamente, perché? Le risposte sono tre, tre racconti che si mescolano e si discostano di continuo. A quale sceglieremo di credere?

 

Non mancheranno poi appuntamenti con proiezioni di film abbinati ad alcuni spettacoli in cartellone, per raccontare quanto è bello il teatro e quanto è bello il cinema con Mino Manni al comando di questa nave culturale.

 

Non avete scuse ma in compenso avete molte scelte tra quelle che il Teatro Libero vi propone.

 

Corrado Accordino, che insieme a Corrado d'Elia cura la direzione artistica, ha dichiarato in conferenza stampa: “Il Teatro Libero è un teatro a rischio intelligenza”.

 

Correte il rischio e contagiate i cuori e le menti che incontrate, voi non ve ne pentirete e lo vi ringrazieranno.

 

 

TEATRO LIBERO

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Redazione Nerospinto

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