CHIAMACI +39 333 8864490

De Gregori: Il poeta delle generazioni commuove ancora

È vero che la musica unisce generazioni e passioni, raccontando di storie senza tempo, pronte a essere prese in prestito per raccontare la storia di tutti noi. E un De Gregori instancabile, carico di energia ha fatto sì che il miracolo si ripetesse ancora, ieri, in un gremitissimo Forum di Assago. 30 canzoni, quasi 3 ore di concerto, sorprese, grandi classici e voci che si levavano facendo ondeggiare la platea. Oggi, come nel 1973 quando uscì "Alice", tutti pronti per prendere quel treno che sta partendo ma non è ancora partito, sotto le stelle, tante, milioni di milioni, a lottare in una vita che è un lavoro a cottimo, dove non c’è spazio per i sentimenti perché il cuore è un cespuglio di spine. E allora, via, scappiamo perché non bisogna aver paura di non farsi più trovare.

De Gregori, 45 anni di attività e non sentirli. De Gregori poeta, cantore di sentimenti e proteste, che unisce e divide, come un amore lontano che fa mettere da parte gli smartphone e portare verso il cielo, come dieci anni fa o poco più, gli accendini. Ci sono i classici, quasi tutti, in un crescendo continuo: "Finestre Rotte", "Viva L’Italia", "Caterina", "Un guanto", "Il canto delle sirene","La leva calcistica della classe ’68", "La testa nel secchio", "Generale"...E poi arriva, inaspettato come un colpo di fulmine, il duetto con Ligabue. Fresco, energico, sintonia perfetta. Non ci si limita a un piccolo cammeo. No. Si travolge il pubblico al ritmo di "Non dovete badare al cantante", poi "Atlantide" e l'intramontabile "Alice" per chiudere con "Il muro del suono".

Un crescendo di ovazioni che riprende, ancora, con una rosa di classici da leggenda: "Niente da capire", "Titanic", "Buonanotte Fiorellino" . " Vai in Africa, Celestino" chiude la scena. Si spengono le luci e si infiamma il Forum."Tornerà per il bis?" Ci si domanda anche durante la diretta su Rtl 102.5. Passano alcuni minuti, lunghi, quasi interminabili, fatti di applausi, invocazioni e il poeta in abito scuro e Borsalino torna come se stesse iniziando di nuovo. È come assistere a un secondo concerto. Frasi che non si dimenticano e la platea che lo accompagna nella poesia de "La Donna Cannone" e gioca a carte "con i tuoi quattro assi, bada bene di un colore solo" di "Rimmel" e si commuove, ondeggiando sulle note di una struggente "Can’t Help Falling In Love", seconda cover della serata dopo "Il futuro" di Leonard Cohen. Il pubblico esplode in un lungo applauso e lui, ancora coinvolge, con un sussurro urlato: "No non vogliamo farvi andare via così!" E, allora, tutti in piedi per il gran finale con "Cose" e "Volavola".

Un grande concerto, un'emozione che non si dimentica che unisce generazioni che forse non hanno conosciuto il soldato di "Generale" ma sanno per certo che "un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia".

Mariella Cortès

[gallery type="rectangular" ids="40203,40204"]

Redazione Nerospinto

Sito web: www.nerospinto.it Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Instagram

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

 

 

Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze per inviare messaggi promozionali sulla base dei comportamenti degli utenti. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.