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Acciaio Liquido al Teatro Off: la tragica storia della ThyssenKrupp

Marco di Stefano e Lara Franceschetti portano al Teatro Off di Milano, il caso ThyssenKrupp, fatto di cronaca che colpì al cuore l’Italia.

È la notte tra il 5 e 6 settembre 2007 quella in cui si consuma uno degli eventi più tragici della cronaca italiana.
Siamo a Torino e dopo l’una di notte sette operai dell’azienda tedesca, ThyssenKrupp tra le più importanti in Europa nel settore siderurgico, rimangono vittime di una fuoriuscita di olio bollente che prende fuoco.
Saranno i colleghi dei sette operai a chiamare i vigili del fuoco e le autoambulanze.
Il primo a morire è Antonio Schiavone mentre Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rosario Rodinò, Rocco Marzo e Bruno Santino.
Moriranno nei giorni successivi per le gravi ustione riportate.

Il caso Thyssen arriva al Teatro Out Off, dal 24 al 29 maggio, con lo spettacolo Acciaio Liquido grazie all’autore Marco di Stefano e alla regista Lara Franceschetti.
La tragedia non investì solo il capoluogo piemontese ma coinvolse tutta l’Italia che tornò a confrontarsi con la piaga delle morti bianche che sembravano ormai non fare più notizia.
Perché si affianca alla morte sul lavoro un colore che richiama alla mente il concetto di purezza? Perché l’uso dell’aggettivo bianco, in questo caso, si riferisce all’assenza di una mano direttamente responsabile dell’incidente. Nel caso dell’azienda tedesca però le responsabilità dei dirigenti emergono giorno dopo giorno portando alla luce l’inadeguatezza delle misure di sicurezza e gli orari di lavoro non a norma.
Le testimonianze raccontano di estintori scarichi, telefoni isolati, idranti non funzionanti e completa assenza di personale specializzato.
Inoltre alcuni degli operai coinvolti nell’incidente erano a lavoro da dodici ore: ininterrottamente.
Misure di sicurezza assenti, corsi di formazioni inesistenti, tutto porta a pensare che l’azienda non agisse secondo i parametri stabiliti dalla legge con il conseguente disastro che ha portato alla morte di ben sette dipendenti.
La ThyssenKrupp gioca le sue carte nel modo peggiore: prima nega ogni responsabilità, poi accusa gli operai deceduti e addebita alla loro distrazione la causa dell’incidente, infine ritratta cercando di aggiustare il tiro e dichiarando che si è trattato di “circostanze sfavorevoli”.
Sei dirigenti e l’amministratore delegato della ditta tedesca sono processati e condannati al massimo della pena ma il gruppo siderurgico offre una cifra vertiginosa alle famiglie delle vittime per evitare che si costituiscano parte civile e ottenere, grazie all’accordo, uno sconto di pena. La beffa è nella speranza dei dirigenti della ThyssenKrupp sicuri di uscire indenni dal giudizio dell’opinione pubblica italiana che invece, colpita al cuore, ha fatto in modo che la sua condanna arrivasse forte e chiara.

Libertà, giustizia, futuro, lavoro, verità, sono i temi che attraversano questa vicenda e che oggi più che mai ci riguardano tutti da vicino. Insieme al coraggio di saper dire di no. No a un lavoro senza sicurezza, no allo sfruttamento, no alla paura. Siamo tutti fragili, in lotta continua con sentimenti di ansia e fobia, intrappolati in una contemporaneità in cui ci illudiamo di poter trovare risposta a tutto mentre quasi scherzosamente recitiamo l’adagio: articolo 1, l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Poi improvvisamente la realtà ci colpisce violentemente come un pugno in pieno viso. In Italia, di lavoro, si muore.

Informazioni Utili:
Dal 24 al 29
Teatro Off Milano

Raffaella Berardi

Redazione Nerospinto

Sito web: www.nerospinto.it Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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