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Addio Prince, genio ribelle

"Oggi le colombe piangeranno lacrime viola"- scrive Rose McGowan. Prince è morto. Stupore, incredulità, dolore dei fan di tutte le generazioni.

Ieri, 21 aprile, la notizia ha fatto il giro del mondo, rapidissima, e sembra di vivere un déjà-vu: impossibile non pensare a quel 25 giugno 2009, quando con tristezza dicevamo addio ad un altro grande, Michael Jackson. Fra ieri e oggi, molti fra gli enti televisivi più importanti al mondo hanno programmato una kermesse musicale non-stop sul "Folletto di Minneapolis", fra grandi successi e testimonianze sulla vita della super star.

Prince era un uomo entusiasta della musica, maestro nello scrivere le sue canzoni, suonare la chitarra, la batteria; geniale innovatore del funk, rock, R&B e del pop. E' stato acclamato come sex symbol, un prodigio della musica e un artista che ha formato la sua carriera in questo modo, battendosi contro l'industria della musica e il business che la circonda, cercando sempre la libertà."Quando ho debuttato nell'industria della musica, ero preoccupato soprattutto per la libertà.

La libertà di produrre, la libertà di suonare e registrare tutti gli strumenti per conto mio, la libertà di dire ciò che volessi" Libertà, dunque. Sessuale, artistica, partendo dalle radici black, per andare oltre i limiti ed esordire nell'83 con "Little Red Corvette".

L'anno successivo è di "Purple rain", 13 milioni di copie solo negli Usa; seguono "Around the World in a Day", "Parade" e "Sign O'the Times". La sua passione per la musica e la sua determinazione, lo hanno reso uno degli artisti più importanti della musica contemporanea. Ha sempre composto, arrangiato e suonato tutte le musiche dei suoi dischi, spesso passando da uno strumento all'altro.

Ha pubblicato centinaia di canzoni, scrivendo anche successi prestati ad altri come "Manic monday" delle Bangles e, soprattutto, "Nothing compares to you", che ha regalatola fama mondiale a Sinead O'Connor. La leggenda racconta che, pur avendo collezionato un gran numero di dischi doppi e tripli, ci sia ancora nel cassetto un immenso archivio di canzoni mai pubblicate.

Memorabili i suoi concerti a sorpresa nei locali dopo gli show ufficiali. Prince era un personaggio tanto esagerato sul palcoscenico, quanto schivo e riservato nella vita privata. Nonostante tutto, però, Prince incassò i complimenti di uno dei più grandi geni della musica del Novecento, Miles Davis, che lo paragonò addirittura a Duke Ellington. Davis era molto avaro di complimenti e non è un caso che nella sua ridottissima lista di preferiti ci fossero Jimi Hendrix e Sly Stone, due artisti legati al piccolo, immenso musicista di Minneapolis. In carriera ha vinto 7 Grammy's, venduto 100 milioni di dischi, ma, soprattutto, ci lascia una grandissima eredità e, perché no, anche della magia.

Giulia La China

Redazione Nerospinto

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