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Continua la rassegna musicale Chiostro d’Estate, una serie di concerti dal vivo nel suggestivo contesto del Chiostro Bistrot, il chiostro del Museo Diocesano di Milano.

Pubblicato in Lifestyle
Venerdì, 24 Maggio 2013 13:15

Metti una sera a Milano con i Kasabian

I Kasabian, bad boys della musica inglese, tornano in Italia per un’unica data esclusiva: il 30 maggio si esibiranno infatti gratis in Piazza Duomo a Milano per Casa Bacardi Live (produzione Trident Entertainment).

Si tratta di un’occasione più unica che rara, per i fans italiani, di ascoltare dal vivo i quattro ragazzi di Leicester assurti a fama europea nel 2004, con la pubblicazione del loro primo omonimo album.

Il disco, trascinato dall’ipnotica L.S.F (Lost Souls Forever), raggiunge ottimi piazzamenti in tutte le charts europee e fa conoscere ai più il talento da paroliere dell’anglo-italiano Serge Pizzorno.

Le sue liriche si sposano magnificamente con la voce magnetica del leader Tom Meighan, e si accompagnano ad un mix tra rock anni settanta ed elettronica, che consacra i Kasabian, con tanto di benedizione della bibbia della musica britannica, la rivista New Musical Express (NME).

Il successo mondiale arriva con i due album successivi, Empire (2006) e West Ryder Pauper Lunatic Asylum  (2009), quest’ultimo impreziosito da singoli di successo come Vlad The Impaler, Where did all the love go? e Underdog.

Il quarto album, Velociraptor!, viene dato alle stampe nel 2011 e scala le classifiche grazie alla malinconica Goodbye Kiss.

La band si ispira alle sonorità rock e psichedeliche degli anni ’70, senza disdegnare suggestioni elettroniche ed elementi di Brit Pop à la Oasis. Il look di Pizzorno e Meighan rafforza l’identità squisitamente hippie della band, spaziando da pantaloni a zampa d’elefante, camicione a fiori, baffoni Beatlesiani e caschetti molto Swinging London.

In un panorama musicale sempre più appiattito e conformista, i Kasabian sono una boccata d’aria fresca per tutti coloro che, nella musica, cercano sostanza e stile.. e che stile!

Pubblicato in Musica

Finalmente anche in Italia arriva Spotify. Da oggi è possibile avere un negozio virtuale dove ascoltare tutta la musica che desideriamo. Tutta? Almeno 20 milioni di canzoni on demand. Spotify è il futuro, l'inizio di un nuovo modo di fruire musica. Proviamo a riassumervi, punto per punto cos’è e come funziona questo nuovo sistema di ascolto, che ha rivoluzionato e rivoluzionerà il mercato musicale mondiale, per permettervi così di capire come poterlo sfruttare a vostro piacimento.

1. Che cos'è. Lanciato in Svezia nel 2008, Spotify è un servizio di ascolto musicale “in streaming”. Significa che le canzoni non vengono scaricate e conservate, ma si ascoltano senza salvarle, un po' come la radio. A differenza della radio, però, il servizio è on demand: l'utente non riceve passivamente una selezione di brani, ma può scegliere cosa ascoltare.

2. Come funziona. Sul proprio PC ci si iscrive su www.spotify.com, si sceglie il proprio abbonamento e si scarica/installa il software. L'intera esperienza di ascolto avviene attraverso questo software, su cui si cercano le canzoni, si costruiscono le playlist, si ascoltano quelle degli altri. Si può anche solo scaricare l'app per smartphone e tablet (in questo caso però si paga, come vediamo tra 2 punti).

3. Il catalogo. 20 milioni di brani approssimativamente. Cosa manca? Mancano i gruppi che iTunes ha in esclusiva per il Web (un nome su tutti: i Beatles). E mancano i dischi di artisti che preferiscono seguire una strategia di distribuzione ibrida, vendendo prima la propria musica in download e solo in un secondo momento aggiungendola su servizi some Spotify (Coldplay, Adele, Black Keys). Alcuni grandi assenti: Led Zeppelin, Pink Floyd, Ac/Dc.

4. Gli abbonamenti. Ci sono 3 possibilità. C'è Spotify Free, gratuita, che permette di ascoltare musica sul proprio pc senza limitazioni, ma con banner e annunci pubblicitari audio (circa tre minuti ogni ora di ascolto). Spotify Unlimited costa 4,99€ al mese ed elimina tutta la pubblicità. Queste opzioni richiedono un collegamento costante a Internet: la musica si ascolta solo online e su desktop. Diverso il discorso per Spotify Premium , a 9,99€ al mese, in questo caso funziona anche su tablet e smartphone e permette di scaricare fino a 9999 brani su tre dispositivi (3333 per dispositivo). I brani scelti non diventano “tuoi”, rimangono nella app e sono accessibili solo finché si rimane abbonati al servizio, ma, e questa è la grande differenza, possono essere ascoltati anche offline, senza connessione.

5. Playlist + Social. Su Spotify si possono sentire album e singole canzoni, ma il centro della fruizione musicale sono le playlist con le quali si crea la propria libreria personale: “Anni 80”, “Metal scandinavo”, "indie made in uk", a seconda dei gusti. Le playlist si condividono. E' la regola social che permette interazione e viralizzazione.  Possono essere pubblicate su siti, blog e tumblr, oltre che sui social network. Altra opzione interessante: si possono inviare playlist e singole canzoni come messaggio privato a un altro utente.

6. Quello che verrà. Molti giornali (tipo NME o Rolling Stone), etichette (la Ninja Tune per esempio), siti musicali e radio (la prima italiana è quella di Rockol) propongono le loro playlist. A marzo arriveranno anche servizi follow per seguire gli account di artisti, celebrità e trendsetter per scoprire tutte le novità in fatto di musica. Il futuro, insomma, è sempre più social.

 

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