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Elisa celebra 20 anni di carriera con Elisa ’97-’17, tre incredibili show all’Arena di Verona con la musica di una delle artiste più amate.

Pubblicato in People
Mercoledì, 27 Aprile 2016 22:24

Il grande ritorno live di Renato Zero

Dopo il successo del suo ultimo album, Renato Zero torna a esibirsi: col suo concerto è pronto a riempire l’Arena di Verona.

Pubblicato in Onstage
“Il corpo umano” è il secondo romanzo di Paolo Giordano che vede la vita a quattro anni di distanza dal suo primo grandissimo successo vincitore del Premio Strega e del Premio Campiello, “La solitudine dei numeri primi”. Mentre il romanzo del 2008 era una storia intima tra un uomo e una donna, il romanzo che ora viene proposto è stato studiato e concepito solo dopo una visita nel 2010 da parte dello stesso Giordano nel distretto del Gulistan, in Afghanistan, alla FOB Ice, e descrive le vite di alcuni soldati e ufficiali inviati in terra nemica per una missione di pace. Il libro è diviso in tre parti e racconta i diversi momenti della vita dei personaggi che decidono di partire per il fronte: prima, durante e dopo la guerra. Dopo la carrellata di presentazioni dei vari protagonisti la scena viene spostata direttamente in territorio bellico, alla FOB, dove vengono vissuti momenti di spensieratezza, di noia, di riflessione. Il libro mantiene un tono pacato, talvolta lento per tutta la durata dei primi due terzi del romanzo, ma aleggia costante la presenza della guerra, rappresentata da esplosioni udite in lontananza, dalla paura di non sopravvivere alle notti di freddo pungente, dalle incursioni di carri armati nella zona circostante l’avamposto. Solo nell’ultimo terzo del libro si assiste ad un’impennata di ritmo coincidente con l’attacco sferrato al Lince, un mezzo pesante che i soldati stanno utilizzando per tornare alla pista di decollo per rientrare in Italia. Nell’apparente calma di una gola desertica dove viene sferrato l’attacco perdono la vita cinque ragazzi e un altro uomo subisce uno shock tale da non riprendere più le sue facoltà mentali. La vita dei protagonisti cambierà per sempre. Al di là delle singole vicende credo che il messaggio profondo che ha voluto trasmettere Giordano con questo libro sia l’idea della guerra vissuta nella nostra generazione. Una guerra lontana, dalle motivazioni poco chiare, una guerra che viene intesa come missione di pace, una contraddizione in termini insomma. Il libro di Giordano, nonostante sia ben scritto, non è riuscito ad appassionarmi, forse perchè non l’ho ritenuto coinvolgente, forse perchè racconta una guerra che non mi appartiene, che tuttavia come definisce lo stesso Giordano è, volenti o nolenti, la guerra del nostro tempo. Anche la struttura del libro rispecchia bene questa idea dell’autore: la FOB inizialmente viene descritta come un parco divertimenti, un luogo ricreativo dove sono stanziati i soldati, dove si mangia, si beve, si fanno feste e si intrattengono relazioni personali più o meno intime. Poi dopo l’agguato, l’arrivo della morte, tutto cambia e il gioco della guerra diventa vero. Chi come me non ha vissuto veramente il conflitto bellico sul territorio crede che la guerra sia fondamentalmente un lavoro, una decisione liberamente presa a fronte di una ricompensa in denaro. E troppo spesso si pensa ad essa senza darle il giusto peso, senza pensare che il nostro corpo umano, vulnerabile e delicato, non possa sopportare certe devastazioni. Nonostante questo libro non sia epico, vale davvero la pena di leggerlo perchè porta a riflettere su un problema del nostro tempo, che talvolta viene trascurato, trasformando i soldati in eroi e parlandone solo quando vengono a mancare.
Pubblicato in SvelArte
Martedì, 22 Gennaio 2013 01:40

Paolo Giordano

Ho incontrato Paolo Giordano la prima volta qualche anno fa, a San Giorgio Lomellina, in una sala gremita all’inverosimile per un incontro con l’autore organizzato dalla biblioteca locale. Era uscito da poco il suo primo romanzo, La solitudine dei numeri primi, e mi diede l’impressione di un ragazzo un po’ timido e impacciato, in imbarazzo davanti a quella grande quantità di gente venuta per ascoltare proprio lui. Rispondeva alle domande dell’intervistatrice con semplicità e chiarezza, quasi scusandosi del successo del suo libro. Ricordo di aver pensato che solo un giovane poteva scrivere in modo così attento e coinvolgente di altri giovani, solo un giovane poteva descrivere così bene le angosce di due giovani problematici come Mattia e Alice. Perché Mattia e Alice sono due giovani ‘speciali’, privi delle difese naturali necessarie per vivere nella società moderna e con i moderni coetanei. Mattia è un autistico ad alto funzionamento, un genio matematico che non riesce a stabilire rapporti normali con le persone che gli stanno intorno e che si porta dentro un grande segreto che pesa come un macigno: la scomparsa della sorella gemella handicappata che lui ha lasciato da sola in un parco quando erano bambini. Alice è prigioniera delle aspettative di un padre insensibile ai suoi bisogni e alle sue paure, e, soprattutto, inconsapevole del fatto che sua figlia sia caduta nel baratro dell’anoressia.

Mattia e Alice sono destinati ad incontrarsi, ma come due numeri primi gemelli, separati da un solo numero e quindi “vicini ma non abbastanza per sfiorarsi davvero”. Le loro anime si cercano e si desiderano per tutto il libro, ma la loro condizione non permette loro di trovarsi davvero, ognuno rimane chiuso nella sua solitudine, che nessuno riesce a spezzare. Un libro che per certi versi non offre alcuno spiraglio di speranza, nessuna possibilità di felicità a chi è diverso, nessuna medicina da parte del tempo.

Ho rivisto Paolo Giordano il 28 ottobre scorso durante la trasmissione Che tempo che fa, mi è parso più maturo, sicuro di sé davanti alla telecamera, l’accento torinese era meno marcato. Anche il suo nuovo romanzo è un romanzo che parla di maturità e di maturazione, del passaggio dalla giovinezza all’età adulta, che qui avviene in modo inesorabile e traumatico. Il corpo umano è un romanzo nato durante i due reportage che Giordano ha fatto in Afghanistan per Vanity Fair, un romanzo di guerra combattuta contro un nemico e di guerre combattute contro sé stessi. I protagonisti de Il corpo umano sono ancora giovani: un gruppo di militari ventenni che partono per la missione in Afghanistan e vengono assegnati ad uno sperduto e pericoloso avamposto nel Gulistan, un recinto di sabbia in mezzo al nulla.

In un’atmosfera di noia angosciante, che ricorda Il deserto dei Tartari, i militari saranno sospesi in un silenzio assoluto, rotto solo dai rumori del loro corpo, e dovranno fare i conti con le loro speranze, con le loro paure e con i problemi che hanno lasciato in Italia. Alla fine del libro, al loro ritorno, avranno irreversibilmente attraversato la linea sottile che separa la giovinezza dall’età adulta e saranno persone nuove.

Questo seconda opera di Giordano, che esce cinque anni dopo la prima, fornisce la prova definitiva di come il ricercatore di fisica teorica sia in realtà uno scrittore adulto a suo agio con tematiche ed impianti narrativi diversi, abile a scandagliare il cuore dei suoi personaggi e a metterlo a nudo.

Pubblicato in Cultura

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