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Elisa celebra 20 anni di carriera con Elisa ’97-’17, tre incredibili show all’Arena di Verona con la musica di una delle artiste più amate.

Pubblicato in People
Lunedì, 26 Settembre 2016 21:35

"Bruciare per te" è il nuovo singolo di Elisa

Dal 19 settembre è online il videoclip ufficiale di “Bruciare per te” il nuovo singolo di Elisa.

Pubblicato in Cultura

Elisa live con il suo“On Tour” a Novembre: da Firenze, arriverà in tutte le città italiane, fin qui, a Milano con, addirittura, due strepitose date.

Pubblicato in Onstage
Martedì, 23 Febbraio 2016 17:55

In uscita il nuovo album di Elisa

Il 25 marzo esce il nuovo album di Elisa intitolato "On". Il suo nono album conterrà una raccolta di brani italiani e  inglesi - tra cui il singolo "No hero", dedicato alla sua migliore amica - in un moderno sound sound pop capaci di trasmettere pura emotività senza filtri e di andare dritti al cuore di chi li ascolta. Elisa lo definisce "vitale ed energico", e lo considera il suo album più estroverso e pop, in grado di dare una particolare carica energetica. Questo anche il significato dell'immagine del gattino sulla copertina dell'album: Elisa-gallery-nerospinto "una creatura forte nella sua fragilità e capace di suscitare in tutti un'emozione pura, diretta, autentica."

Questa la tracklist di “ON”:

“Bad Habits” “Rain Over My Head” “Love Me Forever” “Love As A Kinda War” “Hold On For A Minute” “Waste Your Time On Me” feat. Jack Savoretti “With The Hurt” “Catch The Light”; “Peter Pan” “No Hero”; “Ready Now” “Bruciare Per Te” “Sorrido Già” feat. Emma e Giuliano Sangiorgi

Ecco le prime tappe dell'Instore tour, in cui l'artista incontrerà i suoi fan:

29 marzo, Roma - Mediaworld al Centro Commerciale Roma Est Lunghezza 4 aprile a Milano - Mondadori di Piazza Del Duomo 5 aprile a Marcianise - Mondadori nel Centro Commerciale Campania

Queste invece le date confermate dei live nei principali palasport italiani:

11 novembre, Firenze - Nelson Mandela Forum 14 novembre, Torino - Pala Alpitour 19 novembre, Roma - Pala Lottomatica 22 novembre, Bologna - Unipol Arena 25 novembre, Milano - Mediolanum Forum 28 novembre, Padova - Kioene Arena

Pubblicato in Musica
Mercoledì, 24 Giugno 2015 19:16

INSTAMEET: RADUNO DEGLI INSTAGRAMERS

Torna per la quinta volta in Italia #InstameetItalia5, il raduno nazionale degli Instagramers Italiani. L’evento è organizzato a Milano durante l’Esposizione Universale, dal 26 al 28 giugno 2015 e per questa occasione speciale non può che avere caratteristiche intercontinentali.

In attesa dei propri follower, si ritroveranno nella città meneghina tutti i rappresentanti delle 60 community di Instagramers Italia. Si attendono più di  200 persone17 ospiti internazionali da 3 continenti e 10 nazioni: Stati Uniti, Argentina, Sudafrica, Turchia, Olanda, Francia, Germania, Svizzera, Spagna e Italia.

Si prevede che la portata degli scatti agli attesissimi ospiti raggiungerà, solo su Instagram, oltre 2 milioni di persone.

L’evento principale delle tre-giorni-social è Instameet, una grande festa aperta a tutti sabato 27. Casa Instagram, ovvero la sede di Tim for Expo al Palazzo della Triennale, è il quartier generale dove si viene accolti, ci si riposa e si ricarica lo smartphone. Venerdì mattina si può partecipare alla IgersAcademy B2B, nel pomeriggio al Social Media Day in Expo; sabato sera verranno assegnati gli IgersAwards a 16 categorie; per domenica sono previste un’attività di charity, un’altra IgersAcademy, un momento relax e molte sorprese.

#InstameetItalia5 ha in programma tantissimi eventi. Le informazioni, gli aggiornamenti e le iscrizioni si trovano al sito: www.instameetitalia5.it, disponibile in italiano e in inglese.

Pubblicato in Tête-à-tête
Giovedì, 18 Settembre 2014 21:06

Art is a thinking process: Nuuco per Nerospinto

Nuuco says Be Free: la fotografia come mezzo di espressione e comunicazione one-to-one, che parte dall'artista per arrivare allo spettatore, per poi tornare all' artista in un esperimento originale che gli consente di scoprire e riscoprire se stesso attraverso la propria opera modellata e modificata dal pubblico, in un vortice metafotografico di sicuro impatto.

Nerospinto vi introduce all’arte di Nuuco, giovane fotografo messinese trapiantato a Londra, ideatore di uno dei più interessanti esperimenti artistici degli ultimi anni, Be Free, e lo fa attraverso un’intervista a tutto tondo, in cui si parla di fotografia, nuove tecnologie, istinto e passione.

 

A differenza di molti fotografi, hai scelto di farti conoscere attraverso un nome d’arte. Perché? E cosa significa Nuuco?

Ho sempre sentito l’esigenza di trovare un nome artistico. Qualcosa che mi rappresentasse e che fosse facile da ricordare. Cercavo un nome totalmente mio, che avessi deciso io ma che richiamasse anche le mie radici. Proprio per questo, durante una giornata intera seduto nel divano di casa con la mia ragazza sono nato per la seconda volta. Assieme abbiamo tirato fuori il mio nuovo nome, Nuuco, che rimanda ad un mondo solitario, minimalista e che deriva dalle iniziali dei nomi della mia famiglia, che voglio portare, ovunque io sia, sempre con me.

 

Parlaci del tuo progetto/esperimento artistico Be Free.

Be free nasce da una voglia di comunicare ad altri, senza vincoli ne obblighi. Dopo un anno di lavoro, si e' materializzato in un progetto di 30 fotografie e che ha coinvolto, inviando il materiale via posta, oltre 30 persone: amici, conoscenti e sconosciuti di tutta Europa.I partecipanti mi hanno rinviato la mia fotografia modificata e io ho avvertito l'esigenza di riappropriarmi dell’opera attraverso la scannerizzazione. Qui si sviluppano due elementi coinvolgenti del mio progetto: il processo materiale legato all’invio del mio ritratto, alla trasformazione da fotografia digitale a cartacea, poi successivamente rimodellata e trasformata dai partecipanti, per essere poi ricreata in digitale attraverso la scannerizzazione e la stampa finale; il secondo elemento é la partecipazione esterna come forma di riconoscimento personale dell’essere un artista che utilizza la fotografia come medium. Per me é una nuovo modo di fare fotografia. Il progetto non impone nessun limite se non il tempo e cerca di incoraggiare la riflessione del partecipante e mia. Quest’ultime si sono fatte vive sia in fase embrionale, quindi nella fase iniziale del progetto che nella fase successiva. Inoltre, non dubito che tra qualche anno, quando raggiungerò un livello di maturità più elevata, io possa elaborare ulteriori riflessioni che mi permetteranno di capire ancor meglio il mio status attuale e quello precedente.

 

La libertà nell’arte passa necessariamente dalla rottura di schemi precostituiti e dal coinvolgimento del pubblico nel processo artistico?

Amo pensare che l'artista debba uscir fuori dalla propria zona di confort e mettersi costantemente alla prova. Il coinvolgere il pubblico e' un opzione ma non una necessità. Dipende dalla finalità che ha l'artista. Io, personalmente, ho appena scoperto questa nuova esigenza e sento la necessita di approfondire.

 

Come valuti la partecipazione del pubblico al tuo esperimento artistico? Parlaci delle immagini che ti hanno stupito e colpito.

Ho inviato 80 foto in giro per l’Europa. Alcuni personaggi sensibili del mondo dell’arte plastica non hanno risposto, infatti su 40 lettere inviate a gallerie, musei e riviste d’arte solo il 10% mi ha risposto. Quest'ultimo era un risultato che mi aspettavo e che dovrebbe aiutarci a riflettere sull'attuale status dell'arte. Viceversa, gli amici, artisti e non, hanno risposto positivamente. Ancora oggi, la gente mi contatta per partecipare, malgrado il progetto si sia concluso.

Il mio obiettivo era comunicare ad altri la mia voglia di fare arte attraverso la loro partecipazione e l'esperimento ha ottenuto ottimi risultati, ma non ho una fotografia preferita perché ciascuna foto rappresenta una parte di me e una parte dei partecipanti. Inoltre, il fine del progetto era la partecipazione e non l'estetica. Preferisco immaginare la sensazione che ciascun partecipante ha avuto nel partecipare. Il tempo che mi ha dedicato. L'istintività' oppure il ragionamento utilizzato nel modellare l'immagine e poi, l'attesa nel ricevere per posta la lettera e la sensazione positiva o negativa nel vedersi il proprio viso maltrattato, modellato o trasformato.

 

Quali sono le differenze, sul piano del milieu artistico e culturale e delle relative opportunità, dal punto di vista di un giovane fotografo, tra Italia e Inghilterra?

I nuovi mezzi di comunicazione hanno abbattuto, con estrema velocità, le ultime barriere. Oggi possiamo conoscere artisti che vivono nell'altro lato del globo e ricevere input che ti permettono di influenzare il tuo linguaggio artistico ma, allo stesso tempo, vedo un’omologazione dei gusti. Londra' e' una città che ti offre molte opportunità di confronto e ha numerose esposizioni, gallerie, musei e spazi dedicati all'arte ma non credo che possa considerarsi “la” città delle opportunità.

E' una città enorme che crea opportunità ma abbandoniamo l'idea che queste opportunità siano uguali per tutti. Le opportunità devi crearle con tenacia, studio e lavoro.

 

Come molti artisti siciliani al momento all'estero, resti molto legato alla tua terra di origine. Cosa si ritrova,della Sicilia, nelle tue opere?

Non riesco a trovare nulla all’interno dei miei progetti che richiamino esteticamente la Sicilia, piuttosto la necessità di far partecipare ai miei progetti personaggi esterni é forse collegata anche all’esperienza del calore umano nella mia terra.

 

Perché la fotografia? In cosa si differenzia, nel bene e nel male, da altri strumenti di espressione artistica?

Paragonandola a una relazione di coppia, inizialmente vivi di passione, che poi si trasforma in amore o in odio oppure in indifferenza. Io sono innamorato e per me l’amore é tutto. Non riesco a innamorarmi di altri strumenti ma allo stesso tempo, a volte, la passione mi induce a provare nuovi strumenti artistici.

 

Come valuti la fotografia oggi, soprattutto in seguito al successo di applicazioni come Instagram e alla diffusione di macchine fotografiche come la Reflex?

Io amo Instagram e la tecnologia che avanza. Rende ancor più democratica la fotografia ma, di contro, anche priva di riflessione. Personalmente é una nuova forma di far fotografia, corretta o meno corretta, che bisogna accettare e alla quale bisogna adattarsi. Cosa rispondi a chi, osservando una tua opera, ti dice: "Questo potrei farlo anche io"?

Normalmente suggerisco di analizzare non solo l’estetica ma di documentarsi sulla biografia dell’artista e sul processo di riflessione che lo ha condotto a quel punto.

 

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Sicuramente la promozione di Be Free; ultimamente ho lavorato assieme a Guido Folco, direttore del museo MIIT di Torino, alle esposizioni tenutesi alla ROA Gallery di Londra il 7 luglio e alle Isole Eolie, per la precisione Lipari, dal 14 al 24 agosto.

Vorrei ringraziare l’assessore Davide Starvaggi e la Direttrice del Museo Milena Mollica per aver organizzato, coordinati da Guido, la prima edizione del Festival del Mediterraneo di Arte Contemporanea, una manifestazione che ha riscosso un enorme successo di pubblico, tanto che si sta già pensando all’edizione successiva.

Dopo l’estate sarò a Vienna, Cordoba, Bruxelles e Miami. L’appuntamento di Bruxelles mi sta particolarmente a cuore: una mostra (Les Contemporains: Unione Europea- Unione dell’Arte, 11 -13 settembre, Amart Gallery ), organizzata presso l’Italian and Foreign Biennal of Contemporary Art, in occasione del semestre di presidenza italiana del Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea.

In seguito, mi piacerebbe lavorare per una esposizione individuale per il prossimo anno. Nel frattempo, il prossimo progetto artistico continuerà a far partecipare la gente come quest'ultimo, ma prima di lanciarmi voglio sempre chiedermi: perché?

 

Se ti dico Nerospinto, cosa ti viene in mente?

L’inchiostro di una penna rotta diffondersi e formare una stradina senza fine in una scrivania di color bianco.

 

Per maggiori informazioni:

nuucoart.com

Facebook: Nuuco Art

 

Pubblicato in SvelArte

Un successo che non sembra volersi arrestare, quello degli Afterhours, storica band meneghina capitanata da Manuel Agnelli: dopo un trionfale tour invernale conclusosi a marzo, la compagine è pronta a calcare nuovamente i palchi italiani in un’estate che si preannuncia infuocata.

Partenza il 2 luglio da Trento, per poi attraversare la penisola intera con uno spettacolo che ripercorre la dorata carriera di uno dei pilastri del rock italiano, forte anche del successo della ripubblicazione dello storico album “Hai paura del buio?”, impreziosito da collaborazioni con le voci più interessanti del panorama musicale contemporaneo,italiano ed internazionale, da cui verrà estratto un nuovo singolo.

In occasione del tour estivo, gli Afterhours hanno deciso di rafforzare la loro immagine social, rendendo il loro profilo Instagram un vero e proprio diario di bordo, dal quale testimoniare, essi stessi, ciò che accadrà sul palco, data dopo data.

 

Hai paura del buio?

Summer tour 2014

 

2.07

Trento, Summer Festival 11.07

Padova, Sherwood Festival 17.07

Genova, Goa Boa Festival 18.07

Villafranca (Vr), Castello Scaligero 23.07

Brescia, Piazza della Loggia 25.07

Prato, Piazza Duomo 26.07

Pescara, Campo A.Flacco 28.07

Roma, Rock In Roma 01.08

Gallipoli (Le), Parco Gondar 03.08

Zafferana Etnea (Ct), Anfiteatro Falcone e Borsellino (unica data in Sicilia)

 

05.08

Palmi (Rc), Anfiteatro Comunale (nuova data)

 

10.08

Monteprandone (Ap), Cose Pop Festival 27.08

Castagnole delle Lanze (At), P.zza San Bartolomeo 06.09

Milano, Carroponte 07.09

Pisa, Metarock Festival (nuova data) 12.09 Ravenna,

Festa PD

 

Per maggiori informazioni:

http://www.afterhours.it

https://www.facebook.com/afterhours

https://twitter.com/weareafterhours

http://instagram.com/Afterhours_official

http://www.youtube.com/user/Afterhoursofficial

https://plus.google.com/+Afterhoursofficial/posts

 

Pubblicato in Musica

Dopo la performance Sanremese in compagnia di Arisa, il terzetto danese dei WhoMadeWho torna in Italia per un'imperdibile data, domenica 30 marzo al Tunnel.

Il concerto si inserisce nel tour di presentazione del nuovo disco della compagine di Copenaghen, uscito il 4 marzo con il titolo "Dreams", caratterizzato da un sound acustico e rilassato, come affermano gli stessi musicisti.

A detta loro, l'intento è stato quello di trasmettere la stessa energia di un live, ma in chiave più soft, in modo che le loro canzoni possano essere ascoltate anche nella vita di tutti i giorni, senza dover, necessariamente, andare ad una festa.

Lo stile dei WhoMadeWho resta comunque ben chiaro e definito: mixare dance, funk, rock, chitarre e voce, fino a creare un vortice di note ed emozioni, che il pubblico italiano ha avuto modo di conoscere sul palco dell'Ariston.

L'album è stato anticipato dal singolo "The Morning", per cui è stato realizzato un Instagram video, tramite le foto inviate dai fans usando l'hashtag #wmwthemorning.

Ma chi sono gli WhoMadeWho?

Il trio nasce dall'unione tra il bassista Tomas Hoffding, membro della scena underground danese, il chitarrista e cantante Jeppe Kjellberg e il batterista  Tomas Barford (Tomboy), astro nascente della musica elettronica mondiale.

Nel 2005 viene pubblicato l'album d'esordio omonimo, con cui il gruppo si impone sulla scena musicale mondiale.

 

 

WHOMADEWHO

Domenica 30 marzo

Tunnel Club – Via Sammartini

Biglietti: 12 euro in prevendita + d.d.p.

15 euro alla porta

 

Circuito Ticketone

 

 

Pubblicato in Musica

Tutto ciò che siamo e ci sentiamo dentro ha un riscontro all’esterno, a livello di immagine e di postura: fisico e psichico sono sempre strettamente connessi. Questa è Loretta Fiore classe 1974, laureata in scienze economiche e bancarie, che a partire dal suo incontro con la fotografia digitale comincia ad autoritrarsi e attraverso gli autoritratti si ripara, si cura.

Fotografia e terapia, che rapporto hanno nel tuo percorso creativo? Spesso sono la stessa cosa. La fotografia allevia sempre ogni mio stato d’ansia, in tanti casi ha curato; per la Woodman, ad esempio, credo non sia stato così, ho la sensazione che lei abbia sempre lavorato sulla sua morte.

Cosa racchiude un autoritratto? Un autoritratto può essere tante cose: dalla pura rappresentazione all’interpretazione di sé. L’intenzione è quasi sempre buona, anche se devo ammettere che, a volte, mi sono messa davanti alla mia Nikon solo per avere la conferma della mia esistenza.

Che rapporto hai con il tuo corpo e con l'ambiente che ti circonda? Non so rispondere con le parole, la risposta a questa domanda è nei miei autoritratti. Direi conflittuale, se non fosse così banale.

La componente grafica e le texture, spesso presenti nei tuoi scatti, come nascono e quando entrano a far parte del tuo pensiero? Le varie componenti grafiche e le textures sono state fondamentali, specie all’inizio, per definire il mio mondo. Volevo far capire al primo sguardo che eravamo in una dimensione solo parzialmente reale e mi sono accorta che quello era un metodo molto efficace per farlo.

Con l'avvento degli smartphone, l'autoritratto ha ancora il suo significato, o ha lasciato spazio al puro esibizionismo? Per quanto riguarda me, per ora l’autoritratto è messo un po’ da parte, al di là dell’arrivo degli smartphone e di instagram etc etc. Ora come ora la sfida sta nella intenzionalità dello scatto e nella progettualità che ne deriva. Non ho più bisogno del mio corpo davanti alla macchina fotografica per esprimermi, riesco a vedere me stessa in una delle mie tante dimensioni, anche se mi affaccio alla finestra di casa mia, o nella metropolitana, o davanti un caffè, a quel punto basta scattare.

tumblr

cargocollective.com

 

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Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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