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Quelli Che Il Calcio festeggia 25 anni con la nuova conduzione del duo Luca e Paolo insieme a Mia Ceran in diretta su Rai2.

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I segnali del corpo ci vengono spesso in aiuto per capire meglio chi abbiamo di fronte, per aiutare la persona a riconoscersi e stare meglio.

 

Per l'operatore olistico i segnali del corpo sono fondamentali per capire chi ha di fronte e per capire quale deve essere il trattamento più adatto all'occasione.

Uno di questi segnali è dato dalla predominanza della nostra parte destra o sinistra del corpo.

 

In medicina cinese e indiana il valore che viene attribuito a questi elementi è psicologicamente molto profondo e da questo, come sempre nelle discipline orientali, se ne ricavano le cause di disturbi fisici e/o psicologici a volte anche gravi.

 

 

La destra per le filosofie antiche rappresenta la parte maschile, attiva, l'azione, tutto ciò che è materiale, il rapporto con gli altri.

La sinistra al contrario rappresenta la parte femminile, passiva, le emozioni, tutto ciò che è spirituale, il rapporto che abbiamo con noi stessi.

 

Non è casuale che tutti i dolori, le fratture, i blocchi di qualsiasi tipo in una persona vengano sempre a destra o sinistra.

Davanti a certi avvenimenti c'è da chiedersi se il nostro rapporto con gli altri o con noi stessi non sia esattamente in equilibrio. Partendo da questo quesito (all’apparenza semplice) la persona può iniziare ad aiutarsi rimettendosi in discussione e facendo un percorso mentale e spirituale idoneo.

 

E’ interessante notare la posizione dei piedi nelle altre persone quando sono sdraiate, in spiaggia, a letto.

I piedi difficilmente saranno entrambi con la stessa angolatura.

Questo è un semplice ma efficace esame di una persona.

 

Un piede destro che è molto aperto verso destra e quello sinistro che invece punta più verso l'alto ci vuole dire che il soggetto sicuramente blocca la sua parte emotiva, non si vuole guardare dentro, si punisce e non cerca un incontro con la sua parte più spirituale.

Un altro esempio è dato da due piedi apparentemente ben distesi e rilassati ma dove il piede sinistro è poco o molto più aperto rispetto al destro. In questo caso ci troviamo davanti ad una persona troppo trasparente, forse un po' vittima di se stessa e che dovrebbe non farsi attaccare gratuitamente dagli altri.

E ancora…due piedi che puntano entrambi verso l'alto e magari con e gambe vicine ci parlano di un personaggio che non permette che gli si legga dentro, che si protegge per paura o perché non è abituato ad aprirsi.

 

La posizione dei piedi cambia in base al nostro stato mentale e di questo ne è prova molto evidente quello che accade durante i massaggi ovvero durante quei momenti in cui la persona si lascia andare e il nostro intelletto non governa le nostre azioni.

Durante i trattamenti molto spesso i piedi cambiano la loro inclinazione portandosi inizialmente in una posizione che testimonia il proprio "io" e in seguito in una posizione di relax totale in cui i piedi sono equamente distesi.

Nel momento in cui il massaggio ha termine e il cervello riprende il controllo ecco che i piedi si riportano immediatamente nella posizione originale.

 

Certo è che dei piedi che sono in verticale o che volgono a destra di certo mancano di un rapporto con la propria parte spirituale in quanto viene rinnegata per i più disparati motivi e si preferisce dedicarsi a tutto ciò che è materiale perché sicuramente non é in apparenza destabilizzante.

 

Come in tutte le discipline olistiche ci bastano pochi e chiari segnali che abbiamo davanti agli occhi ogni giorno per dare una mano a noi stessi.

Questo è il passo più difficile. Il resto vien da se.

 

 

Walter Zanca

Massaggi, campane tibetane, reflessologia plantare.

 

Massaggi ayurvedici, rilassanti, linfodrenanti, energizzanti, californiani, hot stone, per donne in gravidanza, di bellezza.

Trattamenti di campane tibetane.

telefono 349.4487760

 

http://www.almamatters.it/

 

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Mercoledì, 27 Febbraio 2013 20:10

Naturopatia, Istruzioni per l’uso

La Naturopatia in Italia ha iniziato a farsi conoscere da alcuni anni, pochi, a differenza di altri paesi, come Francia, Germania, Svizzera e Inghilterra, in cui al bisognoso di cure vengono presentate varianti e alternative di come si possa intervenire su uno stato di “squilibrio” (ebbene sì, non ho usato volontariamente la parola "malattia”, capirete più avanti il perché).

Circa due anni fa ho intrapreso questo percorso di studi che spesso, quando viene citato, suscita nelle persone curiosità, attrazione e, qualche volta, un bel punto interrogativo sul volto.

La scelta di dedicarmi allo studio di discipline naturopatiche nasce da una sorta di desiderio ad approfondire il percorso di crescita personale, intrapreso consapevolmente quattro anni fa, per individuare un approccio alla Vita che dia strumenti e occasioni per affrontarla in modo sereno, responsabile e consapevole.

 

Con il termine Naturopatia (termine coniato nel XIX secolo da Benedict Lust), si intende l'insieme delle discipline che si occupano della salute psicofisica e spirituale dell'individuo in relazione all'ambiente in cui vive, tenendo presente tutti i fattori della globalità che intervengono nella vita di ognuno di noi. Suggerire corretti stili di vita, personalizzati, che possano conservare lo stato naturale di benessere è, a mio parere, uno dei punti basilari che un operatore olistico ha da tener presente in ogni situazione.

Ogni volta che intervengo su qualcuno, o semplicemente una persona chiede aiuto, tra le prime domande che mi pongo per collaborare alla risoluzione del problema c'è il perché di tale stato, quali segnali e cosa sta esprimendo il corpo tramite il suo stato di salute.

Il Causalismo è fondamentale per proseguire l'indagine naturopatica, così come lo sono Vitalismo, Naturalismo e Olismo che non sono altro che i principi base di questa disciplina.

 

Ma cosa sono questi termini così poco usati nella dialettica comune?

 

Vitalismo:

In noi vive una forza che ha dell'incredibile, un dono che la Vita stessa ci ha fornito, la Vis Medicatrix Naturae, un principio di autoregolazione e autoguarigione che permette al corpo di tendere naturalmente all'omeostasi, ovvero all'equilibrio.

 

Naturalismo:

Noi, in quanto Esseri, facciamo parte della Natura stessa, seguendo le Leggi della Natura permaniamo in uno stato di armonia con essa, manteniamo equilibrio e stabilità applicando i principi naturali (approccio tipico della medicina tradizionale cinese e indiana).

 

Olismo:

Da "Olos", Tutto come Intero, Unità, Uno, termine coniato da Jon Smuts nel suo libro "Holism and Evolution". Olismo è principio che indica che tutto è Uno, ci suggerisce che la Natura produce interi dalle totalità più complesse, nuove, e con qualità non prevedibili dalle caratteristiche delle singole parti.

Un esempio semplice ed efficace. L'acqua, H2O, ovvero Due gas, idrogeno e ossigeno originano l'acqua in base a legami, combinazioni. I Legami sono fondamentali in Natura.

Abbiamo un'alleata, che ben pochi conoscono o tengono in considerazione, la Vis Medicatrix Naturae, tendenza all'equilibrio che è naturale in noi, perché Siamo naturalmente sani se applichiamo Leggi di Natura.

E' importante prendere consapevolezza che noi tutti, al di là delle separazioni fisiche che possiamo constatare, abbiamo tutti una stessa origine da una matrice unica, quell'Uno che è tutto come Intero e che è alla base del principio olistico su cui si basa la Naturopatia.

Ogni singola azione che compiamo, pensiero, parola, interviene sulla nostra esistenza e su quella di chi ci circonda.

 

Trovo tutto ciò estremamente affascinante: c'è un aspetto sacrale della Vita che emerge in ogni singolo istante che viviamo, che ci responsabilizza e fa sì che quanto accade sia ottima occasione per prendere consapevolezza di quanto noi siamo protagonisti e direttamente responsabili delle nostre scelte, decisioni e manifestazioni.

La Naturopatia è il futuro che si intreccia con la tradizione; le scoperte recenti degli ultimi decenni sulla fisica quantistica stanno contribuendo a nuove scoperte, molte delle quali, a dirla tutta, a livello filosofico sono già state segnalate e indicate in testi antichi, da quelli vedici a quelli platonici, da tradizioni come quella tolteca e quella essena. Sorprendente è osservare come la visione scientifica si stia riconciliando con quella filosofica, risanando la profonda frattura avvenuta in epoca moderna con Cartesio e la formulazione della teoria del dualismo rappresentato dalla separazione tra Res Cogitans e Res Extensa.

 

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Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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