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La storia del Caschetto

…A la Garconne, Carrè, Bob cut, Bub, Caschetto…uno fra i primi, reali, simboli dell’emancipazione Femminile .

Nato a Parigi dall’estro creativo di Antoine, parrucchiere polacco che lo lancia nel 1909 ispirandosi, per taluni, allo stile battagliero di Giovanna d’Arco, acquisisce popolarità in Europa e negli Stati Uniti antecedentemente alla prima guerra mondiale. Prerogativa delle donne del tempo è, infatti, il potersi liberare dalla costrizione dell’intoccabile femminilità suggerita dal capello lungo, verso l’indipendenza e l’avanguardia dettate dal nuovo taglio fresco e d’impronta prettamente maschile.

Prima fra tutte la splendida Louise Brooks, disinibita americana che diviene una celeberrima attrice del cinema muto, nonché simbolo della modernità femminile, grazie sopratutto al suo Carrè nero corvino con frangetta scolpita e nuca scoperta. Inizialmente uno scandalo per la società del tempo, per trasformarsi poco dopo in un’entusiasmante novità.

Con il finire della prima guerra mondiale, è la leggendaria stilista Coco Chanel fautrice del nuovo look, promuovendo con successo un’immagine femminile forte e contemporanea che trova immediato riscontro nelle Flappers Girls, giovani donne ribelli rispetto ai radicati e conservatori dogmi societari, spesso ballerine di Charleston, dall’allure indipendente ed emancipata coadiuvata da corti abiti a frange e piume, gambe e braccia scoperte, bocchino, sigaretta ed immancabile Caschetto, icone di stile dei ruggenti anni Venti.

Tuttavia nei decenni successivi cade nel dimenticatoio, fino a quando il parrucchiere londinese Vidal Sassoon nel 1963 ne reinterpreta l’iniziale versione, portandola ad una semplificazione stilisticamente architettonica, propria delle esigenze dell’epoca. Le nuove geometrie assimilate alla pettinatura vengono adottate e sfoggiate da personaggi come l’indimenticata modella Twiggy, la famigerata stilista Mary Quant e la poliedrica artista Juliette Greco, arrivando a sconfinare nell’universo maschile in versione sbarazzina, sebbene composta, con i rivoluzionari Beatles, indiscussi promulgatori delle nuove linee semplificate.

Contemporaneamente, in Italia, la diffusione del taglio trova in Caterina Caselli la massima esponente, sopranominata Caschetto d’oro proprio per l’acconciatura creata appositamente per lei dai parrucchieri milanesi Vengottini. Anche Raffaella Carrà contribuisce a propugnarne l’immagine, finchè l’autore Guido Crepax ispirato alla fisionomia di Louise Brooks in uno dei suoi più conturbanti personaggi, Lulù, di cui fu da sempre grande ammiratore, inventa nel 1965 il personaggio di Valentina, fra i più ricordati sex symbol della storia del fumetto.

Dopo quasi cinquantanni dalla reinterpretazione di Sassoon, milioni di donne nel mondo sono tutt’ora devote all’acconciatura, costantemente in voga sebbene non dominante.

Memorabile e provocante è il Bob di Uma Thurman in Pulp Fiction, raffinato ed elegantemente classico il taglio di Anna Wintour, tanto per citarne di contemporanei nell’ambito dello show business, confermando la pettinatura come un emblema indiscusso di una rivoluzione tutta femminile.

Redazione Nerospinto

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