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Teatro Litta presenta: “Psycho Killer, Quanto mi dai se ti uccido?”

Lo spettacolo "Psycho Killer quanto mi dai se ti uccido?" andrà in scena al Teatro Litta fino all’8 maggio.

Uno “scherzo teatrale” per burlarsi con il sorriso della morte e per denunciare, tra le righe, la facilità dell’uomo contemporaneo a servirsi dell’assassinio per risolvere anche le piccole nevrosi quotidiane. Si consideri in proposito i racconto del protagonista di una serata di cinema all’aperto in cui dovette uccidere l’uomo seduto davanti a sé perché troppo alto e reo di non volersi spostare.

Vi è poi la volontà di denunciare l’assoluta inconsapevolezza con cui ci stiamo abituando alla violenza, sempre più normale, nel mondo e nel nostro Paese, dove l’omicidio diventa “show televisivo”, business per avvocati catodici, vetrina per falsi criminologi, meta per gite dell’orrore: un Paese che vede il sangue in tv scorrere da un canale all’altro, senza soluzione di continuità. Infatti, Psycho Killer, in uno dei suoi lunghi monologhi, afferma: “Il cinema è la mia grande passione, ma la televisione è stata la mia ossessione- Il mio sogno era andare al “Maurizio Costanzo show”.

Lo spettacolo è ispirato al libro Quanto mi dai se ti uccido? di Walter Spennato, una mitragliata di micro-storie pulp in cui spetta all’ironia il difficile compito di raccontare il nostro tempo: tra colpi di pistola e ricercate atmosfere jazz, lo spettatore è chiamato a partecipare emotivamente, fino alla catarsi finale che si realizza in un “umano, troppo umano” desiderio d’amore.

Impossibile rimanere indifferenti; a ritmo di jazz lo spettatore si scopre solidale, nemico e allo stesso tempo complice del protagonista, con cui condivide un immaginario ricco di citazioni cinematografiche, letterarie e musicali. A tal proposito, cito una frase che dà molto a cui pensare: “Quanta gente è morta e non lo sa? La cosa più difficile al mondo è vivere diceva Oscar Wilde.” Persone senza scheletro che si muovono nel mondo nella più assoluta inconsapevolezza di sé e degli altri.

Uno “scherzo teatrale” che sa far riflettere anche sulla funzione del teatro oggi come ieri: celebrazione di un rito che restituisca alla collettività l’occasione di indagare insieme il proprio tempo. Non sono mancate le polemiche circa i fruitori medi di opere teatrali: “E’ un po’ come al teatro contemporaneo: uno parla e contemporaneamente il pubblico non capisce un cazzo” inveisce Psycho Killer.

Nell’insieme, lo spettacolo si configura come una festa collettiva che ci riporta a casa forse divertiti, forse increduli, ma di certo meno soli.

Chiara Zanetti

Redazione Nerospinto

Sito web: www.nerospinto.it Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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