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The Rooms: alla ricerca dello spazio

In scena al Campo Teatrale di Milano fino a domenica 10 Aprile: Rooms, lo spazio diventa protagonista.

Le stanze sono un luogo ricco di significato e che si prestano a differenti interpretazioni tante quante sono le storie che possono viverci dentro. Le stanze sono posti in cui trovare rifugio, lo scrigno dell’intimità, la condivisione di un racconto, l’attesa del tempo che passa mentre aspettiamo più o meno pazienti il nostro turno.

Virgina Woolf, le stanze, le ha citate anche nel titolo di quella che forse è la sua opera più famosa, Una stanza tutta per sé, saggio che ripercorre la sua storia letteraria.

Sono stanze anche quelle della Compagnia Thoung, che traduce la parola italiana nel suo corrispettivo inglese Rooms, nuovo lavoro in scena al Campo Teatrale fino a domenica 10 aprile.

Una compagnia teatrale che tanto nel linguaggio quanto nei contenuti partorisce una sensibilità tesa al contemporaneo caratteristica peculiare dei suoi lavori.

Fondata nel 2013 dalla performer e drammaturga Guendalina Tondo, diplomata alla Scuola di Alto Perfezionamento Attoriale di Pontedera, attrice in produzioni del Teatro Stabile di Torino, MITO Settembre Musica, Fondazione Pontedera Teatro, Fondazione Tpe, e dal musicista e video artista Riccardo Giovinetto, fondatore del duo Ozmotic, la Compagnia Thoung è stata finalista 2013 del Premio Scenario con l’opera Biscotti Integrali Per La Libertà.

In Rooms, prodotto con il sostegno di Campo Teatrale e di ARMUNIA, lo spazio diventa protagonista attraverso le stanze del Potere.

Un potere che assume una doppia valenza: da un lato impenetrabile roccaforte occupata da pochi fortunati e dall’altro, per altri, terreno coltivabile con tutte le conseguenti possibilità di cambiamento delle proprie sorti.

In Rooms seguiamo le vicende di una giovane donna in attesa di un colloquio di lavoro o prigioniera di una posizione scomoda alla ricerca di uno spazio in cui dar voce ai suoi desideri.

Rooms a Campo Teatrale Foto 1

Il contemporaneo, nei suoi aspetti più ingannevoli, è oggetto di analisi in un continuo scambio tra spazi reali e immaginari, assenti e segnati da un confine, in una scena in costante cambiamento immersa nelle sonorità e nei giochi visivi di Ozmotic nel tentative d’illuminare quelle occasioni che restano nascoste nella penombra.

Lo spazio è dunque inacessibile? O per sua stessa natura è illimitato e indefinito? Possiamo occuparlo, riempirlo, o è in realtà introvabile? Tutte domande che ci riconducono a un quesito inevitabile: non è forse questa l’enigmatica e potente fonte da cui il teatro stesso prende vita?

Raffaella Berardi

Redazione Nerospinto

Sito web: www.nerospinto.it Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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