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Vintage addicted - Gosselin

In una decade dove tutto sembra essere più definito ed efficiente, un’epoca dove le foto sono più nitide e fedeli, senza difetti, ecco che torna la nostalgia.

Se avete facebook vi sarete resi conto che le foto che adesso vanno di moda sono le foto vintage. Per vintage non intendo il vecchio e patinato glam in bianco e nero, dobbiamo pensare alle foto che troviamo nei cassetti dei comodini di casa.

Quelle foto dal colore leggermente seppiato, rigate e con un po’ di polvere, sfocate quanto basta da renderle lontane da noi nel tempo e nello spazio.

Questo genere di foto è divenuto ormai inflazionato, il troppo stroppia e alla fine siamo stati sommersi da foto decontrastate di tazze di té, libri, Londra e a ciò che andava di moda negli anni della Beat Generation.

C’è però chi, in mezzo a queste foto fatte con il copia e incolla, riesce ad esprimersi con una creatività ed un gusto unici, tanto da essere il punto di riferimento per questa nuova moda: Théo Gosselin.

Il bello e giovane fotografo francese è conosciuto un po’ da tutti grazie ad i suoi blog quali

http://theo-gosselin.blogspot.it/

oppure

http://www.flickr.com/photos/46799990@N04/

 

Le sue foto sono pastose, calme, naturali, sono senza pretese. Sembrano quasi delle foto scattate da un gruppo di amici in un giorno qualsiasi di qualche anno fa.

La bellezza candida dei suoi modelli, le luci nei posti giusti e al momento giusto, i colori più belli di quelli reali le rendono uniche nel loro genere, così belle da essere degne di essere imitate.

Giacomo Leopardi sosteneva l’importanza di ciò che era lasciato all’immaginazione del lettore attraverso “l’indefinito poetico”. La stessa logica c’è nelle foto di Gosselin: un tempo sospeso, un’atmosfera eterea, uno scatto ottenuto con la stessa semplicità con cui si apre una porta o con cui ci si tocca, ma con quel quid che ci apre l’immaginazione.

Nostalgiche e non patetiche sono le sue foto, in lui la tecnica non è la prima cosa che balza all’occhio; ciò che risalta è l’assoluta nonchalance con cui scatta.

E lui fotografa in analogico, voi vi chiederete perché usare il costoso ed obsoleto analogico negli anni dei 18 megapixel e dei nuovi sensori di colore? Perché nessuna fotocamera digitale potrà restituire il calore e i naturali errori che può dare una pellicola, ed ora ciò che rende diverse le foto di Gosselin dalle altre sono proprio questi errori.

Personalmente sono un accanito sostenitore del glam e del B&W ma fotografi del genere meritano assolutamente, aldilà dei gusti personali.

 

 

Redazione Nerospinto

Sito web: www.nerospinto.it Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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