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Simona Gretchen - Post-Krieg

Simona Darchini, artista faentina classe 1987, crea e distrugge il suo avatar Simona Gretchen nel giro di quattro anni: ebbene si, parlerò oggi di un concept disco che chiude le tende sul progetto iniziato nel 2009 con 'Gretchen pensa troppo forte', pubblicato sempre per Disco Dada, che fece il botto come debutto. Se con il suo primo lavoro mi ha fatto applaudire e non poco, con questo 'Post-Krieg' mi prende completamente per tutta la sua durata, una mezz'ora scarsa; non c'è affatto bisogno di fare un disco monumentale se è il contenuto a essere grandioso.

 

Il conflitto (Krieg) è interiore probabilmente, un combattimento interno che dilania e mette a dura prova la persona, mentre le ispirazioni, sulle quasi si forma l'album, tirano in ballo nomi come Antonin Artaud, Carl Jung, Friedrich Wilhelm Nietzsche e Chuck Palahniuk. Eeviac e Karamazov prendono in mano l'artwork e ci mostrano una vulva con le piume di pavone, un dettaglio che lascia molto all'immaginazione: la figura “femminile”, dal corpo blu su sfondo rosso sangue, potrebbe essere anche quella di un demone e non di un'entità benevola. Vi racconto tutto questo perchè è tutto collegato, dal concetto alla copertina e dalla musica alla morte di Simona Gretchen. Un funerale organizzato, pensato e costruito ad arte.

 

'Post-Krieg' parte dalla base, dalla ritmica, il binomio composto dal basso e dalla batteria (suonata da Paolo Mongardi della Fuzz Orchestra) tiene insieme tutto e lascia libertà al resto, anche agli archi (gestiti dall'ottimo Nicola Manzan di Bologna Violenta). E' un disco che vaga nel mondo del rock, pescando dal kraut-rock al post-rock con un po' di prog e di blues nel mezzo, andandoci - quando serve - anche molto pesante.

 

'In' è un intro puro e semplice declamato da Sabina Spazzoli (presente anche in 'Everted Part III' per chiudere il cerchio) che apre alla title-track dove Simona mischia i Massimo Volume con dello stoner. 'Hydrophobia' mi fa ritornare ai CSI di Lindo Ferretti però più incazzati mentre 'Enoch' è splendida nel suo post rock strumentale e delicato, resa ancora più spettacolare dagli archi; 'Pro(e)vocation' è, oltre a un gioco di parole, un'ondata di wave dove la voce è, di nuovo, più vicina a un recitato che al cantato. Alla fine arriva la trilogia di 'Everted': ed è qui che incontriamo del kraut rock arricchito da vere e proprie sciabolate hard (Part I) e una marcetta (Part II) che ci avvicina alla perdita di Gretchen (margherita, in tedesco) con la già citata chiusura del cerchio affidata a un post-noir-rock se mi concedete il termine (Part III).

 

Simona Gretchen non c'è più ma Simona Darchini è una donna con le palle e, quando avrà qualcos’altro da dire, ritornerà in forme che ancora non conosciamo.

 

Simona Gretchen: www.simonagretchen.it

Artwork: www.eeviac.com

Disco Dada: www.discodadarecords.com

Blind Proteus: www.blindeproteus.com

Ufficio Stampa: www.sferacubica.it

 

 

Andrea Facchinetti

 

 

Redazione Nerospinto

Sito web: www.nerospinto.it Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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