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Pronto? Parla il Sig. Solo

In occasione dell'uscita del suo album, Sexsation, e dell'inizio del suo tour, abbiamo fatto due chiacchere al telefono con Andrea Cipelli, aka Sig. Solo.

Innanzitutto, perché Sig. Solo? Questo nome nasce parecchio indietro nel tempo, all'epoca di Le Spine. Non ricordo bene il motivo ma mi piace vedermelo addosso, mi sta bene. Mi è piovuto davanti, come un testo particolare che non sai da dove arriva. Esprime una solitudine che mi si addice, un po' come i miei brani. E il signor dà un tocco elegante prima del cognome, tanto che anche Dente ha iniziato a darmi del lei.

Sono anni ormai che collabori con Dente. Come ha preso questo tuo lavoro da frontman? Finge di essere contento ma in realtà è incazzatissimo -ride. È realmente contento, sa che comunque ho sempre fatto delle cose mie e che prima o poi sarei tornato a farle. Ma siamo talmente legati che sappiamo bene che possiamo inserirci in certi tempi e dinamiche. Lavorare con lui non deve essere un motivo per non fare dell'altro, ma per quanto riguarda lo stimolo creativo è positivamente preso. Suoniamo insieme dagli anni 90 e lui ora si sta rilassando ma per il prossimo passo un confronto ci sarà. Ma dipende anche dalla sua progettualità musicale, se deciderà di fare un album con solo voce e tromba non troverò molto spazio.

Come mai da tastierista sei tornato a frontman? Cosa cambia rispetto ai tuoi precedenti album? Con Dente è stato un vero e proprio lavoro stimolante, sempre in crescendo. Un impegno notevole che mi aveva fatto mettere da parte i dischi precedentemente fatti con una tastiera trovata nel solaio della casa in cui mi ero trasferito. Ne era uscito un tour molto improvvisato ma ben riuscito.  A un certo punto mi sono ritrovato con qualche testo fra le mani, qualche canzone strimpellata che in un attimo di pausa mi sono ritrovato a strimpellare con Gianluca -batterista con Dente e ora con il Sig. Solo, ndA. Poi abbiamo arruolato gli altri due e ne è uscito questo progetto.

Conoscevi già tutti i componenti della band, i Superstars? Con Gianluca siamo amici d'infanzia, abbiamo iniziato a suonare insieme e abbiamo condiviso sempre tutto, anche l'esperienza con Dente. Siamo sempre stati l'uno affianco all'altro e con lui ho fatto anche la produzione artistica di questo disco. Marco e Andrea -chitarra elettrica e basso- sono amici che un paio di anni fa abbiamo rubato alle loro vite private. Sono rimasti subito entusiasti del progetto e oltre che essere bravi musicisti si sono fatti coinvolgere in modo del tutto naturale e rilassato. Ci siamo divertiti e ci stiamo ancora divertendo.

Per il titolo dell'album hai scelto un neologismo, Sexsation. Cosa significa? Mi piace da matti e ascoltando le canzoni del disco è chiaro che sono intrise di sensazioni, anche diversissime fra loro, ma sempre riconducibili a una sorta di istinto. Una pulsione carnale e primordiale che ha un essere umano verso un'altra persona e questa parola riesce a racchiudere questi significati.

Come sono i rapporti con l'etichetta Garrincha? Al Diversamente Felici sembravi molto contento. Ero già in contatto con Garrincha e il rapporto instaurato era già buono e il loro apprezzamento naturale e sincero ha fatto sì che lavorassimo bene fin dai primi provino che gli ho fatto ascoltare. Mi sento onorato di far parte di questa manda di matti divertenti, sono persone di cuore e una bella famiglia, un termine davvero appropriato. Quando ho iniziato a suonare al Diversamente Felici al Magnolia sul palco eravamo in 4, come da copione. A fine canzone eravamo in 9 e a Bologna la condivisione del palco è stata ancora più forte. Gianluca è rimasto shockato dall'esperienza di Milano, si è rifatto al Lokomotiv. Insomma, lo spirito nel quale sono stato catapultato con mia grande gioia ha fatto felice me e i Superstars che mi hanno accompagnato.

Missili è il primo brano di cui è uscito il video, raccontacelo. È tutta farina del sacco di Gianluca, che mi ha sgravato da un bell'impegno. In tour con Dente io leggevo sul furgone e lui si ascoltava e riascoltava Missili e prendeva appunti. Quindi è lui che ha pensato alla sceneggiatura che è piaciuta a tutti, a me da matti. Il bello della collaborazione con i Superstars è che ognuno esprime le proprie idee e si mette sempre tutto in discussione, anche i testi dei brani. Soprattutto con Gianluca, siamo come fratelli e ci capiamo al volo.

Qual è un altro brano nell'album per te molto significativo? A me piace moltissimo Vanità. È l'ultimo che abbiamo fatto e non mi ha ancora stancato - ride. È venuto fuori in maniera molto veloce, anche se dura più di 4 minuti, con una naturalezza che riusciamo a ricreare anche dal vivo. Secondo me merita più di altri e se andasse bene potrei avere anche un'uscita inedita di Vanità.

Nel disco sembra di sentire influenze di Dente, Battisti e anche di tanta musica anni 70-80, tu cosa ascolti? Di Battisti me lo dicono in tanti, ma non l'avevo in testa quando ho scritto l'album, ma il parere esterno è sempre il più oggettivo e meno influenzato. Non mi sono ispirato particolarmente a lui o a Dente, che ha un modo di approcciarsi alle cose molto diverso dal mio. Il mio background è più esterofilo, verso sonorità fine anni 70 - inizio anni 80. Ho guardato molto alla produzione statunitense di quel periodo e ho usato molto la stratificazione di tastiera e clarinet per creare un po' di groove. Probabilmente Battisti nel suo periodo funky soul ammiccava allo stesso genere e io non posso che sentirmi onorato di questo paragone.

Cosa ti aspetti dalle prossime tappe e dal tour estivo? Spero che piova meno dell'anno scorso, così posso usare la moto. Stiamo lavorando per fare un po' di concerti. I primi stanno andando bene, il pubblico è rapito e preso bene. Abusiamo del sax che mi piace da morire e l'idea è di fare una discreta stagione in cui ci divertiamo e rilassiamo sul palco. La formazione è composta da 6 membri, mi hanno proposto dei concerti in solo o in duo ma non voglio togliere all'album il sound con cui l'ho pensato. Per questo voglio tutti i componenti, anche se è già capitato di doverci stringere sul palco. Mi manca solo la bella voce di due coriste nere e per il resto mi auguro che riesca tutto bene.

E questo stesso augurio glielo facciamo pure noi e intanto vi consigliamo di ascoltare Sexsation e seguire Sig. Solo & The Superstars ai prossimi concerti.

INFO e CONTATTI Facebook iTunes www.garrinchadischi.it

 

Sara Antonelli

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Redazione Nerospinto

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