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The Judge, quando a Hollywood serve solo la buona recitazione

Bando alle scene da fumetti delle ultime pellicole di successo, bando agli effetti speciali e alle scene di inseguimenti e macchine distrutte e bando anche alle produzioni milionarie.

David Dockin ha un budget limitato e quindi decide di fare solo il regista e da bravo direttore si affida solo a bravi attori.

The Judge è la quintessenza della recitazione hollywoodiana più classica, quella per capirci che ha reso grandi attori del calibro di Gregory Peck e James Stewart.

E così anche nella pellicola di Dockin tutto è affidato alle capacità interpretative dei due protagonisti Robert Duvall e Robert Downey Jr, rispettivamente padre e figlio, giudice e avvocato, accusato e difensore.

La trama è quasi banale e narra la storia dell’avvocato di successo della grande metropoli, Hank Palmer, che torna a casa in una piccola cittadina di famiglia per il funerale di sua madre.

Qui ritrova i vecchi amici, l’ex fidanzatina del liceo, interpretata da una altrettanto bravissima Vera Farmiga, i suoi due fratelli e naturalmente suo padre, l’inossidabile, severo e arido Joseph Palmer, giudice della contea.

Dopo aver sbrigato tutte le faccende familiari Hank si appresta a lasciare il suo “vecchio” mondo e a ritornare nello scintillio della Chicago legale ma suo padre il giudice viene accusato di omicidio e rischia la pena di morte.

Messo alle strette dalle circostanze, Hank deve trasformarsi in avvocato difensore di suo padre, un genitore che non gli ha mai dimostrato affetto, che gli è sempre stato nemico e che ha reso la vita famigliare un vero inferno a tutti.

E in questo momento, allora, che The Judge diventa pellicola intimista e sussurrata dove il melodramma della sceneggiatura si fa dramma per immagini e dove tutti i protagonisti strizzano l’occhio agli spettatori per portarli ognuno dalla propria parte.

La buona recitazione dei protagonisti ma anche di tutti gli altri personaggi minori è il vero filo conduttore del film di Dockin, più della trama stessa perché questa a volte si appesantisce inutilmente e devia in tanti piccoli dettagli inutili.

The Judge è una pellicola intimista e bisbigliata, una grande prova di regia e di interpretazione per tutti gli amanti del buon cinema.

 

 

Antonia del Sambro

 

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Redazione Nerospinto

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