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Una settimana di fuoco per la musica live a Milano:Lanegan, Atoms for Peace, Depeche, Johathan Wilson

Cosa chiedere di più dalla vita. In una sola settimana si concentrano i concerti a cui un rock addicted non può mancare. Lunedì a Villa Arconati (ingresso 25€) si comincia con un nome tutelare del rock oscuro e cupo, quel Mark Lanegan che ha esplorato le declinazioni del rock contemporaneo di matrice grunge, prima con i magnifici Screaming Trees, poi con una carriera solista che ha visto il bel tenebroso concepire capolavori in compagnia di illustri colleghi come Isobell Campbell, Soulsavers, Moby, l'ultimo con Duke Garwood si intitola Black Pudding, un lungo compendio di chitarre acustiche, slide guitar e quel senso di inquietudine che permea tutti i suoi lavori. Dal vivo Lanegan fa il suo dovere, ma non aspettatevi un istrione: immobile, fuma e canta. E basta. Ma ci basta solo la sua vce, capace di traghettarti all'inferno e ritorno.

 

C'è febbre di attesa per gli Atoms For Peace, mercoledì 17 all'Ippodromo, il supergruppo che potrebbe prendere il posto dei Radiohead. Deus ex machina è il folle(tto) Thom Yorke a cui si sono aggiunti Flea dei Red Hot Chili Peppers, il produttore e amico Nigel Godrich, il batterista Joey Waronker ed il percussionista Mauro Refosco. Una formazione amtipica. Insieme hanno pubblicato Amok, disco in cui convivono l’anima melodica ed elettronica di Yorke e Godrich e il cuore pulsante di Flea, Waronker e Refosco.

Dal vivo cosa aspettarsi? Improvvisazioni, accenni dance, intense session e improvvisazione. I nuovi Greatful Dead? Staremo a vedere, incuriositi.

Giovedì 18, non c'è bisogno di ricordarvelo, ci sono i Depeche Mode allo stadio San Siro. I biglietti sono andati esauriti da tempo. Un concerto dei Depeche è tutto “Faith and Devotion”, giusto parafrasando un loro album. Al di la' dell'ultimo album Delta Machine con non ha aggiunto nulla di nuovo e innovativo.

Infine, lunedì 22, al Carroponte (15€) transita Johathan Wilson, cantautore americano, trentasette anni, nato nella sgualcita North Carolina, cresciuto con una chitarra in mano, arriva al suo disco d’esordio solo poco tempo fa, Gentle Spirit. Vi spiego. Ci sono momenti della vita in cui una canzone squarcia la tela che avevamo dipinto fino a quel momento. Un riff di chitarra, una voce capace di incidere un segno, indicare una direzione, annunciare un sogno. Succede, è inevitabile; folgorati, innamorati al primo ascolto. Per me lo è stato tempo fa con Desert Raven.

E, senza fretta, spunta e deflagra il debutto, una specie di sussidiario del folk-rock. C’è lo spettro di Neil Young, il folk psichedelico dei Floyd, le dilatazioni e le atmosfere hippie di Laurel Canyon. Proprio Desert Raven è la summa del sound del Californiano, una scrittura immaginifica che spero squarcerà la vostra “tela” come è successo a me.

Redazione Nerospinto

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