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Palermo, la mafia, i bambini

Se Pierfrancesco Diliberto in arte Pif aveva intenzione di essere originale con la sua prima pellicola da regista non è che si sia impegnato davvero molto. A partire dal titolo del film, che richiama davvero da vicino quello del libro di Angelino Alfano pubblicato qualche anno fa.

Il neo regista assicura che l’unico intento della sua opera è quella di dissacrare la mafia e i boss mafiosi per elogiare invece gli eroi che li combattono, le persone comuni ma di coraggio.

Il problema è che tutto questo è già stato fatto. In più di un film e anche in parecchi libri e opere teatrali. Vero che la sceneggiatura de La mafia uccide solo d’estate a tratti è convincete e originale ma l’idea stessa di incentrare quasi tutta la storia su un protagonista bambino, sul suo mondo interiore e sulla società che lo circonda è vecchia e stantia.

Pif, d’altra parte ha avuto la fortuna di fare l’aiuto regista a Giordana proprio nella realizzazione de I cento passi e pare che questa esperienza sia stata davvero forte per lui dato che guardando il suo film i richiami e le analogie con il lavoro del suo maestro sembrano moltiplicarsi come una eco infinita. La trama della pellicola alla fine è molto semplice, un bambino siciliano, Arturo, nato nello stesso giorno in cui il clan dei corleonesi uccide il militare della Guardia di Finanza Michele Cavataio sembra destinato a confrontarsi con la stessa per tutta la sua vita.

Arturo cresce in una famiglia insensibile e indifferente a quanto succede nella società che li circonda e con il mito di alcuni personaggi che eleva ad eroi tutti personali e che cerca di seguire ed emulare in azioni e pensieri. Vivendo una vita fittizia e tutta sbagliata.

L’intento del film è buono, davvero condivisibile ma probabilmente il regista non era del tutto pronto ad affrontare un tema così impegnativo e universale o almeno non era ancora preparato per trattarlo in maniera più originale e creativa.

Un plauso assoluto invece va a Pif per la scelta del cast, dove risaltano una perfetta e bellissima Cristiana Capotondi nel ruolo di Flora, la ragazza amata dal protagonista e un sempre eccezionale Claudio Gioè, il primo commissario della serie televisiva Squadra Antimafia, nel ruolo del giornalista esiliato.

Insomma, Pif poteva fare meglio ma se siete curiosi La mafia uccide solo d’estate prima o poi arriverà anche in tv, per cui mettetevi comodi.

 

 

 

 

Redazione Nerospinto

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