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to Disconfirm in mostra alla Galleriapiù di Bologna

Dal 23 aprile al 14 giugno 2015, presso la galleria bolognese Galleriapiù, conosciuta anche come Oltredimore, è in programma la mostra to Disconfirm.

 

Non nel soggetto del quadro o nella tecnica del pittore sta la difficoltà dei puzzle, ma nella sapienza del taglio, e un taglio aleatorio produrrà necessariamente una difficoltà aleatoria, oscillante fra una facilità estrema per i bordi, i particolari, le macchie di luce, gli oggetti ben definiti, le pennellate, le transizioni, e una difficoltà fastidiosa per tutto il resto: il cielo senza nuvole, la sabbia, i prati, i coltivi, le zone d'ombra. G. Perec. "La vita, istruzioni per l'uso"

 

to Disconfirm è un tentativo di utilizzare l'arte visiva per questionare prospettive identitarie sepolte sotto il peso delle istituzioni storiografiche: all'interno dell'universo delle narrazioni del passato, la formazione dell'identità (o delle identità) ha rappresentato uno strumento di controllo e un oggetto da definire e ridefinire. Questa mostra vuole mettere in evidenza i modi di smentire e raccontare le narrazioni delle pluralità identitarie. Negli ultimi anni le narrazioni che hanno contribuito a formare quella che definiamo “la Storia” si sono arricchite di una pluralità di racconti. L'identità è diventata qualcosa in grado di affermare nel tempo (misurazione), un oggetto storico riferibile ad una geografia (locazione).

L'arte visiva, nella sua accezione contemporanea, si è appropriata della funzioni e delle proprietà delle narrazioni contemporanee in modo da avere a disposizione strumenti culturali in grado di produrre e sviluppare un'adeguata analisi della storia e dell'identità. L'arte si ritrova a riscrivere pezzi di storia e a ri-questionare assunti identitari comunemente accettati, ma soprattutto a negare assunti già dati. Quando Perec sceglie di raccontare le difficoltà del pittore o per meglio dire dell'artista, nel definire il puzzle delle istruzioni per l'uso, lo fa partendo da una smentita: gli artisti con la loro attitudine e con il loro perseverare cercano, nella rete di narrazioni, la possibilità di smentire e mettono in atto l'azione del to Disconfirm. Un progetto che pur sembrando utile solo al progetto stesso, ci fa capire come la ricerca artistica sia qualcosa di inutilmente indispensabile, e nella sua inutilità risiede il dono della negazione, il dono della frammentarietà, che spesso è l'insieme delle pratiche che permettono agli artisti di corrodere tutto ciò che apparentemente sembra unico e indivisibile come l'immaginario granitico della storia e dell’identità.

to Disconfirm vuole essere un’occasione per dare forma e fare convivere ricerche diverse tra loro, come gli studi delle interfacce di César Escudero Andaluz, le critical documentary film practices di Matteo Guidi, Giuliana Racco e di Amanda Gutiérrez e i lavori installativi di Massimo Ricciardo.

Artisti:

Cèsar Escudero Andaluz (Ávila – Spagna, 1983) ha studiato Belle Arti e Architettura e Design presso l'Università di Salamanca e Arti Visive e Multimediali presso l'Università Politecnica di Valencia. Dal 2011 è ricercatore presso l’Università d’Arte di Linz, dove nel laboratorio di Interface Culture studia il rapporto tra utenti e interfacce.

Matteo Guidi (Cesena – Italia, 1978) è un artista diplomato in disegno grafico e laureato in Etno-antropologia all’Università di Bologna. Giuliana Racco (Toronto – Canada, 1976) è un’artista laureata alla Queen’s University di Kingston (CND) e specializzata in arti visive all’università IUAV di Venezia. Con base a Barcellona e attualmente in residenza (2014-2016) in Hangar (centro di ricerca e produzione artistica di Barcellona), Guidi e Racco portano avanti una ricerca che si sviluppa nell’intersezione tra arte e antropologia culturale, focalizzandosi su contesti complessi e con strutture socio-politiche più o meno chiuse, luoghi dove le persone hanno difficoltà a compiere liberamente semplici azioni quotidiane, ad esempio: carceri di alta sicurezza, fabbriche e, più recentemente, campi profughi. La loro pratica si concentra sui modi con i quali gli individui o i gruppi gestiscono il loro proprio movimento, quotidianamente, attraverso sistemi fortemente definiti che tendono ad oggettivarli e indurre in loro forme di auto-costrizione, riflettendo così su metodi di resistenza quotidiana imprevedibili e innescati da una combinazione di semplicità e ingegno.

Amanda Gutiérrez (Città del Messico - Messico, 1978) ha studiato presso School of Art Institute di Chicago, specializzandosi in Performance e New Media. In Messico, ha completato i suoi studi universitari in Scenografia presso l'INBA / ENAT. Lavora nel campo della performance e della sound art, fondendo le due discipline in progetti installativi.

Massimo Ricciardo (Darmstad - Germania, 1979) lavora principalmente con materiali d'archivio, video e performance culinarie. Gran parte della sua pratica artistica prende spunto dalla memoria, dalle relazioni sociali della sua famiglia. L’artista gestisce e dispone un processo per la realizzazione di una nuova “memoria vivente”.

 

23 aprile - 13 giugno 2015

to Disconfirm  a cura di Vincenzo Estremo

Opening giovedì 23.04.15, ore 18

 

Galleriapiù Via del Porto 48 a/b, 40122 Bologna 0516449537 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. web: www.gallleriapiu.com

Orari Martedì e mercoledì: 14.30-19.30 Giovedì e venerdì 12.00-20.00 Sabato 11.00-19.00 o su appuntamento

 

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Redazione Nerospinto

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