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Addio alle Slim. La direttiva approvata approvata a Bruxelles le vuole eliminare

Le sigarette slim, tra le più amate dalle donne, (anche se neppure gli uomini le snobbano, specie se over 45) sono le preferite da 6,8 milioni di europei e oltre un milione d’Italiani, rappresentano infatti il 9% del mercato nazionale dei fumatori. Più care, rispetto al formato convenzionale e quindi articolo di fascia alta e sinonimo di stile ed eleganza. Non a caso, le più presenti negli ambienti dell’alta società e sulla bocca dei personaggi che fanno tendenza.

Mercoledì 10 luglio, la commissione ENVI (Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare), nell’ambito della proposta di revisione della direttiva sui prodotti del tabacco, in esame al Parlamento Europeo, ha deciso l’eliminazione dal mercato delle slim, leggere, aromatizzate e dei formati da 10 e ha inoltre stabilito la vendita di pacchetti di sigarette coperti al 75% da immagini terrificanti.

La partita finale sul futuro delle slim - e dei prodotti del tabacco (ad esempio sigarette al mentolo ed e-sig) - si giocherà il 9 e 10 settembre prossimi, date in cui il testo sarà discusso e votato in sessione plenaria.

La ragione per bandire le sigarette slim portata avanti dalla Commissione Europea, risiede nella preoccupazione che alcuni fumatori potrebbero ritenerle meno dannose di quelle tradizionali. «Basterebbe inserire qualche avvertenza sanitaria in più e fare maggiore informazione» controbatte il comitato Save the Choice, attivo nella salvaguardia delle libertà personali e impegnato nella petizione nazionale contro la direttiva europea sul tabacco, attraverso una massiccia raccolta firme, oltre 6mila al momento, sul sito www.savethechoice.it e sui social media, Facebook, Twitter e Google Plus, con le richieste di votare “no”, inviate direttamente ai parlamentari europei. Tra le altre ragioni addotte dall’Europa per giustificare il divieto c’è il fatto che le sigarette slim piacciano di più alle donne - in realtà sembra che la gran parte della popolazione femminile preferisca le sigarette convenzionali - e l’erronea convinzione che facciano dimagrire.

«Ciò che manca è una prova che la disponibilità delle sigarette slim influisca sull’incidenza del fumo nella società e nella decisione delle persone di cominciare o continuare a fumare» afferma Save the Choice, la cui portavoce, Annalisa Chirico, sostiene che «la direttiva sul tabacco avrà il solo effetto di accrescere il mercato illegale, compreso quello delle sigarette slim e che i provedimenti ‘spargiterrore’ sono spesso controproducenti».

Save the Choice  che è un comitato indipendente e trasversale agli schieramenti politici che nasce dall’incontro di persone che, pur con esperienze e competenze differenti, hanno in comune la passione per l’Europa e le libertà individuali. E’ attivo in campagne di informazione e di sensibilizzazione- da ultime quella sull’agenda digitale e la direttiva europea sui prodotti del tabacco- e promuove petizioni su temi specifici che sono aperte all’adesione singola, indipendentemente dal sostegno al comitato. “Oggi tocca al tabacco, domani a quali prodotti?” è il claim che Save the Choice ha scelto per la sua petizione nazionale che, lontana dall’essere un’apologia del fumo, non è nient’altro che un’energica presa di posizione a favore dell’individuo e della libertà d’impresa e di consumo.

Un altro punto a sfavore di questa direttiva è che la messa al bando di prodotti popolari costituisce sempre un’opportunità per i contrabbandieri e un rischio significativo per le entrate statali. Tanto più che la maggioranza delle “sottili” vendute in Italia sono considerate tabacco di fascia alta e generano maggiori entrate per il governo rispetto alle sigarette a basso prezzo. Il divieto delle sigarette slim metterebbe a rischio circa 1,1 miliardi di euro di ricavi per lo Stato italiano. Eliminare dunque, questo vizio, o piacere, sottile, comunque lo si voglia definire, avrebbe un certo prezzo.

Chicco Testa presidente di ASSOELETTRICA e accanito fumatore, intervistato da Annalisa Chirico (portavoce del comitato Save the Choice del blog “Politicamente scorretta” su Panorama.it) dichiara: «la direttiva europea sul tabacco è un enorme spreco di energia e servirà soltanto a de localizzare l’industria italiana del settore» e ancora «lasciateci fumare quello che vogliamo, sono tante le cose nocive, ma tollerate più del fumo; fumare fa male e lo sappiamo tutti,  noi fumatori per primi. Nella vita però tante cose non fanno bene: per esempio l'alcol, che invece è ampiamente tollerato». Ma soprattutto Testa afferma (punto molto a cuore al comitato di Save the Choice) che: «consideriamo il consumatore una specie da educare, quando è invece una persona intelligente, capace di comparare i prezzi e di decidere senza che qualcuno si sostituisca a lui».

Insomma questa direttiva approvata da Bruxelles ha suscitato non poche critiche e polemiche, sia da un punto di vista sociale ed economico che di diritti della persona, non resta che aspettare e perché no, firmare le petizione di Save the Choice!

Info

www.savethechoice.it

http://blog.panorama.it/politicamentescorretta/.

 

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Francesca Romana Di Biagio - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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