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I Goblin ovvero allucinazioni sonore in tempi dispari

Alzi la mano chi non ha mai ascoltato, anche per una millesima frazione di secondo, l’inquietante ed ossessivo giro di note che accompagna, come un’ombra, le gesta del pianista Marc Daly e della giornalista Gianna Brezzi, protagonisti di Profondo Rosso, thriller a tinte horror italiano del 1975.

Il lento circolare delle note, che abbracciano lentamente basso, chitarra, sintetizzatore ed organo, riprende la struttura stessa del capolavoro horror di Dario Argento, dove gli indizi si assommano uno dopo l’altro, fino al coup-de- théâtre finale, e si incastra perfettamente con una macabra nenia infantile (School at night), ricordo di un’infanzia cancellata dalle nebbie del tempo.

E come non citare Suspiria (1977), prima pellicola del ciclo delle Tre Madri, la cui title track e soprattutto la summa dei sospiri delle streghe (Sighs) sono pennellate di musica allucinata che ben rendono l’atmosfera gotica espressionista voluta da Argento.

I Goblin sono soprattutto questo, ma non solo: uno dei più grandi gruppi progressive della storia del rock italiano, assurti a fama internazionale grazie alle celeberrime collaborazioni con Dario Argento, sono celebrati con un cofanetto di 6 CD, The Awakening, il risveglio.

L’opera, uscita ad ottobre su etichetta Cherry Red Records (UK), compie un viaggio oscuro nella produzione dei folletti cattivi, spaziando dalle 34 tracce di Profondo Rosso (alcune delle quali arricchite da contaminazioni jazz), a Roller (1976), Suspiria, Il Fantastico viaggio del bagarozzo Mark (1978), Zombie (noto anche come L’Alba dei morti viventi, 1978) e Tenebre (1982).

La prova che i Goblin non siano stati maestri solo nella stesura di partiture “da brividi” sta nelle produzioni meno note al grande pubblico e non concepite come colonna sonora di film: Roller è un disco strumentale, votato al jazz rock, mentre Il fantastico viaggio del bagarozzo Mark è un concept album che narra di viaggi lisergici tramite metafore fiabesche (Le cascate di Viridiana, vero gioiello prog-dark italiano).

L’avvento del punk e della new wave, a metà anni Ottanta, decretò la fine dell’esperienza progressive tricolore di Claudio Simonetti e soci, da molti critici bollati come semplici hit makers, ma in realtà protagonisti e testimoni di una sperimentazione musicale rivoluzionaria che non ha eguali in Italia.

Redazione Nerospinto

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