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L’amore di Ozpetek per le donne

Allacciate le cinture è l’ultima fatica cinematografica del regista turco più italiano che ci sia ed è un vero e proprio omaggio alle donne.

La storia del film non è una storia d’amore come si potrebbe pensare in un primo momento, non è neppure un omaggio al Salento e ai meravigliosi paesaggi pugliesi e non è un film sull’omosessualità e sull’accettazione di essa da parte della società.

La nuova pellicola di Ozpetek è un ritratto veritiero e attuale sulla condizione femminile nel ventunesimo secolo dove le donne si innamorano ancora perdutamente ma devono fare i conti anche con l’essere mamme e figlie di donne che a loro volta pretendono continua attenzione e dedizione.

Chi sono gli uomini di queste donne del duemila?

Semplice: sono uomini vecchi, nel senso di uomini antichi che continuano a tradire, ingannare, corteggiare nel modo sbagliato e pretendere che la propria donna perdoni sempre e comunque.

Capita anche ai protagonisti di Allacciate le cinture dove Antonio è il macho conquistatore e proletario che conquista la bella Elena, donna impegnata, volitiva e moderna.

I due si abbandonano alla passione, si amano profondamente e si sposano.

Ma mentre Elena cresce ogni giorno di più, diventa mamma, donna in carriera e moglie perfetta, Antonio resta il conquistatore superficiale e un po’ becero di quanto era giovane.

Fino a che la malattia colpisce Elena in maniera improvvisa e terribile.

Allora tutto deve cambiare per forza. In una sorta di vite parallele dove l’unico punto fermo e reale resta il profondo amore di Elena per Antonio e viceversa.

Il film è bellissimo per molti motivi, primo tra tutti la trasposizione temporale che Ozpetech sa creare magistralmente e che stupisce e affascina lo spettatore fino all’ultimo fotogramma.

Ma la pellicola è bellissima anche per tutti i personaggi minori e di contorno che arricchiscono e valorizzano i due protagonisti e la loro vita.

L’amico del cuore gay, l’amante popolana e divertente, l’amica fragile e bugiarda, la mamma onnipresente e protettiva e la zia svampita e seguace delle tendenze, la compagna di stanza di ospedale improbabile e meravigliosa e la dottoressa conosciuta quando ancora era solo una studentessa.

Ognuno di questi personaggi è interpretato da attori di grande bravura e di lunga gavetta come Elena Sofia Ricci e Luisa Ranieri, Carla Signoris e Paola Minaccioni, Filippo Scicchiatano e Giulia Michelini. Insomma un cast eccezionale che dà vita al più bel film corale di Ozpetek.

Bravissimi, credibili e intensi Kasia Smutniak e Francesco Arca a riprova di quanto essere dei bravi registi vuol dire anche immaginare per primi gli attori in quel preciso ruolo.

In Allacciate le cinture vincono le donne, anche quelle che si abbandonano alla malattia, anche quelle tradite, anche le amanti abbandonate e le zie svampite e inconcludenti.

Ancora una volta viva Ozpetek.

 

 

 

Redazione Nerospinto

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