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France mon amour!

Si può riassumere in queste tre parole l’incredibile successo della commedia più francese e divertente dell’estate. Tutti pazzi per Rose sta conquistando il pubblico femminile ma anche quello maschile e naturalmente fa “impazzire” tutti gli amanti del genere. Per capirci, quelli che adorano e hanno adorato Vacanze romane, Sabrina, My fair lady.

A voler essere onesti Déborah François non ha quasi nulla dell’eleganza e dell’impalpabilità di Audrey Hepburn ma ci prova comunque con tutte le sue forze e aiutata da location azzeccatissime e da un look da perfetta mademoiselle francese anni cinquanta ci riesce anche bene.

La trama è molto semplice e quasi banale e racconta il sogno di una ingenua e anonima ragazza di provincia di sfondare nella grande città. Solo che il sogno di Rose è semplicemente quello di fare la dattilografa per una grande azienda e per un importante capo. Piccoli sogni per una ragazza semplice ma determinata. Rose in realtà possiede un dono, sa battere velocemente sui tasti della macchina da scrivere meglio di tante altre ragazze della sua età e lo fa con una passione tale da non poter passare inosservata ai vari colloqui ai quali si presenta.

Viene assunta così da una agenzia di assicurazioni e diventa la segretaria personale del capo.

Uomo affascinante e colto con la propensione all’essere mentore.

Rose lascia definitivamente la sua casa di provincia, il suo fidanzato storico, un bravo ragazzo senza nessuna aspirazione né glamour, si trasferisce in città e diventa l’amante del capo.

Insieme a lui e con il suo sostegno Rose decide di fare del suo dono di sapere volare con le dita sulla macchina da scrivere, un passaporto per la celebrità e per la fama.

Comincia un allenamento serissimo, quasi da maratoneta, sulla sua macchina da scrivere per vincere i campionati regionali di dattilografia prima per poi arrivare a quelli nazionali. Il ritmo delle battute sulla tastiera si fa sempre più veloce e sicuro, il suo look sempre più raffinato e ricercato, la postura sempre più dritta. Rose incanta con la sua semplicità e con la sua costanza, con i suoi abitini a ruota e la sua perfetta frangetta francese. Il pubblico dei campionati di dattilografia la adora e il suo capo Louis finisce per innamorarsene follemente. Rose si allena naturalmente con i classici della cultura e della letteratura francese e dopo aver finito Madame Bovary prosegue con tutti gli altri autori celeberrimi. Dai vestiti, al trucco, dai libri ai dialoghi il regista Régis Roinsard confeziona una commedia francese che più francese non si può. E al pubblico piace un sacco.

Bella la fotografia, le luci e l’atmosfera di tutta la pellicola che in effetti è un grande omaggio al cinema in generale. Roisnard è un vero cinefilo e come tale dissemina il film di citazione “dotte” da Godard a Hitchcock rendendo il suo lavoro piacevole e divertente da vedere per tutti.

Non a caso il titolo originale del film è Populaire. Mai come in questo caso detto nel senso più nobile del termine. Da andare a vedere assolutamente.

Redazione Nerospinto

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