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Smarter Porn, Harder Art #2 harder_THEATRE (part 3)

Dario Aggioli, attore, regista e direttore artistico romano ci parla del suo nuovo spettacolo: Porno Mondo, un'interessante sperimentazione intorno al binomio sesso-nuovi media in equilibrio tra mockumentary, mascherine e social dating, il cui debutto è previsto per marzo 2014.

N: Da cosa nasce Porno Mondo?

D: Lo spettacolo nasce da uno scherzo telefonico che un mio alunno del liceo mi ha fatto. Invece di darmi il numero di sua madre mi ha dato quello a cui rispondeva la segreteria (molto fantasiosa) di una prostituta. Poi la ricerca sul web di questa tizia per capire se era vera o meno. E il mondo che gira intorno al porno è stata una scoperta. I forum che recensiscono le escort su tutto!

N: Lo spettacolo è frutto di una coproduzione tra tre realtà del territorio romano: Teatro Forsennato, Teatro dell’Orologio e Teatro Tor di Nona. Chi c'è dietro queste realtà e perché si è deciso di collaborare ad un progetto di questo genere?

D: Per la verità il Teatro dell'Orologio per ora ci ospita soltanto, ma stiamo valutando di farlo entrare per lanciarlo (loro hanno proposto conferenze stampa in club privé o qualcosa di simile) Il Tor di Nona è il teatro che dirigo e che ci ospiterà per le prove (e perciò una spesa si abbatte così facilmente) mentre Teatro Forsennato è la mia compagnia.

N: Dalla presentazione dello spettacolo sembra che lo spettatore sia chiamato a partecipare ad un insolito gioco/reality ispirato ai più comuni social network per "incontri". C'è una propensione verso il voler far vivere un'esperienza al pubblico?

D: Solitamente nei miei spettacoli il pubblico in minima parte è coinvolto, qui verrà rimorchiato prima senza saperlo attraverso delle applicazioni come Grindr oppure verrà coinvolta gente che non sa nemmeno che esiste lo spettacolo...

N: Attraverso la pratica teatrale e la messinscena probabilmente quello spazio protetto dalla virtualità dell'azione viene meno:  da dove nasce l'esigenza quasi scaramantica di rendere pubblico qualcosa che solitamente è assolutamente intimo e personale?

D: L'esigenza nasce dal fatto che intimo e personale ormai non lo è più. Sta mutando. Immaginate solo che per i pochi che hanno i google glass, molti hanno fatto avatar sessuali che su google earth o maps puoi incrociare e sostuire a chi hai di fronte, solo indossando degli occhiali... Oppure immaginate che nei ragazzi sotto i 18 anni, 1 su 4 ha ripreso un atto sessuale (e spesso sono le donne a proporlo).

N: Nella presentazione si parla anche di “Mockumentary”, una sorta di finto documentario, ma la pornografia appartiene già all'ambito della fiction, anche se il tutto è 'realmente giocato dagli attori'. Qualcosa che assomiglia molto al teatro. Qual'è dunque nello spettacolo il confine tra realtà e finzione?

D: Per prima cosa non non parliamo di pornografia (almeno non solo), ma del rapporto tra sesso e nuovi media. Lo facciamo usando il linguaggio del mockumentary, ma ribaltandolo. Nel senso che il mockumentary è un finto documentario che usa quel linguaggio per costruire e raccontare come verità ciò che è finto, mentre noi vogliamo fare un documentario che usi il linguaggio del mockumentary per raccontare quanto c'è di falso in quella verità.

N: Leggendo la sinossi di Porno Mondo mi viene da pensare ad uno studio sociologico. Che ne pensi?

D: Uno studio sociologico? Può darsi... C'è anche quello... E' uno sguardo che non vorremmo, almeno per ora, indirizzare aprioristicamente...

N: Utilizzerete degli elementi particolari durante la messa in scena, come le mascherine per attori e spettatori e i pop-up. Perché questa scelta?

D: I pop-up saranno delle vere e proprie scene, costruite come quelle disturbanti pubblicità. Le mascherine sono un elemento importante nell'estetica del mondo delle cam e funzionale a quel momento. Queste saranno funzionali anche in un momento in cui "qualcuno" vedrà il nostro pubblico e noi per evitare di fare 50/100 liberatorie a replica, le faremo indossare al pubblico presente in sala!

N: Che cos'e per te la pornografia e quali interazioni può avere con l'arte?

D: Non so cosa sia la pornografia o meglio non me lo voglio domandare in questa fase del lavoro. Vorrei approcciarmi al tema come se fossi il Candido di Voltaire (anche se candido non sono). Ma a parte tutto è un termine ottocentesco come origine, anche se in greco vuol dire disegno osceno o qualcosa di simile ed è un termine che è nato proprio per distinguere questi disegni o immagini dall'arte. Perciò interagisce in tutto dato che molte cose possono essere al confine tra una e l'altra.

N: Se dovessimo parlare di "efficacia" e di "confini" (non per forza intesi come limiti) della provocazione praticata nell'oggi, a te cosa verrebbe da dire?

D: Bisogna capire cosa si intende per provocazione: spesso oggi la provocazione, come anche la satira, non è efficace perché è utilizzata per far ridere e non per smuovere. Spesso si fa satira e si provoca il politico per farlo ridere di sé, interrogarlo, ma non farlo incazzare, smuovere qualcosa, fargli ribaltare la sedia, farlo licenziare. L'ormai compianto Salone Margherita, le sue ballerine e i Pippi Franchi, invitavano addirittura i politici a mischiarsi con le loro macchiette. O il Bersani che appare e fa il doppio al Crozza suo sosia/socio. Questa non è satira, non provoca, non è provocazione, perché i confini non sono più presi in considerazione come un luogo da provare a valicare, ma delle linee da rimarcare; l'efficacia non è più un obiettivo, una necessità, ma una opzione alla provocazione.

N: Come vivi il tuo essere un teatrante?

D: Come vivo il mio essere teatrante? Come l'ho iniziato: non sapevo di volerlo fare, non ero intenzionato a farlo, poi ho iniziato per fare altro (il mio primo spettacolo doveva essere la mia tesi in filosofia), poi delle persone mi hanno chiesto di lavorare con me, poi ho continuato, mi sono divertito e continuo a giocare. Lo vivo giocando.

N: Dal libro del significato dei nomi:

Dario. Dal greco Dareios, le parole persiane daraya e vahu significano insieme "che possiede il bene". Dario è pratico, socievole, eloquente e positivo, solo dopo una giovinezza incerta e un po' schiva punta alla meta. Ama la compagnia, la vita comoda e la buona tavola. Non gli piace avere difficoltà sia nella vita che con gli affetti, anzi vuole essere sempre coccolato e protetto dall'amore della sua compagna che la ricerca fedele, serena ed equilibrata. Dario è molto vanitoso, gli piace apparire, per nulla diplomatico ed incapace di curare i propri interessi. Ipocondriaco.

Nomen omen?

D: Totalmente uguale a me, tranne per il vuole essere coccolato. La mia vita è andata oltre al nome, ho passato un momento della mia crescita in totale solitudine e perciò non potevo essere coccolato da nessuno. Perché non avevo nessuno vicino a me, fino ai 18 anni. E per l'ipocondriaco. Non ho paura delle malattie perché non ne ho: ho avuto l'influenza 2 sole volte nella vita (a 8 e 14 anni), ho preso l'ultima volta l'aspirina nel 2005... difficilmente ho la febbre...

https://www.facebook.com/teatro.forsennato

Credits foto by Marco Ventimiglia

Redazione Nerospinto

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