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Holy Motors: il cinema primitivo del genio di Carax

 

 

 

 

Bisogna essere molto cinefili per amare i lavori di Carax e non perché sono intrisi di movimenti di macchina antichi e superati né perché il regista è un cineasta alla vecchia maniera, quella che ricorda le opere cinematografiche dei maestri del cinema del Novecento.

 

 

 

 

Ma perché le storie in immagini che racconta Carax scrollano gli spettatori dal tutto già visto a cui sono stati abituati negli ultimi decenni e li portano a pensare che il buio della sala cinematografica non serve per dormire o distrarsi con il cellulare ma ancestralmente è ancora il luogo deputato all’onirico dell’intelletto.

Così quando si guarda Holy Motors, ultima fatica del genio filmico di Leos Carax ci si stupisce e ci si delizia insieme. La trama confusionaria in maniera ordinata induce lo spettatore a chiedersi come mai bisogna perennemente indossare una maschera ed essere sempre qualcun altro in questo mondo.

E non solo nella nostra società contemporanea ma quasi sempre nella storia dell’umanità.

Le molteplici personalità assunte dal protagonista della storia Monsieur Oscar sono un omaggio alla creatività e insieme una condotta di vita che dalle maschere della commedia dell’arte fino ai personaggi del cinema muto non hanno mai mancato di sottolineare la necessità dell’uomo di nascondersi e camuffarsi a seconda della necessità del momento.

Per questo, alla fine, Monsieur Oscar è un uomo solo.

Un attore triste che interpreta ruoli affascinanti e meravigliosi ma che finiscono irrimediabilmente per nascondere la sua vera identità.

Perché in Holy Motors il leit motiv è appunto celarsi continuamente agli altri. Così come fa l’unico essere umano del film che ha contatti stretti con il protagonista, ovvero la sua autista, una affascinante e misteriosa donna bionda di cui anche lo stesso Oscar non sa praticamente nulla.

La genialità della narrazione filmica si basa appunto su questo particolare che rende speculari Celine e Oscar in un gioco di maschere e trasposizioni dove nessuno è mai ciò che appare.

Holy Motors è l’essenza del cinema tradizionale, primitivo ed essenziale.

Un viaggio nel passato per tutti i cinefili più convinti e pervicaci e una straordinaria scoperta per i nuovi spettatori che possono così scoprire la finzione cinematografica più pura.

 

 

Antonia del Sambro

 

 

 

 

Redazione Nerospinto

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