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La tempesta è tornata, Afterhours Club Tour 2013

Il 17 Aprile 2012 usciva Padania, l’ultimo prodotto discografico made in Afterhours. Esattamente un anno dopo siamo quasi giunti alla fine del secondo tour promozionale, quello invernale, il Club Tour.  Dopo il grandissimo successo delle date estive infatti, tenutesi perlopiù in giro per palasport e arene all’aperto, il gruppo ha deciso di regalarsi e regalare una dimensione diversa, più contenuta ed intima, se vogliamo più underground. Una sorta di ritorno alle origini, si può dire.

 

A Milano, città che ha dato i natali a cinque dei sei componenti della band,  tornano per due date al Factory, il 18 e il 19 Aprile, entrambe sold out ormai da una settimana. Ieri la prima serata, cominciata con Padania, traccia n°6 dell’omonimo disco, ha decisamente raggiunto le aspettative del pubblico.  Il locale era in effetti piccolo e l’acustica non delle migliori, soprattutto per una band che sul palco non risparmia rumori e distorsioni. Poco male però, la performance è stata grandiosa in ogni caso, specialmente per un motivo: sciolti, sorridenti e coinvolti, gli Afterhours hanno regalato la sensazione più bella che si possa dare ad un pubblico: la gioia che deriva dal suonare.

 

Dopo un anno di promozione di Padania lo spazio dedicato ai nuovi pezzi è più ampio, costringendo la scaletta a privarsi di capolavori del vecchio repertorio che emozionano sempre molto i fan, da Dentro Marilyn a Quello Che Non C’è o Ballata Per Mia Piccola Iena. Tuttavia, mettendo da parte l’affetto per le canzoni più datate, le chicche che regala la sperimentazione canora e strumentale di Padania hanno probabilmente innalzato la performance ad un livello superiore. In Io So Chi sono il polistrumentista D’Erasmo si destreggia tra il pianoforte, il crash in prestito a Prette e il suo amato violino, muovendosi da una parte all’altra del palco come se nulla fosse;  Ci Sarà Una Bella Luce, con tutte le sue variazioni interne, è sempre molto suggestiva, e la voce di Agnelli, in questo pezzo spesso a cappella, si può cogliere in tutta la sua estensione graffiata, le cui potenzialità sono sempre più espresse ogni album che passa.

 

In seguito a Bunjee Jumping, tra i brani più ricorrenti nei live per l’intensità emotiva che riesce a creare, Manuel prende il microfono e decide di fare luce su una questione su cui si sono interrogati molti fan dalla prima data del Club Tour: la mise total white. “Volevamo fare un omaggio a Papa Ciccio!”, dice. Qualche risata, un paio di battute, e si ricomincia a suonare.

 

Dopo la prima pausa, la seconda parte comincia con Punto G, pezzo estratto da Hai Paura Del Buio?, secondo album della band, largamente considerato uno dei loro capolavori. E’ qui che cominciano le sorprese; un Roberto Dell’Era molto divertito che in falsetto canta Tutti Gli Uomini Del Presidente, e La Sinfonia Dei Topi, ultima traccia dell’album live uscito nel 2001, quasi mai proposta in concerto. Momento accendini per Il Mio Ruolo, alla fine del quale i membri abbandonano il palco uno alla volta, lasciando D’Erasmo e il suo violino agli applausi del pubblico, in un emozionante assolo al centro di un cerchio di luce su un palco buio. In pieno stile Afterhours, i saluti sono ovviamente una finta. Rientrati in scena Dell’Era introduce il pezzo successivo dichiarando di averlo composto nel pomeriggio, in ascensore. La curiosità è palpabile tra il pubblico, almeno fino al momento in cui non parte il riff che rende subito riconoscibile Cold Turkey, di John Lennon.

 

A seguire le due ormai immancabili ballate di Padania, Nostro Anche Se Ci Fa Male e La Terra Promessa Si Scioglie Di Colpo, un meraviglioso intro strumentale su Bye Bye Bombay; da pelle d’oca. Verso la fine del pezzo la scena si ripete; il primo ad abbandonare il palco è come sempre Agnelli, poi Prette, Ciccarelli, Dell’era, Iriondo, D’erasmo. A questo punto sembra davvero finita, ma le luci non si alzano e la tensione resta in sala, palpabile. Saggio chi ha urlato a chi stava già levando le tende “Dove andate? Non hanno ancora finito!” perché infatti, dopo qualche minuto, eccoli li, di nuovo, a suonare Voglio Una Pelle Splendida, perfetta conclusione della performance.

 

Scaletta 18/04/2013 - Factory, Milano Padania Terra di nessuno Il sangue di giuda Spreca una vita Rapace Ci sarà una bella luce Messaggio promozionale n1 La sottile linea bianca Bunjee jumping 1996 Varanasi baby Elymania Questo pazzo pazzo mondo di tasse Male di miele Veleno

Punto G Io so chi sono Tutti gli uomini del presidente La sinfonia dei topi Il mio ruolo

Cold Turkey, John Lennon cover Vedova bianca Nostro anche se ci fa male La terra promessa si scioglie di colpo Bye bye bombay

Voglio una pelle splendida Date mancanti 19/04, Milano, Factory 24/04, Torino, Audiodrome club 27/04, Rimini, Velvet 30/04, Perugia, Urban Club

 

 

Redazione Nerospinto

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