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BeerGarden – Il giardino delle meraviglie gastronomiche in zona Isola

BeerGarden è il locale con la passione per la bevanda delle quattro stagioni nato da pochi mesi in zona Isola, a Milano. Che però non si accontenta di essere la classica, e già vista (e rivista), birreria. Un mercoledì al mese, per esempio, da BeerGarden si cena con il gelato (firmato Artico). Ci siamo stati qualche giorno  fa e qui vi raccontiamo com’è.

Nel quartiere “riemerso” di Isola – che oggi vive una seconda stagione –, tanto amato da hipster & Co, e dove si susseguono locali modaioli e nuove aperture, c’è un posto che proprio nuovo non è. Esiste esattamente dal 2012, ma è un po’ come se ci fosse da trent’anni. Al civico 15 di via Lambertenghi, infatti, ha casa il gelato artigianale di Artico, ovvero di Maurizio Poloni. Che è un maestro gelatiere di quelli che possono vantarsi di aver dato un prezioso contributo alla tradizione del vero gelato all’italiana. Ma cosa c’entra il gelato con BeerGarden? C’entra eccome. Perché la birreria chic di Isola è una creatura della grande famiglia di Artico. Che nella stessa zona ha pure una scuola di gelateria per formare i futuri chef del gelato.

Nel concept che sta dietro BeerGarden, la formula del vecchio e nuovo che si uniscono si rivela vincente: il prototipo della vecchia birreria è stato vestito con il look di oggi, per stare al passo coi tempi, con le usanze, i modi di vivere, le dinamicità che contraddistinguono una grande metropoli. Dentro fanno capolino il bancone con impianto di spillatura tecnologicamente avanzato, un tavolo conviviale con sgabelli, 70 sedute in tutto e tutto intorno il verde delle folte piante. Per un effetto giardino “birraio metropolitano” molto piacevole. Complice anche il “dehor” con 15 posti a sedere, perfetto per l’ora dell’aperitivo.

Mentre il design (che porta la firma del designer Ricky Sedini) e le atmosfere sono un po’ newyorkesi, l’artigianalità e la qualità sono decisamente italiane. Così, accanto alle birre (tutte del marchio Heineken che, tra le altre cose, ha partecipato alla creazione del format), ai cocktail (birrofili), e ai classici cibi veloci da birreria, come un Club Sandwich, una Caesar Salad, un English Fish and Chips, una mozzarella in carrozza e una focaccia, ecco che spuntano i piatti della cucina italiana, semplici ma con un pizzico di eleganza. Come per esempio Il Milanese al Sud (risotto allo zafferano con agrumi di Sicilia), il Pacchero Gentile (paccheri con pomodorini del Piennolo e Grana Padano), il Riso Terra Mare (risotto con capperi di Pantelleria, acciughe e burrata d’Andria), i Mondeghili milanesi (con caviale di melanzane e pomodori confit) e il Pinky (pancia di maialino croccante con crema di zucca e yogurt).

Abbiamo deciso di divertirci e andare oltre l’offerta standard della cucina del ristorante perché un locale come questo ha un grande potenziale e vogliamo sfruttarlo al meglio. E come se non portando tra le nostre mura ciò che di buono offre la gastronomia italiana?”, dice fiero Fabrizio Fioretti, uno dei quattro soci del locale.
Ma poiché da BeerGarden tutto è commistione e novità, il menu non rimane sempre uguale a sé stesso. Tutto cambia (e magari ritorna), di mese in mese.


E da bere? Birre in bottiglia (due IPA, una Saison, una Triple, una Lager, tre Ale, una India Pale Ale, una White Ipa, un’analcolica e una senza glutine) e alla spina (Heineken Cold, Ichnusa non filtrata, Affligem Blonde, Affligem Rouge, Moretti Ipa, Erdinger Weizen e Gasoline), vini bianchi e rossi e una drink list che contempla la birra come ingrediente. C’è per esempio l’Heineken Mule (con Vodka, succo di lime, sciroppo di zenzero, Heineken extra Cold), il Negroni spillato (con Campari Bitter, Vermouth Torino, Bitter all’arancia, Heineken extra Cold), l’Aperol B(ee)rtz (con Aperol, liquore ai fiori di sambuco, gocce di amaricante al pompelmo, prosecco, Moretti IPA), il Sardinia 75 (con London dry gin, succo di limone, zucchero, Ichnusa non Filtrata) o il Weizen Sour (con Bourbon whiskey, limone fresco, sciroppo d’acero, Erdinger Weizen, gocce di olio alla nocciola).

 
Restando sempre in tema birra, gli appassionati della bevanda sacra dei guerrieri nordici non possono mancare all’appuntamento con l’Happy Beer, ogni martedì del mese: per ogni birra acquistata, un’altra gratuita.
Un mercoledì al mese, poi, si cena con il gelato di Artico. Una vera e propria meraviglia. Una formula inedita e originale che sì, vale la pena di scoprire. A comporre il percorso degustativo a base di gelato (30 euro), che diventa così ingrediente delle ricette a tutti gli effetti, ci sono 4 piatti.
Per il primo appuntamento (quello di mercoledì 30 gennaio), il pluripremiato maestro Poloni ci ha sorpreso con una Vellutata di cannellini con gelato alla ricotta di bufala, dei Tagliolini freschi con crema di peperoni, gamberi alla plancia e gelato al pistacchio salato, Pancia di maialino su letto di yogurt al limone accompagnata con del gelato alla zucca e zenzero e per finire in dolcezza, Tiramisù con gelato alla birra. Mettetevi in fila per i prossimi due incontri: il 27 febbraio e il 27 marzo.

E il giovedì? Si va in Sardegna con un menu che porta in tavola i sapori genuini dell’isola italiana. Sempre 4 portate (più Ichnusa) al costo complessivo di 30 euro. Per avere un’idea, ecco il menu della prima serata (quella di giovedì 24 gennaio): degustazione di formaggi sardi, Gnocco con ragù di salsiccia e pecorino, Stinco di maialino con crema di fave e pane carasau e, in chiusura, Gelato alla seadas by Artico.
Se questi sono i presupposti, come può allora, il giardino birraio di Isola, non convincerci(vi)?

BeerGarden
via Porro Lambertenghi, 19
Milano
+39 02 9737 8447
dal lunedì al giovedì 12:30 - 14:30 / 18:00 - 00:00
venerdì 12:30 - 14:30 / 18:00 - 02:00
sabato 18:00 - 02:00
domenica 18:00 - 00:00
www.beer-garden.it
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Facebook & Instagram: @beergarden_isola

Artico Gelateria
via Porro Lambertenghi, 15
www.articogelateria.com

Martina Zito

Martina Zito

Lucana di nascita, casertana per 16 anni e milanese d'adozione da 3.
Sono cresciuta a pane e libri, per cui le tre cose a cui proprio non posso rinunciare sono, nell'ordine: mangiare, sguazzare tra le parole, e bivaccare sul divano.
Pignola (sempre), pessimista (quasi sempre), chiacchierona (quando voglio)

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Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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