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Berberè fa il tris a Milano con una nuova pizzeria in zona Centrale

A Milano (Centrale)Berberè, la pizzeria pop-artigianale dei fratelli Aloe, ha da poco fatto il tris. Aprendo un nuovo locale (il più grande di tutti) a pochi passi dalla Stazione Centrale della città. Nuovi wall-painting, nuovo progetto architettonico, nuovi colori, ma la stessa buona pizza di sempre.

In zona Milano Centrale, in via Cappellini 18/A, è nata qualche mese fa la terza creatura meneghina dei fratelli Matteo e Salvatore Aloe, creatori dell'insegna bolognese dedicata alla pizza artigianale con lievito madre vivo.

Che arriva dopo il successo dello storico locale in zona Isola e di quello successivo dei Navigli. 

Berberè Centrale

Il successo di Berberè

Dieci pizzerie in dieci anni. Anzi, undici, da ieri, con la seconda nuova apertura a Torino. Più due all’estero. In ordine temporale, Bologna (centro commerciale di Castel Maggiore e centro storico), Milano, Torino (via Sestriere e Piazzetta della Madonna degli Angeli), Firenze (San Frediano e Santa Croce), Roma e Verona. E poi Londra, con il nome di Radio Alice, in onore della storica radio libera bolognese degli anni Settanta.

E addirittura anche un bookmagazine semestrale (presentato a Bologna lo scorso febbraio), 24 Hour Pizza People, diretto da Martina Liverani di Dispensa: un progetto editoriale originale, spazio culturale di narrazioni sulla pizza, le città, l’arte e la contemporaneità.

Tassello dopo tassello, Berberè si è fatta conoscere in tutta Italia e si è fatta amare quasi fin da subito. Diventando un marchio di eccellenza, di una pizza unica nel suo genere e amata da tutti. Anche dalla critica gastronomica. Lo testimonia la riconferma dei Tre Spicchi nella sezione “Pizza a degustazione” della guida Le pizzerie d'Italia 2019 del Gambero Rosso.

Sala principale

La motivazione? “La formula continua ad essere vincente: un inno alla convivialità, un modello ben ripetibile (come dimostra la presenza di Berberè in varie località d’Italia) che non scende a patti in termini di qualità, sempre al top. Dietro tutto questo c’è il grande lavoro dei fratelli Aloe e di uno staff all’altezza della loro filosofia”.

La storia di Berberè

A creare il format sono stati gli Aloe Bros (Matteo e Salvatore), fratelli originari della Calabria, di Maida, precisamente. Matteo ha 24 anni, Salvatore 31. Hanno lasciato entrambi la terra natale alla volta del nord, di Bologna, per studiare economia. Poi Matteo entra nel mondo della cucina, dove conoscerà Alessandro Proietti Refrigeri (l’attuale Executive Chef di casa Berberè), e Salvatore in quello del retail.

Matteo e Salvatore

Nel frattempo consumano pizza a gogo, come tanti fuori sede. Ma a Bologna non si può certo dire che si mangia una buona pizza. E allora iniziano a pensarci loro. A un posto in città dove mangiare una pizza fatta come si deve, buona e servita con attenzione. Quel posto vede la luce nel 2010 in un centro commerciale fuori Bologna e prende il nome di Berberè.

La sua missione? Servire una pizza artigianale con solo lievito madre vivo, digeribile, senza fronzoli e in un ambiente accogliente. “Lavoriamo con ingredienti biologici e il nostro unico dogma è la qualità”, recita il manifesto dei fratelli Aloe.

La pizza di Berberè

Non è napoletana e neanche romana. Né tanto meno gourmet. È Berberè (qualcuno così ha detto). Ed è vero. La pizza di Berberè non somiglia (fieramente) a nessun’altra. È figlia dell’amore per le cose buone e genuine, di tanto studio e di tanta ricerca. Il risultato? Un prodotto leggero, altamente digeribile, che si presenta soffice dentro e croccante fuori, con un cornicione aerato e ben alveolato. Divisa rigorosamente e sempre in otto spicchi, per favorire la condivisione.

L’impasto viene fatto lievitare per 24 ore a una temperatura ambiente controllata di 24° e viene preparato giornalmente in ogni locale, così come i topping. Le farine sono biologiche, semi integrali e macinate a pietra, frutto di un percorso di ricerca e sperimentazione con Alce Nero durato anni, e contengono al loro interno fibre, vitamine idrosolubili e tutti gli oligoelementi presenti nel chicco.

E gli ingredienti (di Alce nero, Slow Food e Libera) utilizzati per il topping sono biologici per l’85%. La cottura, poi, avviene in forni elettrici con caratteristiche tecnologiche avanzate e pietra di due tonnellate, capace di garantire una cottura della pizza di altissimi livelli, mantenendo la temperatura costante a 320°C anche dopo molte infornate.

Il nuovo locale (e il menu)

Berberè Milano Centrale si trova in una posizione strategica: vicino alla Stazione Centrale, facilmente raggiungibile da Porta Venezia e a due passi dalla fermata della metro Repubblica.

Ospita 120 coperti in un ambiente (2 sale) completamente ristrutturato con l’obiettivo di valorizzarne le volumetrie originali.

L’intonaco è stato eliminato per dare luce al mattone grezzo, sono stati utilizzati colori pop e vivaci a contrasto con il mattone dipinto di calce bianca e in una parte della sala principale è stata inserita una lunga boiserie di un bellissimo verde intenso.

Anche qui, non poteva mancare, come da tradizione, il wall-painting, elemento che contraddistingue il marchio. Che questa volta vede di nuovo la partecipazione delle visual artists TO/LET, già autrici delle opere presenti nei locali bolognesi, a Firenze San Frediano e a Torino, che nel nuovo locale milanese hanno ridisegnato un ambiente onirico, un giardino acquatico in cui fluttuano suggestive creature anfibie.

Le grafiche del locale ripropongono lo stile Berberè, caratterizzato da un immaginario vintage con foto in bianco e nero montate, con la tecnica del collage, su colori accesi e vividi.

Torniamo al cibo. Il menu di Berberè è stagionale ed è tutto incentrato sulle pizze, con 16 proposte che spaziano da quelle classiche a quelle più ricercate, con alcune scelte vegetariane. Proprio in questi giorni è entrato in tutti i locali il nuovo menu primavera/estate, con pizze fresche e deliziose con gli ortaggi della bella stagione, come la Zucchine al forno, feta, olive nere, cipolle rosse marinate e fiordilatte, la Peperoni del Piquillo in crema, cipolla bianca stufata, olive nere, capperi di Salina e prezzemolo, la Melanzane al forno, pomodoro, ricotta affumicata grattugiata, fiordilatte e basilico.

Tra le classiche, c’è la Mozzarella di bufala di Caserta, pomodoro e basilico, la Acciughe di Cetara, capperi di Salina, fiordilatte, pomodoro e origano, la Olive nere, cipolla rossa saltata, pomodoro e origano. E poi ci sono quelle guarnite con i salumi all’uscita dal forno. Come per esempio la Mortadella Zivieri, patate schiacciate all’olio, asiago e prezzemolo, la Prosciutto crudo di Norcia, burrata, fiordilatte e olio all’arancia, o la Speck del Trentino, gorgonzola naturale, miele di Acacia e fiordilatte.

Le birre sono artigianali, i vini naturali e le bibite analcoliche biologiche, mentre i dolci (di questa primavera/estate) sono 4: Sorbetto al mirtillo rosso con panna montata, Torta Sacher, Semifreddo alle noci pecan e Panna cotta leggera con salsa di limone (tutti e tre firmati dal maestro pasticciere veneto Luigi Biasetto).

La cura nella formazione del personale

Anche da Berberè Milano Centrale la gestione è diretta, perché la pizzeria dei fratelli Aloe non è un franchising, e loro ci tengono a ribadirlo in ogni momento. La formazione e la cura del personale, che ha superato quota 100, permette così di salvaguardare l’artigianalità del prodotto.

L’esperienza di gusto è uguale in ogni pizzeria ed è frutto di un lavoro, durato tre anni, che ha permesso di ottimizzare al meglio la ricetta della pizza per minimizzarne i rischi nella gestione dell’utilizzo di prodotti freschi e lievito madre, garantendo sempre la stessa qualità.

Per la gestione dei locali, l’ispirazione è stata quella delle grandi catene internazionali, dove il personale scelto è attento ad ogni aspetto e dettaglio. Matteo si occupa di standardizzare i processi di creazione delle pizze in menu (sempre stagionali) e di renderli replicabili nei diversi locali, curando inoltre il progetto di crescita interna dei pizzaioli. Salvatore, invece, avendo una forte esperienza in ambito retail, si occupa della ricerca delle location e di tutta la parte di sviluppo del progetto (gestione contrattualistica, analisi delle vendite e dei consumi, ecc).

Se non siete ancora mai stati da Berberè, fatelo il prima possibile. Successo di gusto assicurato!

Berberè
Via Alfredo Cappellini 18\A - Milano
Metro 2 e 3 fermata Milano Centrale
Tel +39 0238316849
www.berbere.it

Photo Credits: Bruno Gallizzi e Roberta Sardi StudioWood

Martina Zito

Lucana di nascita, casertana per 16 anni e milanese d'adozione da 3.
Sono cresciuta a pane e libri, per cui le tre cose a cui proprio non posso rinunciare sono, nell'ordine: mangiare, sguazzare tra le parole, e bivaccare sul divano.
Pignola (sempre), pessimista (quasi sempre), chiacchierona (quando voglio)

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