CHIAMACI +39 333 8864490

|||

Cinema Spazio Oberdan presenta "Ride" per la regia di Valerio Mastandrea

Esordio alla regia per il famoso attore Valerio Mastandrea con il film “Ride”, proiettato martedì 26 febbraio al Cinema Spazio Oberdan nell’ambito del progetto della Fondazione Cinetica Italiana “Lo spettacolo della Sicurezza”, in collaborazione con Inail Direzione Regionale Lomabardia.

Carolina è vedova da ormai una settimana ma non riesce a piangere. Ascolta la musica, quella che cantava sempre con lui, quella bella. Assorta in cucina, in piedi alla finestra, seduta sul divano, non riesce a versare le lacrime che tutti le reclamano.

Ha un figlio di dieci anni che sul terrazzo del palazzo si esercita per rilasciare un’intervista ai giornali. Vuole raccontarsi e raccontare di come il padre sia morto in un tragico incidente sul lavoro, in fabbrica. Prova e riprova, finge, si ostina con il suo amico a mettere in scena il funerale del padre. Vuole dei vestiti neri perchè ai funerali ci si deve andare vestiti di nero – dice.

Nessuno riesce a fare i conti col lutto, nemmeno il padre e il fratello di Mario Secondari, l’operaio morto quella tragica mattina alle 4. Il film ci mette davanti alla realtà che spesso ci nascondiamo: un conflitto generazionale dove nascono delle ferite che né padre né figlio riescono a risanare.

“Ride” cela i sentimenti e le emozioni che nessuno riesce a raccontare, emergono solo attraverso i dettagli che tutti tendiamo a trascurare. Una soave dolcezza che colpisce intensamente, emoziona e rigenera. Merito di Mastandrea e del co-sceneggiatore Enrico Audenino che sono riusciti a raccontare una vita tremendamente tragica tra un occhio nero e una nuvola carica di pioggia.

Valerio Mastandrea

Nessun miglior titolo di “Ride” poteva sintetizzare la continua ricerca di equilibrio che attraversa e scalfisce tre generazioni: la moglie di Mauro, Carolina, il figlio di dieci anni e il padre, un anziano operaio che vive come gli altri sul male, poco lontano da Roma. È proprio lui, Renato Carpentieri che interpreta la figura più tragica: devastato dal senso di colpa per non essersi impegnato nelle giuste battaglie operaie che avrebbero salvato la vita al figlio. A tormentarlo come un incubo, arriva anche la ‘pecora nera’ della famiglia. Stefano Dionisi interpreta l’altro fratello che sotto forma di fantasma riporta alla mente il mondo del lavoro, quello a cui tutti, volenti o nolenti, apparteniamo e che è ormai beceramente sfaldato.

Valerio Mastandrea firma il suo esordio da regista con leggerezza ma non superficialità. Profondo e sorprendente, ci regala una visione non così scontata sulla lotta dei sentimenti a cui siamo giornalmente destinati. Un’ironia contagiosa che racconta temi di grande portata, una commedia malinconica senza precedenti. Il colore bianco di questa morte va sottolineato, le sfumature di quell’appartamento intriso di dolore devono essere ricondotte a dei colori più intensi perché l’equilibrio è precario, ma non deve mai sfuggire di mano.

Margherita Maroni

Amo la poesia, la matematica è solo un diletto. Leggo giornali, scrivo articoli e amo imparare. Lilli Gruber wanna be.

Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

coupon-code-amazon-deal-codici-sconto-amazon

immobili sanremo

Instagram

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

 

 

Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze per inviare messaggi promozionali sulla base dei comportamenti degli utenti. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.