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Expo 2015: i padiglioni da vedere assolutamente

Siamo stati a Expo e abbiamo stilato una classifica, quella con i padiglioni che ci hanno convinto di più, per bellezza e contenuti.

1. Padiglione Zero

Se arrivate a Expo con i mezzi pubblici è il primo padiglione che incontrerete, quello più didascalico, un’introduzione al tema “Nutrire il pianeta, energia per la vita” attraverso una serie di spazi, alcuni davvero spettacolari, che ripercorrono la storia dell’uomo sul pianeta e del suo rapporto con il cibo. Detto così fa molto lezioncina, invece il padiglione stupisce per raccontare aspetti non comuni, come il paradosso della quotazione degli alimenti in borsa. Fino ad arrivare alle buone pratiche sparse per il pianeta, quelle a cui ispirarsi per il futuro. Consigli: spalancate gli occhi nella sala iniziale e abituatevi al buio e guardate con attenzione il video finale.

2. Corea

I coreani ci piacciono per la loro convinzione con il quale sciorino la soluzione per salvare il mondo: si chiama hansik ed è l’alimentazione nazionale coreana, basata sui concetti di equilibrio, fermentazione e conservazione. Spettacolare la sua presentazione all’interno del padiglione Expo: la stanza dell’equilibrio con le due braccia meccaniche che girano a 360 gradi e quella della conservazione da centinaia di giare con i suoi altrettanti schermi che mostrano le stagioni dell’anno. Si esce con la voglia di assaggiare l’hansik – ovviamente c’è il ristorante a portata di mano.

3. Israele

La premessa è d’obbligo: sono autoreferenziali, spocchiosi e a volte stucchevoli, con la cultura yiddish del “salviamo noi il mondo” portata ai massimi livelli. Però è da vedere. In primis, perchè Israele sul suo territorio ospita una vasta zona desertica, il Negev, dove, da decenni, sperimenta colture e metodi agricoli  innovativi. Il padiglione Expo racconta questo, attraverso tre “filmati” virtuali ben fatti. Bello anche fuori con il suo “giardino verticale”.

4. Svizzera

La Svizzera è quella che ha centrato “il punto”. Non ha tanto badato ad architetture vistose o appariscenti, ma sul concetto, riassunto nella scritta sulla torre centrale: “Ce n’è per tutti?”. Un grande magazzino conserva scorte di sale, acqua, mele e caffè. Ognuno può prelevare gratuitamente le quantità desiderate di questi alimenti. Ma le quantità giornaliere sono limitate, pertanto se il pubblico è troppo avido, lascia a bocca asciutta chi li segue. Ecco il semplicissimo quanto efficace ragionamento svizzero: le risorse non bastano a tutti, cerchiamo di pensare anche agli altri e di limitare i nostri consumi.

Info: entrata da prenotare; necessario farlo all’ingresso del padiglione. Turni da 15 minuti, dalle 10 fino alle 21.

5. Emirati Arabi Uniti

Uno degli spazi più spettacolari dell’esposizione, grazie ad una struttura affascinante in cui sembra di essere immersi tra le dune del deserto. Tre gli spazi in cui si è guidati in si fanno domande e risposte sui temi della sostenibilità, delle risorse e dell’ambiente desertico: la tecnologia con gli ologrammi è un’esperienza da provare.

6. Germania

Quello crucco è forse il padiglione di Expo più interattivo, tanto sembra quasi un museo della scienza di ultima concezione. Si potrebbe starci dentro ore intere. Pragmatici come al solito, i tedeschi sono stati bravi nel compitino di proporre i concetti legati all’alimentazione del futuro, alla conservazione della biodiversità, all’importanza del clima, dell’acqua e della terra, sia nel creare un percorso che coinvolge grandi e piccoli. Il gran finale è lo show “Be(e)active”: i visitatori possono sperimentare un volo sulla Germania (attraverso 3mila schermi che proiettano paesaggi tedeschi) dalla prospettiva di due api in volo, il cui movimento è diretto da un direttore d’orchestra.

7. Giappone

Qui la fila è quantificata da un cartello con l’attesa. D’altronde in Giappone tutto deve essere sotto controllo. L’altro concetto cardine è quello dell’armonia: solo l’armonia può portare a un futuro migliore. Belle suggestioni accompagnano il visitatore, fino ad arrivare al ristorante del futuro, dove si interagisce con un paio di bacchette.

8. Angola

Il miglior padiglione africano si caratterizza per la forma stilizzata di un baobab africano posta al centro della struttura. L’altro aspetto caratteristico che merita la visita sono gli spazi verdi coltivati con piante, ortaggi e frutta tipiche del Paese. Da visitare perchè è colorato e allegro. Serve altro?

9. Belgio

Tra i piccoli padiglioni quello del Belgio è interessante più di tanti altri. Perché abbina la grande arte del cioccolato a soluzioni innovative per l’agricoltura, come le coltivazioni acquaponiche. Ed è uno dei pochi Paesi che parla apertamente degli insetti come possibile soluzione alimentare del futuro. Certo, poi ci sono anche le birre

10. Colombia

Tra gli Stati sudamericani, è quello più bello. Il padiglione si compone in base alla geografia del Paese e sui diversi tipi di ambiente e di clima che si trovano nel suo territorio. Si viaggia dal clima caldo fino a quello andino, passando da una fascia climatica all’altra, con spiegazioni sulla flora, sulle coltivazioni, sulla potenzialità turistica: molti i video ben realizzati, tra cui quello finale, che vi strapperà senz’altro un sorriso.

 Marco Trabucchi

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Redazione Nerospinto

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