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Apriamo il mese di Novembre con la mostra "Honey Moon 1", visione personale di un Giappone “amoroso” visto e vissuto durante una fresca luna di miele intrisa d'amore, per sussurrare la silenziosa maestosità di una nazione paragonabile ad una bellissima donna profumata, delicata, pura e piena di forza.
Silvia Giovanardi, giovanissima Fashion Designer e Fotografa, si specilizza fin da subito nella pregiata arte della fotografia naturalistica attraverso lo studio dei dettagli, avvalendosi di gloriose e antiche macchine fotografiche reflex analogiche. La sua passione per il fashion Design corre parallela con la sua evoluzione fotografica che l’ha portata, dopo i suoi studi presso lo IED di Milano, a fare il grande passo: entrare nel meraviglioso mondo di una macchina a telemetro digitale, rivoluzionando e stimolando la qualità del suo lavoro.
Silvia Giovanardi stampa su tessuto i suoi capolavori fotografici per confezionare capi tridimensionali, che raccontano una storia: la sua storia.
Le opere rimarranno in mostra dal 4 al 13 novembre al Mono Bar, locale gay friendly caratterizzato dagli arredi vintage anni '60 nel cuore di Porta Venezia.
MONO Bar Via Lecco 6, 20136 Milano 339 4810264 FB/MONO-Bar Ufficio Stampa Rosaspinto Indira Fassioni Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 333 8864490

Venerdì 6 novembre alle ore 21:00 Spazio Epoca, di Via Parenzo 7, presenta Peperoncino Night, una serata alla riscoperta dei sapori caldi, dedicata alle danze della tradizione salentina dove non mancheranno la musica dal vivo e le migliori proposte street food, rigorosamente made in Sud.
Debuttano per la prima volta in una delle serate firmate Peperoncino Night, Le Tre Sorelle, trio indipendente che ha fatto dei brani tradizionali rivisitati il loro cavallo di battaglia, con esibizioni a cappella o sulle note di strumenti di accompagnamento tipici come la fisarmonica, l’organetto, la chitarra battente, i tamburi a cornice e le percussioni.
Durante la serata Peperoncino Night, si esibiranno anche le Moirarmoniche, altro trio femminile noto nel milanese e nel napoletano, che nasce dal mix di suoni e voci che caratterizzano il Sud Italia.
Spazio Epoca, location adatta ad ogni tipo di evento, offrirà l’ambientazione perfetta per un susseguirsi di danze, canti regionali, ballate, canti sociali, valzer e le immancabili pizziche e tarantelle.
Peperoncino Night si concluderà con un finale “tammuriato” e “pizzicato” grazie alla jam session dei Pizzicao con i loro migliori musicisti del panorama tradizionale, tra cui Antonio Ricci, Rosa Maurelli e Emanuele Ammendola. Ma le danze non avranno facilmente fine e in conclusione di serata, ad animare la pista di Spazio Epoca sarà il dj set di Dj Dafne & Bless.
Peperoncino Night parlerà di Sud anche con i sapori: una selezione del migliore street food meridionale fornito da L’apuccia Salento in movimento, Friselleria salentina e Pantura storie di cibo.
Un’occasione unica per godersi una serata all’insegna del buon cibo e per divertirsi sulle note delle migliori band live della tradizione del sud Italia.
Info:
PEPERONCINO NIGHT Venerdì 6 Novembre alle ore 21:00 C/O Spazio Epoca Via Parenzo 7, Milano www.spazioepoca.com www.peperoncinosudfestival.com/ peperoncinosudfestival@gmail.com Cell: 346/6843707 Ingresso concerti: € 5,00
Un uomo e una donna sono rifugiati in un teatro insieme al pubblico. In questo spazio di illusoria salvezza e resistenza attendono l’arrivo di qualcuno o qualcosa: la fine del mondo? Un nuovo inizio? la Rivoluzione? Forse arrivano gli Zombi.
Gli Zombi siamo noi. La Zombitudine è la nostra condizione quotidiana. Stretti tra l’emergenza di un evento imminente e devastante e una quotidianità claustrofobica si fa fatica a riconoscere il pericolo o la salvezza: la vita da assediati è divenuta normalità. Quella dello Zombi allora è l’immagine della nostra fine, ma è anche un’immagine di speranza, l’unica prospettiva di rinascita, l’unica forma di vita alternativa al dominio di banche, finanza e multinazionali. L’unico Risorgimento possibile per noi e il nostro Paese è un Risorgimento Zombi. Zombi di tutto il mondo uniamoci!
Dalla rassegna stampa
"La coppia Timpano/Frosini - grandi irregolari del teatro, irridenti, graffianti, volutamente irritanti e politicamente scorretti - confeziona un testo che dovrebbe sembrare un non testo, aleatorio, magmatico, apparentemente improvvisato, ma che invece è un testo vero, di stralunata qualità poetica. (…)
Che li si prenda singolarmente oppure in coppia, Elvira Frosini e Daniele Timpano sono fra le presenze più imprevedibili e provocatorie del teatro italiano di oggi: ogni loro intervento graffia, disturba, spiazza la sensibilità dello spettatore. Il loro nuovo spettacolo si intitola non a caso Zombitudine, e vuole assumere sarcasticamente la condizione dei morti-viventi come emblema dell’Italia di oggi, metafora di una fine collettiva, ma anche di una paradossale speranza di rinascita."
Renato Palazzi, Il Sole 24Ore
Info:
Elfo Puccini, sala Bausch – c.so Buenos Aires 33, Milano Dal 3 all'8 novembre Mar/sab ore 19.30, dom ore 15.30 Intero 30.50 € - Ridotto giovani/anziani 16 € - Martedì 20 € Info e prenotazioni: tel. 02.0066.06.06, www.elfo.org
Anarchica, estremistica, insolente la Salomé di Wilde è poco nota in Italia, forse messa in ombra dalla popolarità della versione operistica di Richard Strauss. L’autore inglese l’aveva composta nel 1891 a Parigi, pensando – pare – a Sarah Bernhardt, al suo orientaleggiante esotismo, alla sua voce recitante.
Ferdinando Bruni e Francesco Frongia ne hanno firmato nel 2011 una personale versione (che ora torna in scena con qualche variante), intrecciando al tessuto di questo atto unico brani tratti dalle ultime opere dello scrittore (in particolare dalla Ballata del carcere di Reading e De Profundis) e tratti da testimonianze, interviste e dichiarazioni.
Tra gioco e rito questa inquietante Salomé, interpretata unicamente da uomini, va in scena nel baraccone di un circo o di un luna park di periferia. Mavor Parker (personaggio di fantasia che richiama due amanti di Wilde che divennero suoi accusatori quando fu processato per sodomia) invita il pubblico a entrare “nel serraglio” dove potrà ammirare un prodigio: il Poeta, “il Gran Sacerdote della Corrente Estetica Moderna che raccolse tutti i sistemi in una sola frase, tutta la vita in un epigramma”.
In uno spettacolo in cui le identità dei personaggi sono destinate a moltiplicarsi, Ferdinando Bruni si cala inizialmente nei panni dello scrittore, incatenato in carcere (dove fu effettivamente recluso dal 1895 al 1897), poi in quelli del profeta Iokanaan, anch’egli prigioniero, e infine dà corpo e voce a Erode, innamorato della giovane Salomé (che in questa ripresa viene interpretata da Mauro Bernardi). Enzo Curcurù è Mavor Parker, il Giovane siriano e Erodiade. Tutti personaggi che, tra gli eccessi di lustrini, paillettes e gioielli, ritrovano la loro dimensione tragica: uomini dallo sguardo di fanciulla, satrapi decadenti, vecchie vogliose, prigionieri da esibire senza pudore ma capaci di riaffermare la dignità di “un amore che può finalmente dire il suo nome”. E le parole di dolore che segnano le ultime opere dello scrittore si intrecciano con le loro battute per ricordarci che “ognuno uccide ciò che ama”.
Info:
Elfo Puccini, sala Fassbinder, corso Buenos Aires 33, Milano Dal 3 al 22 novembre Mar-sab ore 20.30, dom ore 16.00 – ATTENZIONE: lunedì 9 novembre ore 20.30 / Domenica 15 novembre RIPOSO. Intero 30.50 € - Ridotto giovani/anziani 16 € - Martedì 20 € Info e prenotazioni: tel. 02.0066.06.06, www.elfo.orgDragpennyopera, l'ultimo lavoro delle Nina's Drag Queens, è ispirato a The Beggar's Opera di John Gay, anti-opera satirica scritta nel 1728 che nel corso della storia è andata incontro a molte riscritture e adattamenti (uno anche da parte del nostro Dario Fo). Inutile dire che il più famoso di questi remake è L'Opera da tre soldi di Brecht/Weil.
Il gusto della commistione e del pastiche è uno dei punti di forza dello spettacolo: l’opera settecentesca di John Gay miscelava, già allora, la musica colta e la canzone da osteria, la presa in giro del “gran teatro”, la satira più nera, e soprattutto adattava canzoni note al pubblico. Allo stesso modo le Nina’s Drag Queens attingono al repertorio della musica contemporanea: ironia, gioco, e contaminazioni, tra Bellini e gli Eurythmics, Rita Pavone e M.I.A., fino a una versione rock al femminile di Ricominciamo di Adriano Pappalardo. In Dragpennyopera inoltre i playback (su tutte, sempre, Mina e Raffaella Carrà) sono inframmezzati da qualche piccola sorpresa live. A creare l'atmosfera ideale, si aggiungono le musiche eseguite al piano da Diego Mingolla: composizioni originali che riecheggiano con delicatezza celebri melodie, tra pop ed espressionismo.
La riscrittura riduce a cinque personaggi femminili il variegato mondo di John Gay. Sono le donne del bandito Macheath: Polly, la moglie, figlia dell'imprenditrice Peachum; Lucy, l'amante, figlia di Tigra, capo della polizia; Jenny, prostituta e antico amore. Macheath ripercorre la vicenda a ritroso come la voce di un vecchio film, o un'ombra sulla coscienza: l'unico uomo, l'eterno assente, amato, odiato, e infine spolpato fino all’osso. Ancora una volta uno spettacolo corale, come vuole la poetica del gruppo. Ancora una volta personaggi estremi nei sentimenti e nei comportamenti, pantomime circensi, femmine animalesche e inquietanti. Eppure divertenti, esagerate, ironiche: drag queen, insomma.
La scena ricorda un teatro abbandonato: un sipario senza più ragion d'essere, quinte sfondate, frammenti di specchi, praticabili sghembi. È un mondo che ha ormai perso il suo antico splendore. I costumi di Gianluca Falaschi e la scenografia di Nathalie Deana ne conservano solo poche tracce che covano, pronte ad esplodere in un lieto fine dichiaratamente falso e falsamente liberatorio, fra drappi fucsia e lamé. Un gioco teatrale che sia un’opera buffa e, insieme, un’opera seria. Un cabaret agrodolce, dai tratti mostruosi e scintillanti.
Info:Elfo Puccini, sala Shakespeare, corso Buenos Aires 33, Milano Dal 3 all'8 novembre Mar-sab ore 21.00, dom ore 16.30. Intero 30.50 € - Ridotto giovani/anziani 16 € - Martedì 20 € Info e prenotazioni: tel. 02.0066.06.06, www.elfo.org
La chimera è fonte di diverse interpretazioni: rappresenta figure fantastiche, mitiche o grottesche, creature ibride che possiedono gli attributi di diversi animali, ma allo stesso tempo anche sogni, desideri irrealizzabili e utopie. Chimera è l’incontro di 30 artisti francesi e italiani che appartengono a diversi panorami artistici contemporanei quali il lowbrow, il pop surrealismo, la street art e il mondo del tattoo. C215, Eric Lacombe, Veks Van Hillik, MrDjub per la Francia e Saturno Buttò, Diamond, Sicioldr, Lucamaleonte per l’Italia sono solo alcuni degli artisti che, attraverso le più svariate tecniche, rappresentano la visione di questo tema ricco di simboli.
Questi i nomi degli artisti esposti: Albane Simon, Alexandre Nicolas, Anne-Marie Cutolo, Aurore Lephilipponat, Bafefit, Beatriz Mutelet, Claudia Ducalia, C215, Delphyne V, Diamond, Eric Lacombe, FrédéricVoisin, Jean François B., Koralie, Isabelle Vialle, Layral, Lucamaleonte, Marc Socié, Michele Guidarini, MrDjub, Murielle Belin, Neirus, Nicola Alessandrini, Paul Toupet, Rocco Lombardi, Saturno Buttò, Sicioldr, Steve Taniou,Trëz, Veks Van Hillik.
Giovedì 26 novembre, dalle ore 19:30, si terrà il vernissage, arricchito dalle performances di Sebastien Layral, Aurore Lephilipponat e Jean Francois B. Il set acustico sarà a cura di Simone Salvatori con la band Spiritual Front.
CHIMERA Orari: Martedì – Venerdì 13.00 - 19:00, Sabato 10:00 - 14:00 Institut Français Centre Saint Louis Largo Toniolo 20/22 – Roma Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.ifcsl.com
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Domenica 8 novembre 2015, alle ore 11.00, presso il Teatro Manzoni di Milano, si inaugura la trentunesima stagione di “Aperitivo in Concerto”. Sarà una festa in piena regola: per la prima volta in Italia, si esibirà un gruppo già acclamato in tutto il mondo, guidato dall’eccezionale cantante israeliano di origini yemenite Ravid Kahalani.
Yemen Blues è un esplosivo miscuglio di estatiche melodie mediorientali, ritmi africani, arabi ed ebraici, influenze caraibiche, jazz e funk. Dagli Stati Uniti al mondo arabo, Yem Blueens è diventato un gruppo di riferimento per la sua spettacolare capacità di fondere culture e di allacciare un dialogo fra le più diverse tradizioni, grazie all’abilità di creare una trascinante festa comunitaria, un evento in cui un gioioso messaggio di fratellanza e di scambio viene trasmesso attraverso la musica, in cui la creatività sembra non avere confini.
Kahalani è un interprete fuori dal comune: classe ’78, è nato in un contesto in cui il canto viene coltivato con passione per una millenaria tradizione; inizialmente allevato al canto sinagogale, per un lungo periodo si distacca dalle tradizioni religiose e familiari, dedicandosi allo studio della vocalità afro-americana attraverso il blues e il soul. Con il trascorrere del tempo, Kahalani fa ritorno alle sue radici, appassionandosi alle culture musicali arabe, che studia sotto la guida del chitarrista e liutista Alon “Amano” Campino. Nasce così il suo peculiare stile interpretativo, che fonde radici orientali e africane con le tecniche vocali della soul music afro-americana ed affronta un repertorio che esplora il repertorio nubiano, gnawa, tuareg, saidi e bambara, a cui affianca la tradizione arabo-yemenita e quella ebraico-yemenita. Kahalani è dotato di una potenza evocativa pressoché unica come la sua capacità di coinvolgere il pubblico in un vero e proprio rituale creativo.
Yemen Blues è composto da strumentisti eccezionali, fra i quali spiccano anche le presenze di Shanir Blumenkranz, artista di riferimento nei gruppi guidati da John Zorn, del ben noto tastierista Brian Marsella, altro prediletto di John Zorn, e di due fenomenali percussionisti come Itamar Doari e Rony Iwryn. Virtuosismi vocali e strumentali, tradizioni millenarie e contemporaneità si uniscono in un torrenziale flusso di musica che sa abbinare con uguale intensità impegno e intrattenimento: un concerto d’apertura che, per la sua completa identificazione con la filosofia di “Aperitivo in Concerto”, finestra sempre aperta sul mondo, non poteva essere più adatto e più coinvolgente.
APERITIVO IN CONCERTO – RAVID KAHALANI Info: www.aperitivoinconcerto.com www.teatromanzoni.it Biglietti: www.Ticketone.it Call Center 892.101
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Dopo la campagna di successo dei nomi propri e delle scritte personalizzate, ecco l’ultima geniale trovata di casa Ferrero: i vasetti di Nutella con scritte in dialetto per augurare il buongiorno nella lingua più familiare fra tutte.
Sulle etichette dei barattoli della Nutella, quindi, a partire dal 12 Ottobre, potrete trovare le Dialettichette, ovvero le più tipiche espressioni regionali che non smettono mai di emozionarci e sorprenderci ogni volta che le sentiamo.
Si sa, la lingua italiana contiene al suo interno moltissime varianti dialettali che differiscono a distanza di pochi chilometri e non si può ridurre una simile iniziativa alle solite espressioni che hanno da tempo superato l’area linguistica di provenienza: “jamme jà”, "dajè" e "alùra".
Allora, proprio per rintracciare quelle più entusiasmanti e divertenti del nostro Paese, Ferrero ha coinvolto un team di esperti linguisti delle università di tutto il territorio nazionale, guidati dal prof. Francesco Avolio dell’Università degli studi dell’Aquila.
Il progetto ha così diviso l’Italia in 16 differenti aree linguistiche e selezionato 135 espressioni dialettali, diventate tutte etichette da applicare al vasetto di Nutella e riunite addirittura nel Manuale Linguistico dell’Entusiasmo, riservato ai veri amanti delle varietà linguistiche del nostro Paese.
Nel caso in cui in negozio non si trovasse quello che si cerca, collegandosi al sito di Nutella o alla sua pagina Facebook si potrà scegliere tra le 135 espressioni dialettali disponibili quella preferita e ottenere un personalissimo barattolo virtuale da condividere sui social network con hashtag #nutelladialetti.
Nutella è da sempre nelle nostre case e da oggi parla proprio come noi.
Nutella Dialettichette Disponibili dal 12 Ottobre
Il nome completo della nostra icona è Barbara Millicent Robert, ma per le bambine è nota semplicemente come Barbie. Chi non ne ha avuta almeno una? Chi non ha sognato una casa delle barbie da decorare con piglio e dedizione?
Definirla una bambola è decisamente riduttivo. Barbie è un’icona globale, che riesce ad abbattere ogni frontiera linguistica, culturale, sociale, antropologica e in 56 anni di vita ha rappresentato 50 nazionalità diverse ed intrapreso oltre 150 carriere. Ed è grazie alla sua rinomanza mondiale che il Museo delle Culture di Milano le dedica una mostra curata da Massimiliano Capella: Barbie. The Icon, prodotta da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e promossa dal Comune di Milano-Cultura.
Da oggi, giorno inaugurale, sino al 13 marzo 2016, la mostra racconterà l’incredibile vita di questa donna che invecchia solo per l’anagrafe e che si è fatta interprete delle trasformazioni estetiche e culturali che hanno contraddistinto oltre mezzo secolo di storia.
La mostra sarà articolata in 5 sezioni e preceduta da una sala introduttiva, Who is Barbie, dove si troveranno i 7 pezzi iconici e rappresentativi per decadi dal 1959 ad oggi, oltre la time line, le curiosità, i numeri e il making off globale di Barbie per sapere subito di chi si tratta.
Info: Sede: MUDEC – Museo delle Culture via Tortona 56 – Milano Dal 28 ottobre al 13 marzo 2016 Orari: Lunedì 14.30‐19.30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica 09.30‐19.30; giovedì e sabato 9.30‐22.30. Info e prenotazioni www.ticket.it/mudec Tel. +39 0254917 www.mudec.it

Una cena diversa dal solito con un delitto da risolvere, un’occasione di diventare investigatore per una sera. Sardò diventa lo scenario suggestivo per una cena indimenticabile e un Halloween fuori dall'ordinario. Un’atmosfera surreale e imperscrutabile, accompagnata da un menù dai tipici sapori sardi.
Nebbie di Alghero La presenza costante del mare. Con il suo mistero, tra segreti inconfessabili che tornano dal passato, intrighi, ambizioni, delusioni e speranze. Un giorno d’autunno. Il comandante di Porto Conte, sparito da alcuni giorni, ricompare senza memoria. Un ricco commerciante è stato ucciso. Il fratello torna, dopo moltissimi anni, per il funerale. La moglie del morto lo accoglie con turbamento. La domestica del comandante del porto nasconde qualcosa. Un misterioso figlio cresciuto chiamando padre l’uomo sbagliato. Cosa lega tutti i personaggi? Riusciranno gli investigatori a consegnare un assassino all’umana giustizia?
Cos’è una cena con delitto? La Cena con delitto è un gioco teatrale interattivo, una via di mezzo tra un gioco di ruolo dove i giocatori fanno parte di una squadra e non assumono un'altra identità- e uno spettacolo teatrale dove gli spettatori sono i veri protagonisti della vicenda. Tra una portata e l'altra, i commensali scoprono di essere chiamati a ricoprire il vero e proprio ruolo di investigatori: divisi in squadre e affiancati da un gruppo di attori professionisti che interpretano tutti i ruoli necessari a mandare avanti la storia, avranno il compito di risolvere un intricato giallo. Attraverso l'analisi degli indizi, la consultazione delle prove e l'interrogatorio dei testimoni (ma stando ben attenti che i testimoni possono mentire e gli indizi essere depistaggi!) sono chiamati a scoprire chi è l'assassino e perché ha commesso il crimine. E davvero sono gli spettatori a dare la risposta finale: il primo gruppo di investigatori che dà la risposta esatta scoprendo assassino e movente vince il gioco!
Come funziona una cena con delitto? Nella Cena con Delitto i partecipanti divisi in squadre -ogni tavolo da 8/12 persone è una squadra- diventano squadre investigatori e si trovano alle prese con un misterioso giallo. Per risolverlo possono: ascoltare i racconti dei testimoni; consultare gli indizi materiali che vengono man mano presentati; interrogare i testimoni -chiamandoli al loro tavolo e rivolgendo loro due domande per ogni turno di gioco. Vince la squadra/tavolo che per prima scopre assassino e movente. La cena con delitto è divisa in tre parti scandite dalle portate: 1. prima del primo introduzione del gioco presentazione della scena del crimine e dei testimoni e racconto dei testimoni; 2. tra il primo e il secondo consultazione degli indizi e interrogatori dei testimoni; 3. Il dolce chiude in festa il gioco. Non mancheranno sorprese per la squadra vincitrice.
Per la serata Sardò ha pensato ad un menù ad hoc a base di specialità sarde, luogo in cui si svolge il delitto.
Antipasto Mini Cheesecake salato con ricotta di capre e dadolata di verdure Primo Degustazione di Culurgiones Secondo Porcetto con patate arrosto al profumo di Mirto Dolce Gelato artigianale Sardò Bottiglia di vino Cannonau ogni quattro persone Coperto, acqua, caffè, mirto
Studio Novecento è un'associazione culturale e di formazione con sede a Milano fondata da Marco Maria Pernich e dagli allora giovani attori della sua scuola di teatro. E' molto attiva in tutta la Provincia di Milano e inserita in una rete europea di incontri e scambi. STN-Studionovecento è una piccola società, un piccolo Teatro, ma ha la forza della idee, l'energia della passione, il coraggio di rischiare, una fede incrollabile in quello che fa e il senso che in un momento di enormi trasformazioni mondiali non esenti da pericoli è necessario che ognuno faccia ciò che può per contribuire a costruire il mondo di domani.
Sardò Sardinian Street Food Dall’incontro di due giovani sardi, Andrea e Vincenzo, una milanese che sembra sarda, Chiara, e un milanese che ama la Sardegna, Aldo, nasce Sardò: il primo Street Food Sardo italiano. Il porceddu, il pane carasau, le casadinas, il mirto, il pecorino, la mustela sono prodotti dal sapore deciso e inimitabile, che sapientemente abbinati danno vita ad un cibo da strada contemporaneo e di alta qualità. Da Sardò Andrea e Vincenzo, col prezioso aiuto di Severino, Nicole e Pauline, accolgono i clienti col calore della loro terra e preparano ogni specialità con attenzione al minimo dettaglio.
Info: Sabato 31 ottobre, alle ore 20.30. Via Verziere 3 (l.go Augusto) Costo 45,00 € In collaborazione con Associazione Studio Novecento Solo su prenotazione Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Sardò Sardinian Street Food 02 36638630 www.sardostreetfood.com Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Fb/Sardò
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