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Milan Extraordinaire è il primo festival italiano dedicato alle performances di spettacolo dal vivo: burlesque, cabaret, circo retro e varietà. Dal 26 al 29 novembre a Maison Milano sarà inaugurato il Festival, in cui figureranno 3 categorie di premi, più di 40 performers ed artisti internazionali, workshop e cultura vintage.

Prodotto da Mitzi Von Wolfgang, fondatrice della prima scuola di burlesque e cabaret in Italia nel 2008. Oltre a collaborare con le più grandi star e insegnanti del burlesque a livello mondiale (Academy of burlesque and cabaret, Burlesque Hall of fame finishing school, etc), è ufficialmente la più acclamata coach di autostima e seduzione presso le televisioni italiane (“Lady burlesque”, “Missione seduzione”, “Cambio vita”, etc) nonché membro della giuria delle tre edizioni del Festival di burlesque - Milan burlesque Awards. Insieme a lei, Giorgio Marchisio, imprenditore nel settore della ristorazione, del catering e del divertimento, che ha creato e gestito Maison Milano, uno dei locali più attivi nella programmazione di spettacoli dal vivo.

Con Milan Extraordinaire, gli spettatori avranno l'occasione di immergersi nell'ambiente prodigioso e fulgente del neo-variété, popolato da artisti che nell'esibirsi si ispireranno anche alle atmosfere del passato. Tra meravigliosi costumi, effetti speciali, raffinato erotismo e intrattenimento di classe, il festival sarà un turbillon di ali dorate e piume di struzzo, di veli trasparenti e bolle eteree che si librano nell’aria. Un turbinio di colori, suoni, espressioni e corpi sinuosi in un viaggio che, richiamando diverse dimensioni temporali, si configura come un'entusiasmante avventura senza tempo. Si apre quindi una finestra sull'universo poliedrico di artisti e performer, protagonisti della scena italiana e internazionale che darà modo al pubblico milanese di ammirare personaggi di straordinario talento e di scoprire spettacoli spesso inediti in Italia e di rado proposti su un unico palcoscenico.

Il Festival si svolge al Maison Milano (www.maisonmilano.it) e prevede, oltre alle serate classiche, anche workshop e seminari guidati da importanti star del genere burlesque e cabaret. Il programma dettagliato è indicato sul sito del Festival, www.milanextraordinaire.it.

Il festival inoltre sarà l’occasione per vedere in anteprima una selezione di creazioni e pezzi unici che saranno in vendita presso “à rebours vintage”, il nuovo concept store, in arrivo prossimamente in zona Città Studi. Il negozio vende prevalentemente abiti originali vintage, con una sezione da giorno, ma che è soprattutto dedicato agli abiti da sera degli anni ‘50 e ’60, provenienti dalle maggiori capitali europee e dagli USA, con i relativi accessori (cappellini, stole, guanti, occhialini, borsette, autentica bigiotteria americana dell’epoca e una piccola selezione di scarpe vintage). Oltre agli abiti vintage, però, l’anima “trasgressiva” e controcorrente dello store si rivela nella vendita di costumi per l’arte burlesque e cabaret, tutti realizzati a mano.”A' rebours vintage” propone altresì una ridotta selezione di biancheria intima in stile retrò, dei profumi esotici, dei cosmetici e dei prodotti per il corpo dal packaging rigorosamente vintage.

 

Giuria e ospiti internazionali (fuori concorso) Gypsy Charms - Giuria e Workshop Dr. Gypsy Charms lavora nel cabaret da più di un decennio. Ha fatto il dottorato di ricerca sullo striptease, insegnando e facendo esibizioni in vari paesi europei. Produttrice e presentatrice di innovativi e dissacranti cabaret show a Glasgow ed Edimburgo, vanta numerose collaborazioni televisive: Sky Uno, Canale 5, BBC e Channel 4.

Eve La Plume - Giuria e Workshop

Eve La Plume è una delle artiste più rappresentative e iconiche del panorama del burlesque in Italia. E’ ospite fissa al Ballo del Doge di Venezia, dal 2012 si esibisce nell’opera teatrale a lei dedicata “Ultimo Spettacolo” e prosegue nella tournée italiana e europea dei suoi show, e nei programmi della Rai dedicati al burlesque.

Cleo Viper - Giuria e Workshop

Cleo Viper è l’artista Burlesque italiana più rappresentativa all’estero di un Burlesque elegante, misterioso, di chiaro richiamo agli anni ’20, inconfondibile nella sua teatralità e cura dei particolari. Dal 2013 ogni anno è classificata nelle 50 figure Burlesque più influenti al mondo dal prestigioso magazine 21st Century Burlesque; nel 2012 e 2013 è stata l’unica Artista italiana ad essere selezionata per partecipare agli Oscar del Burlesque “Burlesque Hall Of Fame” a Las Vegas, per il titolo di Queen Of Burlesque.

Attilio Reinhardt - presentatore

Presentatore ed entertainer a tutto tondo, Attilio Reinhardt è tra i pionieri italiani del burlesque, tanto da essere definito l’”Ambasciatore del burlesque in Italia”. E’ considerato un’autorità nel settore, intervistato anche, tra gli altri, dal Corriere della Sera, Il Giorno, Canale 5, Sky, La7, Radio Deejay, RMC. Ha condiviso il palco con alcune delle più importanti star internazionali del burlesque, come Angie Pontani e Dirty Martini come presentatore ufficiale del Milan Burlesque Award. Conduce il programma “Radio Variété” su Radio BlaBla.

Emanuela Suanno - Giuria

La danza e la musica sono sempre state la sua grande passione, coltivate sin da giovanissima e poi studiando presso il M.A.S di Milano. Si è esibita in molte trasmissioni televisive come performer su reti nazionali e locali. Nel gennaio 2014 vince 3 medaglie d’oro ai Campionati Italiani Assoluti a Rimini, prima in tutte le discipline. Nel maggio 2014  vince 2 ori e 1 argento ai Campionati del Mondo a Mosca.

Alan Debevoise - presentatore

Attore e intrattenitore di origini anglo-italiane entra nel panorama Burlesque nel 2008 diventando il primo performer italiano di Burlesque maschile. Si esibisce periodicamente nel Regno Unito e nel resto d’Europa per le più famose venues nel Burlesque, Neo Cabaret e Fetish Burlesque. Nel novembre 2013 vince il secondo premio ai World Burlesque Games di Londra per la categoria Twisted Cabaret.

Roxy Rose - Giuria, Djset & Workshop

Roxy Rose è Gramophone Performer di origine russa, in Italia è famosa come Artista di trucco, acconciatura  e styling  Vintage, con una  passione e gusto inconfondibile per tutto quello che è l’immaginario retro.

Valeria Ianni - Presentatrice

Si forma a Milano in una prestigiosa accademia di musical dove approfondisce lo studio del canto, della danza classica e moderna e della recitazione. Lavora a livello internazionale come ballerina e cantante, spaziando dal teatro alla televisione; dal 2012 collabora con Maison Milano come cantante e presentatrice di “Burlesque show”.

Produttori Mitzi Von Wolfgang E’ la fondatrice di Milan Burlesque School, la prima scuola di burlesque e cabaret in Italia, fondata nel 2008. Collabora con le più grandi star e insegnanti del burlesque a livello mondiale (Academy of burlesque and cabaret, Burlesque Hall of fame finishing school, etc) ed è ufficialmente la più acclamata coach di autostima e seduzione presso le televisioni italiane (“Lady burlesque”, “Missione seduzione”, “Cambio vita”, etc) nonché membro della giuria delle tre edizioni del Festival di burlesque - Milan burlesque Awards.

Giorgio Marchisio

Imprenditore nel settore della ristorazione, del catering e del divertimento, ha creato e gestito Maison Milano, uno dei locali più attivi nella programmazione di spettacoli dal vivo. Maison Milano è oggi una location speciale per serate ed eventi dall’inconfondibile sapore retro.

Artisti in gara

Giovedì - Best debut

CICI L’amour Ella Bottom Rouge Fanny Damour Imi Silly Noir IsaBO Jolie Tease Lady Lynch Lizzy Brown Mrs Mystique Ophelie FrenchKiss Roby Roger Rose Selavy Sally Van Tassel Silvia Martini con hoop Simon The Prince Violet Moonshine

Venerdì - Circo & Cabaret (http://www.milanextraordinaire.it/programma/venerdi/)

Desmond O Connors Gonzalo de Laverga Ladyvette Lila Chupa Magic Dorian Miss Diana Miss Vampire Samba Sisters Sarah Saint Claire Sheila Verdi Valentina Giusti

Sabato - Classic & Neo Burlesque (http://www.milanextraordinaire.it/programma/sabato/)

Cece Sinclair Crystal NoirLa Beti Lolly Rouge Minouche Von Marabout Nuit Blanche Odelia Opium Red Juliette Vanille Bon Bon Verity Grey

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Mercoledì, 04 Novembre 2015 22:38

In capo al mondo - In viaggio con Walter Bonatti

Dal 10 al 16 novembre, al Teatro Libero di Milano, andrà in scena “In capo al mondo – In viaggio con Walter Bonatti”, uno spettacolo di Luca Radaelli in onore di Walter Bonatti.

<<Lo scopo dell’avventura è trovare l’uomo>>, così avrebbe detto Bonatti, uno dei più grandi alpinisti di sempre, l’ultimo grande esploratore. Da poco è venuto a mancare e i suoi cari vogliono salutare raccontando la sua vita, ma soprattutto la filosofia di un personaggio unico e speciale, che ha cercato di superare i propri limiti come, non solo un campione, ma ogni uomo dovrebbe fare.

Martedì 10 novembre alle ore 19:00, in occasione del debutto di “In capo al mondo”, al Teatro Libero, si terrà un incontro per raccontare la storia di Bonatti da un’altra prospettiva: saranno i ricordi e le riflessioni dei partecipanti a celebrarne la memoria e preparare il pubblico allo spettacolo che seguirà alle ore 21. Tra i partecipanti ci saranno Roberto Serafin, redattore dello storico notiziario del CAI Lo Scarpone, Sandro Filippini, giornalista della Gazzetta dello Sport, Roberto Rizzente, giornalista e autore, e Luca Radaelli.

“In capo al mondo” vuole omaggiare una vita straordinaria, emozionare e coinvolgere il pubblico attraverso la commistione di più linguaggi, dalla narrazione alle video-installazioni, dalla musica dal vivo alle immagini spettacolari. La narrazione di Luca Radaelli, appassionata e precisa, si accompagna alla chitarra suonata dal vivo da Maurizio Aliffi e alle immagini delle imprese più eroiche dell’alpinista, per guidare lo spettatore nella più coraggiosa delle spedizioni: la realizzazione dei sogni di un uomo libero. Un lavoro capace di regalare il fascino dell’avventura e delle conquiste, le esplorazioni nella natura selvaggia, ed onorare a pieno le montagne del Resegone e della Grigna.

IN CAPO AL MONDO – In viaggio con Walter Bonatti Teatro Libero Via Savona 10, Milano Orari: lunedì/sabato ore 21:00, domenica ore 16:00 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Info: www.teatrolibero.it

 

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Martedì, 03 Novembre 2015 11:34

Saketeca Go: l'enoteca giapponese

Dall'amore per la tradizione millenaria del sake é nato Saketeca Go, un autentico angolo di Sol Levante in Viale Piave.

La specialità della casa è naturalmente il sake, ovvero un infuso prodotto esclusivamente con riso e acqua. Anche se molti, fuori dal Giappone, parlano di questa bevanda come "vino di riso", in realtà il processo di fermentazione da cui è ottenuto lo rende probabilmente più simile alla birra. Dal punto di vista della gradazione e del ruolo che ha nella cultura del cibo giapponese, invece, il sake è sicuramente paragonabile al vino.

Ad eccezione del tipo Ghinjo, il sake si beve caldo dai tokkuri, le piccole brocche in miniatura e dipinte a mano utilizzate anche per scaldarlo tramite immersione in acqua bollente.

Alla Saketeca Go trovate una vasta selezione di bevande orientali: dal più delicato al più alcolico, dal più aromatizzato al più secco e amaro.  Eccovi allora il Nihon Shu oppure il Shochu -distillato di patate, riso, canna da zuccero e orzo- oppure ancora l’Umeshu -distillato a base di ume, frutti giapponesi dal sapore a metà tra le prugne e le albicocche-.

Potete scegliere tra le oltre 40 etichette di sake disponibili e sorseggiare la tipica bevanda giapponese da sola o in abbinamento ad un aperitivo: poiché il sake si sposa perfettamente con i piatti stagionati, è perfetto da gustare con una selezione di salumi e formaggi oppure con le deliziose sarde fritte con cuscus e cipolla rossa. Da provare assolutamente anche i gustosi spicy edamame (fagioli di soia aromatizzati) ed il baccalà mantecato avvolto in foglie di daikon (una sorta di rapa). Tra i dessert, non rinunciate al gustoso tiramisu’ al the’ verde maccha.

I prezzi rientrano nella media: si può spendere dagli 8 ai 16 € per assaggiare un sake nella classica misura giapponese (boccetta da 180cc) e dai 35 ai 120 € nel caso in cui si volesse acquistare l’intera bottiglia. I piatti da degustare con il sake, invece, variano dai 5 ai 15€ ma non crediate di rimanerne sazi. Protagonista assoluto del locale, infatti, rimane il "vino di riso", simbolo stesso del Sol Levante all’estero.

Il sito di Saketeca Go e le foto sono state realizzate da Sara Massah.

Saketeca Go Viale Piave 5, 20129 Milano Orari: 18.00 – 01.30 (chiuso Martedì) +39 02 7601 5120 www.saketeca.com

 

 

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Lunedì, 02 Novembre 2015 20:44

"InGalera": il ristorante in carcere

E' stato inaugurato all’interno della Casa di Reclusione di Bollate Il ristorante "InGalera", ultimo meraviglioso traguardo di un progetto rieducativo realizzato all'interno di uno dei più avanzati istituti del sistema penitenziario italiano.

Per entrare non bisogna lasciare il documento, ma occorre semplicemente aver prenotato e recarsi davvero “in galera”: qui uno stagista dell’Istituto alberghiero Paolo Frisi accoglie gli ospiti e li conduce, tra le mura del carcere, in questo locale dall'arredo minimal, con sbarre alle finestre e dettagli ironicamente in tema: i muri sono decorati, infatti, con le locandine di famosi film ambientati in carcere, da Fuga da Alcatraz a Il miglio verde.

Il personale è costituito, appunto, da sette detenuti del carcere -selezionati fra 90 candidati dalla cooperativa ABC La Sapienza in Tavola che da anni collabora con il carcere- ai quali si aggiungono le hostess e quattro tirocinanti-detenuti dell’Istituto Frisi.

I detenuti, impegnati tra sala e cucina come aiuti, lavapiatti e camerieri, hanno già scontato un terzo della pena e quindi hanno diritto al regime vigilato dell'art. 21 dell’ordinamento penitenziario, quello che offre loro la possibilità di uscire dal carcere per lavorare.

Solo lo chef, Ivan Manzo, e il maître, Massimo Sestito, sono professionisti esterni: a loro spetta il compito di gestire cinquantadue coperti in sala, assicurando tutti i giorni ad eccezione della Domenica, il servizio del pranzo -più informale, con formula “quick lunch”- e quello della cena, dove si mangia alla carta.

Cosa si mangia "InGalera"? Pappardelle di castagne con ragù di cervo alla grappa e ribes, tortino di riso giallo con ossobuco, tamburello di pesce spada, coscetta di faraona farcita con belga e nocciole, rollé di salmone marinato all'aneto.

Ecco alcuni dei piatti semplici e gustosi che potrete assaggiare in un ristorante unico in Italia, che soddisfa il palato e rigenera lo spirito.

 

InGalera Via Cristina Belgioioso 120 – Bollate(MI) Aperto dal Lunedì al Sabato Orari dalle 12.15 alle 14 e dalle 19.30 alle 22 Per prenotare tel. 334 3081189 www.ingalera.it

 

 

 

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Giovedì, 19 Novembre 2015 23:00

Vivian Maier. Una fotografa ritrovata

A partire da Giovedì 19 novembre Forma Meravigli ospiterà la mostra Vivian Maier. Una fotografa ritrovata.

Dopo il grande successo dell’esposizione al MAN Museo d'Arte della Provincia di Nuoro, arrivano per la prima volta anche a Milano gli scatti della "Emily Dickinson della fotografia".

La mostra, a cura di Anne Morin e Alessandra Mauro, è realizzata in collaborazione con diCHromA Photography e promossa da Forma Meravigli, un’iniziativa di Fondazione Forma per la Fotografia in collaborazione con la Camera di Commercio di Milano e Contrasto.

Le vicende umane e professionali di Vivian Maier sembrano la trama ideale di un romanzo esistenziale oppure di una commedia dolceamara (Finding Vivian Maier, infatti, è il titolo di un documentario diretto nel 2013 da John Maloof e Charlie Siskel).

Bambinaia per le famiglie benestanti di New York e Chicago sin dai primi anni Cinquanta, per oltre cinque decadi ha fotografato con la sua Rolleiflex la vita nelle strade delle città in cui è vissuta senza mai far esibire il proprio lavoro. Mai una mostra né una pubblicazione, anzi, per la verità, la maggior parte dei suoi rullini non è stata nemmeno sviluppata.

Il suo archivio è ricchissimo: più di 150mila negativi, una miriade di pellicole, stampe, film in super 8 o 16 millimetri, registrazioni e appunti che la tata “francese” (la madre era originaria delle Alpi provenzali) accumulava nelle stanze in cui si trovava a vivere, custodendo tutto gelosamente.

La scoperta di questo tesoro risale al 2007 quando John Maloof, all’epoca agente immobiliare, acquista durante un’asta parte dell’archivio della bambinaia confiscato per un mancato pagamento.

La mostra presentata da Forma Meravigli raccoglie 120 fotografie in bianco e nero realizzate tra gli anni Cinquanta e Sessanta insieme a una selezione di immagini a colori scattate negli anni Settanta, oltre ad alcuni filmati in super 8 che suggeriscono come Vivian Maier si avvicinasse ai suoi soggetti.

Perché, infatti, al di là dell'alone di mistero che accompagna la storia personale della "tata Vivian", le sue fotografie ci affascinano tanto? Per la capacità di ritrarre con grazia, discrezione e ironia quello che le si presenta davanti quotidianamente, che fosse strano, insolito, buffo o del tutto banale. La sua curiosità è sempre proiettata, quasi in maniera onnivora, non tanto verso i paesaggi in cui è immersa, quanto verso la massa anonima di persone con cui entra casualmente in contatto per brevi attimi.

Ogni tanto, però, in alcune composizioni, anche lei diviene protagonista della sua opera, rendendosi visibile sulla scena. Sono gli autoritratti della stessa Vivian in pozzanghere, vetrine, finestrini d’auto, specchi, come se non si accontentasse di fotografare la vita ma il suo viaggio in quella vita. Immagini per lo più in bianco e nero potenti, autentiche, che sanno ritrarre persino il suo sguardo deciso, distaccato, enigmatico e a volte malinconico.

Per ammirare tanta bellezza, l'appuntamento è Giovedì 19 Novembre alle 18.30 alla Fondazione Forma per la Fotografia.

 

Vivian Maier. Una fotografa ritrovata Dal 19 Novembre 2015 al 31 Gennaio 2016 Fondazione Forma per la Fotografia Via Meravigli 5 - 20123 Milano Orari: tutti i giorni dalle 11.00 alle 20.00. Giovedì dalle 12 alle 23. Ingresso intero: 8 euro www.formafoto.it Facebook /FondazioneFormaPerLaFotografia

 

 

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Apriamo il mese di Novembre con la mostra "Honey Moon 1", visione personale di un Giappone “amoroso” visto e vissuto durante una fresca luna di miele intrisa d'amore, per sussurrare la silenziosa maestosità di una nazione paragonabile ad una bellissima donna profumata, delicata, pura e piena di forza.

Silvia Giovanardi, giovanissima Fashion Designer e Fotografa, si specilizza fin da subito nella pregiata arte della fotografia naturalistica attraverso lo studio dei dettagli, avvalendosi di gloriose e antiche macchine fotografiche reflex analogiche. La sua passione per il fashion Design corre parallela con la sua evoluzione fotografica che l’ha portata, dopo i suoi studi presso lo IED di Milano, a fare il grande passo: entrare nel meraviglioso mondo di una macchina a telemetro digitale, rivoluzionando e stimolando la qualità del suo lavoro.

Silvia Giovanardi stampa su tessuto i suoi capolavori fotografici per confezionare capi tridimensionali, che raccontano una storia: la sua storia.

Le opere rimarranno in mostra dal 4 al 13 novembre al Mono Bar, locale gay friendly caratterizzato dagli arredi vintage anni '60 nel cuore di Porta Venezia.

MONO Bar Via Lecco 6, 20136 Milano 339 4810264 FB/MONO-Bar Ufficio Stampa Rosaspinto Indira Fassioni Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 333 8864490Honey Moon 1-gallery1 Honey Moon-gallery-Nerospinto2 Honey Moon 1-gallery3 Honey Moon 1-gallery2

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Venerdì, 30 Ottobre 2015 13:16

Venerdì 6 Novembre: Peperoncino Night

Venerdì 6 novembre alle ore 21:00 Spazio Epoca, di Via Parenzo 7, presenta Peperoncino Night, una serata alla riscoperta dei sapori caldi, dedicata alle danze della tradizione salentina dove non mancheranno la musica dal vivo e le migliori proposte street food, rigorosamente made in Sud.

Debuttano per la prima volta in una delle serate firmate Peperoncino Night, Le Tre Sorelle, trio indipendente che ha fatto dei brani tradizionali rivisitati il loro cavallo di battaglia, con esibizioni a cappella o sulle note di strumenti di accompagnamento tipici come la fisarmonica, l’organetto, la chitarra battente, i tamburi a cornice e le percussioni.

Durante la serata Peperoncino Night, si esibiranno anche le Moirarmoniche, altro trio femminile noto nel milanese e nel napoletano, che nasce dal mix di suoni e voci che caratterizzano il Sud Italia.

Spazio Epoca, location adatta ad ogni tipo di evento, offrirà l’ambientazione perfetta per un susseguirsi di danze, canti regionali, ballate, canti sociali, valzer e le immancabili pizziche e tarantelle.

Peperoncino Night si concluderà con un finale “tammuriato” e “pizzicato” grazie alla jam session dei Pizzicao con i loro migliori musicisti del panorama tradizionale, tra cui Antonio Ricci, Rosa Maurelli e Emanuele Ammendola. Ma le danze non avranno facilmente fine e in conclusione di serata, ad animare la pista di Spazio Epoca sarà il dj set di Dj Dafne & Bless.

Peperoncino Night parlerà di Sud anche con i sapori: una selezione del migliore street food meridionale fornito da L’apuccia Salento in movimento, Friselleria salentina e Pantura storie di cibo.

Un’occasione unica per godersi una serata all’insegna del buon cibo e per divertirsi sulle note delle migliori band live della tradizione del sud Italia.

Info:

PEPERONCINO NIGHT Venerdì 6 Novembre alle ore 21:00 C/O Spazio Epoca Via Parenzo 7, Milano www.spazioepoca.com www.peperoncinosudfestival.com/ peperoncinosudfestival@gmail.com Cell: 346/6843707 Ingresso concerti: € 5,00

 

Pubblicato in Nigthlife
Venerdì, 30 Ottobre 2015 11:21

OPA - il primo Balkan Food di Milano

Siete già nostalgici del vostro ultimo viaggio in Croazia? Non riuscite a dimenticare i paesaggi e l’atmosfera della Slovenia? Ma soprattutto … avete ancora voglia di una pita bosniaca? Nessun problema. A Milano è nato OPA Balkan Food.

 

OPA – esclamazione diffusa in tutta l’Europa dell’est, la cui traduzione va dal “su!” al “wow!” - è una parola breve, concisa ed entra in testa. È un locale piccolo, che fa cibo d’asporto - seppur munito di tre tavolini per un “boccone e via”- ed è caldo, semplice ed accogliente. Poco pretenzioso e non in tutto al passo con le tendenze del momento, non avrà la tovaglietta firmata, il piattino in cellulosa e la posata di legno ma cerca piuttosto la bontà del prodotto, senza rinunciare alla qualità, pur stando in prezzi nella media accessibili.

 

A Milano lo Street Food si è ormai affermato in tutte le sue sfaccettature …o quasi, perché di locali “di strada” che facessero cucina balcanica ancora non se ne erano visti.

 

L’idea geniale – come afferma con orgoglio la giovanissima proprietaria – è venuta a Valentina Brianza, che un anno fa decide di lanciarsi in questa avventura, per poi aprire OPA ai primi di ottobre.

 

Originaria del Montenegro, Valentina arriva in Italia a due anni, prendendo il suo cognome tipicamente milanese dalla famiglia adottiva. Crescendo matura la curiosità di riscoprire le sue origini e nel 2012 va per la prima volta a visitare parenti biologici e amici in Serbia, iniziando un lungo percorso personale ricco di emozioni, incontri, viaggi e racconti. In meno di un anno impara il serbo, indispensabile per comunicare con i famigliari e da tre anni si Valentina si reca regolarmente in Montenegro, Bosnia, Croazia e Slovenia. In omaggio alle sue terre d’origine, Valentina decide di aprire un locale a Milano che proponesse cucina balcanica. Di più. Valentina ha voluto dare ai chi come lei, originaria dei Balcani, ma di fatto milanese, fosse nostalgico di quei sapori e desideroso di un posticino caldo, accogliente, in cui gustare una buona porzione di burek, o portarne a casa 4 e condividere una cena etnica con gli amici. L’obiettivo di Valentina è stato anche quello di dar vita a un locale in cui ritrovare un prodotto assaggiato in “quella vacanza in Croazia tempo fa”, o quelle cose che “ogni volta che vado in Croazia ne mangio un sacco”, un luogo di ricordi, racconti, viaggi e sapori autentici.  Così nasce OPA Balkan Food.

 

Ed eccoci finalmente ai piatti.

 

Il menù propone cibi semplici e popolarissimi in tutti i territori dei Balcani nord-occidentali, come le pite bosniache che – a differenza di quelle greche - sono torte salate o dolci, senza lievito. L’impasto molto sottile viene arrotolato su una striscia di ripieno (di carne, di verdure o di frutta) e disposto a spirale sulla teglia. Quella più popolare in Bosnia è il burek, pita ripiena di carne bovina insaporita con cipolla, aglio, un pizzico di pepe e sale. Insalatine o insalatone, come la greca, la bulgara (shopska) e la serba (srpska).

Non poteva mancare il caffè alla turca, quello che se non si aspetta qualche minuto si beve tutta la polvere non depositata.

La sera è possibile fare anche un piccolo aperitivo: assieme alla bevanda – va per la maggiore la birra Laško – viene servito un piattino con formaggi misti, affettati balcanici e la vera protagonista: la salsa “ajvar”, di marchio OPA, a base di peperoni grigliati.

 

Luogo ideale per una pausa pranzo veloce, per un aperitivo con un’amica, per una cena pre o post cinema, ma anche per soddisfare le fami notturne!

 

Lucia Lanzini

OPA Balkan Food Viale Bligny 43, Milano 3382940315 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.www.opabalkanfood.it

 

Lunedì-giovedì: 12.00 – 15.00 19.00 – 23.00 Venerdì: 12.00 – 15.00 19.00 – 01.00 Sabato: 19.00 – 01.30 Chiuso la domenica

 

 

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Giovedì, 29 Ottobre 2015 15:24

All'Elfo Puccini debutta Zombitudine

Un uomo e una donna sono rifugiati in un teatro insieme al pubblico. In questo spazio di illusoria salvezza e resistenza attendono l’arrivo di qualcuno o qualcosa: la fine del mondo? Un nuovo inizio? la Rivoluzione? Forse arrivano gli Zombi.

Gli Zombi siamo noi. La Zombitudine è la nostra condizione quotidiana. Stretti tra l’emergenza di un evento imminente e devastante e una quotidianità claustrofobica si fa fatica a riconoscere il pericolo o la salvezza: la vita da assediati è divenuta normalità. Quella dello Zombi allora è l’immagine della nostra fine, ma è anche un’immagine di speranza, l’unica prospettiva di rinascita, l’unica forma di vita alternativa al dominio di banche, finanza e multinazionali. L’unico Risorgimento possibile per noi e il nostro Paese è un Risorgimento Zombi. Zombi di tutto il mondo uniamoci!

Dalla rassegna stampa

"La coppia Timpano/Frosini - grandi irregolari del teatro, irridenti, graffianti, volutamente irritanti e politicamente scorretti - confeziona un testo che dovrebbe sembrare un non testo, aleatorio, magmatico, apparentemente improvvisato, ma che invece è un testo vero, di stralunata qualità poetica. (…)

Che li si prenda singolarmente oppure in coppia, Elvira Frosini e Daniele Timpano sono fra le presenze più imprevedibili e provocatorie del teatro italiano di oggi: ogni loro intervento graffia, disturba, spiazza la sensibilità dello spettatore. Il loro nuovo spettacolo si intitola non a caso Zombitudine, e vuole assumere sarcasticamente la condizione dei morti-viventi come emblema dell’Italia di oggi, metafora di una fine collettiva, ma anche di una paradossale speranza di rinascita."

Renato Palazzi, Il Sole 24Ore

Info:

Elfo Puccini, sala Bausch – c.so Buenos Aires 33, Milano Dal 3 all'8 novembre Mar/sab ore 19.30, dom ore 15.30 Intero 30.50 € - Ridotto giovani/anziani 16 € - Martedì 20 € Info e prenotazioni: tel. 02.0066.06.06, www.elfo.org

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Giovedì, 29 Ottobre 2015 14:53

Il teatro Elfo Puccini presenta: Salomé

Anarchica, estremistica, insolente la Salomé di Wilde è poco nota in Italia, forse messa in ombra dalla popolarità della versione operistica di Richard Strauss. L’autore inglese l’aveva composta nel 1891 a Parigi, pensando – pare – a Sarah Bernhardt, al suo orientaleggiante esotismo, alla sua voce recitante.

Ferdinando Bruni e Francesco Frongia ne hanno firmato nel 2011 una personale versione (che ora torna in scena con qualche variante), intrecciando al tessuto di questo atto unico brani tratti dalle ultime opere dello scrittore (in particolare dalla Ballata del carcere di Reading e De Profundis) e tratti da testimonianze, interviste e dichiarazioni.

Tra gioco e rito questa inquietante Salomé, interpretata unicamente da uomini, va in scena nel baraccone di un circo o di un luna park di periferia. Mavor Parker (personaggio di fantasia che richiama due amanti di Wilde che divennero suoi accusatori quando fu processato per sodomia) invita il pubblico a entrare “nel serraglio” dove potrà ammirare un prodigio: il Poeta, “il Gran Sacerdote della Corrente Estetica Moderna che raccolse tutti i sistemi in una sola frase, tutta la vita in un epigramma”.

In uno spettacolo in cui le identità dei personaggi sono destinate a moltiplicarsi, Ferdinando Bruni si cala inizialmente nei panni dello scrittore, incatenato in carcere (dove fu effettivamente recluso dal 1895 al 1897), poi in quelli del profeta Iokanaan, anch’egli prigioniero, e infine dà corpo e voce a Erode, innamorato della giovane Salomé (che in questa ripresa viene interpretata da Mauro Bernardi). Enzo Curcurù è Mavor Parker, il Giovane siriano e Erodiade. Tutti personaggi che, tra gli eccessi di lustrini, paillettes e gioielli, ritrovano la loro dimensione tragica: uomini dallo sguardo di fanciulla, satrapi decadenti, vecchie vogliose, prigionieri da esibire senza pudore ma capaci di riaffermare la dignità di “un amore che può finalmente dire il suo nome”. E le parole di dolore che segnano le ultime opere dello scrittore si intrecciano con le loro battute per ricordarci che “ognuno uccide ciò che ama”.

Info:

Elfo Puccini, sala Fassbinder, corso Buenos Aires 33, Milano Dal 3 al 22 novembre Mar-sab ore 20.30, dom ore 16.00 – ATTENZIONE: lunedì 9 novembre ore 20.30 / Domenica 15 novembre RIPOSO. Intero 30.50 € - Ridotto giovani/anziani 16 € - Martedì 20 € Info e prenotazioni: tel. 02.0066.06.06, www.elfo.org
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Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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