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“Frida Kahlo. Oltre il mito”, la mostra al Mudec di Milano

Dal primo febbraio scorso e fino al 3 giugno, al MUDEC, il Museo delle Culture di Milano, c’è una mostra-evento assolutamente imperdibile per tutti coloro i quali subiscono il fascino della figura e dell’opera dell’artista messicana più famosa e acclamata al mondo.

Il dolore fisico e la sua potente iconografia, la passione e l’amore, profondo e disperato, per Diego, il coraggio, la sofferenza e la fragilità di un corpo che trasuda resilienza, l’impegno politico, l’interesse per gli elementi della natura.
C’è tutto questo nella mostra del MUDEC che celebra l’icona, ormai pop, Frida Kahlo, progetto espositivo frutto di sei anni di studi e ricerche, ma con qualcosa in più: la volontà di far uscire fuori dal mito la sua figura, spingendoci ad accantonare ricostruzioni forzate, interpretazioni semplicistiche o letture biografiche troppo comode, di cui siamo tutti un po’ vittime.

Contemplando inediti e sorprendenti materiali d’archivio e, per la prima volta volta in Italia, tutte le opere provenienti dal Museo Dolores Olmedo di Città del Messico e dalla Jacques and Natasha Gelman Collection – le due più ampie e importanti collezioni al mondo a lei dedicate –, Frida Kahlo. Oltre il mito vuole spiegarci quanto e come il suo valore artistico sia importante a prescindere dalla sua umana esistenza. Dietro alla quale si cela un’artista appassionata, abile nelle tecniche più svariate, meravigliosamente rivoluzionaria nello stile e nei contenuti.

“Per quanto possa sembrare paradossale, è proprio il gran numero di eventi espositivi dedicati a Frida Kahlo che ha portato a ideare questo nuovo progetto”, ha spiegato il curatore Diego Sileo, “perché - contrariamente a quanto appare - la leggenda che si è creata attorno alla vita dell’artista è spesso servita solo ad offuscare l’effettiva conoscenza della sua poetica.”
Fino ad oggi la maggior parte delle mostre su Frida Kahlo si sono limitate ad analizzare, con una certa morbosità, i suoi oscuri traumi familiari, la sua tormentata relazione con Diego Rivera, il suo desiderio frustrato di essere madre, e la sua tragica lotta contro la malattia.
“Nel migliore dei casi la sua pittura è stata interpretata come un semplice riflesso delle sue vicissitudini personali o, nell’ambito di una sorta di psicoanalisi amatoriale, come un sintomo dei suoi conflitti e disequilibri interni. L’opera si è vista quindi radicalmente rimpiazzata dalla vita e l’artista irrimediabilmente ingoiata dal mito”, ha continuato Sileo.

Nata nel 1907 a Coyoacán, una delegazione di Città del Messico, amava definirsi figlia della rivoluzione messicana del 1910 e del Messico moderno, e aspirava a diventare medico. Il terribile incidente stradale del settembre 1925, quando aveva solo 18 anni, cambiò però drasticamente la sua vita e la rinchiuse in una profonda solitudine che ebbe solo l'arte come unica finestra sul mondo.
Molto del suo successo fuori dai confini del Messico lo si deve al cinema, alla trasposizione sul grande schermo della sua vita, che ne ha certamente alimentato la fama e fatto conoscere la sua pittura al grande pubblico, che ha imparato ad amarla così profondamente da divinizzarla.

E se ci interroghiamo sul motivo per il quale sia diventata un’icona planetaria e la pittrice del Novecento per eccellenza, forse possiamo provare a spiegarlo dicendo che Frida è riuscita a tradurre in arte un dolore universale, che ha esposto la propria femminilità in maniera diretta, esplicita e, talvolta, violenta, con la conseguenza di aver rivoluzionato irrevocabilmente il ruolo femminile nella storia dell’arte, che la sua è una qualità pittorica potente ed espressiva che non lascia certo indifferenti o, ancora, che è stata la prima artista donna a fare del proprio corpo un manifesto, trasformandolo in una scrittura, un sistema di segni che rappresentano e traducono la ricerca indefinita dell’uomo, le sue paure, le sue ansie, i suoi desideri inconsci, le sue relazioni con il tempo, inteso però come entità indefinita, senza inizio e senza fine.

Attraverso quattro aree tematiche che sintetizzano alla perfezione i grandi temi delle sue opere – La donna, La terra, La politica, Il dolore –, la mostra milanese ci guida alla scoperta di oltre 100 opere, tra dipinti, fotografie, disegni, video e documenti mai visti prima, come le lettere e le pagine di diario scritte di suo pugno. 
Tra le opere esposte nella mostra ci sono ad esempio l’Autoritratto al confine tra Messico e Usa, La colonna spezzata, Autoritratto con scimmia, L’amoroso abbraccio dell’Universo, la Terra (Messico), Diego, io e il Signor Xólotl, Diego nella mia mente, Il cervo, Il suicidio di Dorothy Hale, Henry Ford Hospital.

Molto suggestiva è la sala dedicata alla sua relazione con Diego Rivera dove, tra le fotografie, veniamo sorpresi da un breve video che ci mostra alcune romantiche scene del loro rapporto, sulle note del brano Diego e io di Brunori Sas, i cui echi accompagnano il visitatore durante tutta la seconda parte dell’esposizione. E sulle due lunghe vetrine ricurve che si affacciano sulla nuvola centrale del museo, prende vita un secondo percorso espositivo, “Il sogno degli antenati”, un articolato racconto fatto di oggetti archeologici ed etnografici messicani, foto storiche e immagini di opere di Frida Kahlo, che mostra come il mondo indigeno e il passato precolombiano abbiano costituito elementi fondanti della pratica artistica dell’artista messicana.

Frida Kahlo. Oltre il mito è un piccolo gioiello che merita di essere visto e contemplato, perché permette di percepire l’espressione della sofferenza vitale, la ricerca cosciente dell’io, l’affermazione della “messicanità”, la leggendaria forma di resilienza di Frida, quindi la vera essenza e la coerenza che esiste, molto più in là delle sue apparenti contraddizioni, nella sua meravigliosa opera.

MUDEC – Museo delle Culture di Milano
Via Tortona, 56
Dal 1 febbraio al 3 giugno 2018

Per info e prenotazioni:
www.mudeci.it
www.ticket24ore.it
Tel. +39 0254917
FB: mudec.museodelleculture
TW: @mudecmi

Martina Zito

Redazione Nerospinto

Sito web: www.nerospinto.it Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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