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Il connubio Cibo-Eros raccontato da Roberta Schira

Roberta Schira è una scrittrice, gourmande, ma soprattutto, “psicologa del gusto”.

Studiava per diventare psicanalista, ma dopo la laurea in lettere con indirizzo psicologico ha frequentato un corso di cucina da Claudio Sadler e il suo percorso di vita ha preso un'altra strada. Amante della cucina e dello studio del comportamento umano, ha fuso insieme queste due passioni dando vita a un nuovo modo di approcciarsi alla vita, soprattutto di coppia, attraverso il senso del gusto.

Ad oggi ha pubblicato una decina di libri, dai ricettari ai trattati di Antropologia Culturale, un romanzo e una biografia. “L’Amore Goloso” pubblicato nel 2005 e edito da Ponte alle Grazie, ha dato in il via a un genere letterario ancora oggi attuale e modernissimo, un manuale di cucina e di alchimia amorosa a due facce: una destinata a lei (per sedurre lui), l’altra destinata a lui (per sedurre lei). Un libro destinato ai ghiotti di tutte le età, ai curiosi dei fornelli, ai seduttori e alle seduttrici incallite. Ha inoltre pubblicato “Mangiato bene? le 7 regole” che svela le regole universali per riconoscere, valutare e giudicare la bontà di un’esperienza gastronomica e non solo, primo tentativo di una teoria della critica gastronomica detto “il canone Schira”, e “Il Libro delle Frattaglie” che attraverso oltre trecentocinquanta ricette tratte dalla tradizione italiana, esplora la varietà di un territorio ingiustamente trascurato dagli amanti della buona tavola.

Notevoli “Le voci di Petronilla”, storia di una modernissima donna d'altri tempi, uno scorcio di vita femminile italiana dal 1872 al 1947, e il romanzo "Piazza Gourmand".

Ma quello su cui noi oggi ci soffermeremo maggiormente, è il libro di Roberta Schira che pensiamo sia indispensabile per chiunque voglia definirsi un bon vivant: il “Nuovo Bon Ton a Tavola” (http://www.robertaschira.it/il-nuovo-bon-ton/), con tutto ciò che c'è da sapere su posate, bicchieri, scelta dei vini, o, gesti proibiti e conversazioni da evitare, con i segnali di seduzione da lanciare e interpretare

Noi abbiamo incontrato Roberta Schira per conoscere meglio il suo lavoro e il suo pensiero, e chiederle qualche consiglio in vista di San Valentino.

 

Nerospinto: Da cosa nasce questo suo interesse per il legame tra cibo ed eros?

Roberta Schira: Attraverso i miei studi mi sono interessata al comportamento umano, in particolare all'associazione tra piacere e cibo, quindi all'eros. Infatti, il primo piacere provato dall'uomo è quello derivato dalla suzione del latte materno, cioè dal nutrimento, ecco quindi spiegato perché per noi questi due elementi vitali e istintivi molto spesso convivono. Mi interessava approfondire anche la ritualità e l'aspetto simbolico legati al cibo: quando due persone si conosco, per esempio, spesso la prima azione che fanno insieme è la consumazione di un pasto, a cui sono legate norme, ruoli e situazioni ricorrenti. Inoltre, osservare come una persona si comporta a tavola, ci può dare molti indizi circa il suo comportamento sessuale

 

N.: Il cibo è così stimolante per l’essere umano quindi per questa forte componente psicologica che li lega indissolubilmente?

R.S.: Esatto, l'Antropologia ci dice che gli unici due bisogni primari dell'essere umano sono quello di riprodursi e quello di nutrirsi, e per soddisfare il primo è necessario soddisfare il secondo.

 

N.: Cibo ed eros sono i due elementi più primitivi dell’uomo: a tavola scompare il nostro aspetto intellettuale?

R.S.: Mangiare è un gesto privato, un rituale legato all'intimità, ed è anche un gesto ufficiale dove si definiscono i rapporti, ecco perché diventa fondamentale conoscere le buone maniere da tenere a tavola. In un'occasione pubblica tali regole vanno rispettate, in ambito privato si possono trasgredire facendo venire meno l'aspetto di controllo del comportamento da tenere.

 

N.: Ha parlato spesso di linguaggio del corpo: a tavola si può mentire o è il momento in cui ci si rivela e svela totalmente?

R.S.: La tavola è proprio il luogo in cui, anche volendo, non si possono nascondere le proprie emozioni. È provato che anche un esperto conoscitore del linguaggio del corpo, dopo pochi minuti a tavola perde il controllo sul suo atteggiamento, poiché in questa situazione l'inconscio prevale sulla logica e sulla razionalità in quanto più forte. Nel momento in cui il convivio diventa un luogo più formale, dove quindi si parla di lavoro, allora ecco che subentrano le regole del bon ton, citate nel mio libro, ma la tavola comunque resta il luogo privilegiato di conoscenza dell'altro. N.: Lei con i suoi libri ha stilato il decalogo del perfetto gourmand, seduttore e gentiluomo: qual è l’errore peggiore che si possa commettere a tavola?

R.S.: L'uso dello stuzzicadenti! Ma anche l'utilizzo del tovagliolo come un bavaglio, o quando una donna ride sguaiatamente con del cibo in bocca: è l'atto più anti erotico in assoluto. Anche l'uso dei cellulari a tavola lo trovo terribile: gli occhi devono essere solo per il tuo commensale!

 

N.: Palato raffinato significa eros raffinato?

R.S.: Palato raffinato può significare anche eros raffinato, ma non è detto che le cose vadano di pari passo. In generale avere gusti troppo raffinati può significare essere troppo "civilizzati", ovvero abituati a trascurare tutta  la parte istintuale; invece, a parer mio, è fondamentale nell'intimità esternare un lato più selvaggio, e che può dimostrarsi a tavola anche con modi che trasgrediscono le regole del Galateo, come mangiare con le mani una coscia di pollo con foga, che quindi diventa un gesto molto sensuale e primordiale.

 

N.: Esistono davvero i cibi afrodisiaci? Sono un falso mito?

R.S.: No, non esistono. Al massimo possono esserci cibi ricchi di proprietà utili al corpo umano, ma andrebbero assunti in grandissime quantità. Il cibo afrodisiaco è più legato al nostro immaginario, infatti i cibi che consideriamo tali sono anche i più cari, proprio perché con afrodisiaco si definiscono più che proprietà reali, proprietà culturali a quel cibo. A tavola di veramente afrodisiaco è la conversazione interessante e non banale, e guardarsi negli occhi.

 

N.: Cucinare insieme crea complicità e migliora l’intimità tra due persone, ma quando a farlo è uno solo, il cuoco diventa il seduttore “dominante” che detterà le regole del gioco?

R.S.: Sì, perché dà un'impostazione alla serata scegliendo il cibo, il vino, la musica e l'atmosfera della serata, però svelandosi e aprendosi a un gesto intimo: invitare in casa propria significa mostrare il proprio territorio e farsi conoscere nella totalità, facendo capire come si vive e da cosa ci si circonda. N.: Cibo ed eros hanno tanti punti in comune, ma qual è invece la caratteristica che li differenzia l’uno dall'altro?

R.S.: Ad oggi, penso che una sfrenata passione per il cibo sia sicuramente più accettata e tollerata che una grande passione per il sesso, soprattutto se si tratta di una donna.

 

N.: San Valentino è alle porte, molte coppie andranno fuori a cena… ha qualche consiglio su dove e come godersi al meglio la serata?

R.S.: Scegliere luoghi isolati è l'ideale per conoscersi meglio, se ci si ritrova in un locale affollato bisogna crearsi un angolino e isolarsi da tutto e da tutti e concentrarsi sul nostro partner. L'importante è che entrambi siano soddisfatti a livello culinario, scegliendo ristoranti che piacciano a entrambi. I miei ristoranti preferiti a Milano per quanto riguarda il pesce sono Langosteria 10 e Langosteria Bistrot 10, per chi vuole qualcosa di rustico con un tocco etnico c'è Trattoria Mirta. Consiglio anche il miglior cinese di Milano che è Bon Wei, oppure il giapponese stellato Iyo. Per gli amanti della carne, un posto molto raffinato è La Griglia di Varrone oppure il nuovo fusion Wicky's Wicuisine. Stupire con un trattoria romantica fuori porta, con un bel panorama e un'ambientazione romantica rimane l'opzione migliore per conquistare il proprio partner, anche appena fuori dalla città: un ristorante che mi piace molto che si trova nelle zone dove sono nata, nel cremasco, è la Trattoria Da Bassano.

 

Per maggiori informazioni sul lavoro di Roberta Schira e sulle sue pubblicazioni: www.robertaschira.it - www.facebook.com/rschira

 

Carlotta Tosoni

 

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Redazione Nerospinto

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