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Città Automatica è un recentissimo nuovo progetto. Si tratta di un gruppo musicale formato da uno scrittore e da una cantautrice, che per il momento preferiscono mantenere l’anonimato. Il loro brano d’esordio si intitola Me o lo schermo.

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È ormai online il nuovo singolo “L'isola” di Emma Marrone estratto dal suo ultimissimo disco di inediti “Essere qui” in uscita il 26 gennaio.

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Martedì 28 e mercoledì 29 aprile presso le sale spazioCinema verrà proiettato l'atteso "Cobain - Montage of Heck" diretto dall'acclamato Brett Morgen, il primo documentario sull'icona rock Kurt Cobain interamente autorizzato.

In questo film-documentario il leader dei Nirvana viene ritratto in modo autentico e graffiante, attraverso un archivio personale dell'artista per la maggior parte sconosciuto al pubblico. Arte, parole, musica, fumetti, filmati amatoriali e interviste ai famigliari e agli amici di Kurt sono i diversi elementi che compongono "Cobain - Montage of Heck", avvicinando sempre più gli spettatori alla profonda sensibilità del musicista.

Il documentario si estende nella vita di Cobain dai primi anni ad Aberdeen (Washington) seguendo tutto il suo percorso musicale con aspetti finora ignoti della personalità del frontman. Co-prodotto dalla figlia di Kurt e Courtney Love, Frances Bean Cobain, "Cobain - Montage of Heck" rappresenta l'intensa storia di uno spirito tanto creativo quanto inquieto, sempre a metà tra l'odio e l'amore per quelle bellissime e pericolosissime trappole che la notorietà lascia dietro di sé.

Un'icona immortale, qual è Cobain, che finalmente viene portata sul grande schermo in modo intimo e risoluto, dimostrando chi era davvero.

"Cobain - Montage of Heck" prende il nome da un collage musicale creato dallo stesso Cobain con 4 tracce nel 1988.

spazioCinema

via Revere 16, Milano

Apollo spazioCinema 28 aprile ore 21.30 - 29 aprile ore 20.00 Metropol spazioCinema 28-29 aprile ore 21.15 spazioCinema Cremona Po 28 Aprile ore 20.00 - 29 aprile 22.30

Biglietti:

12€ intero, 10€ ridotto

Info:

sito

e-mail

tel: 0243912769

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Martedì, 13 Gennaio 2015 12:14

Smells like grunge spirit

In occasione dei vent'anni dalla morte di Kurt Cobain, fino al 25 gennaio 2015 Fabbrica del Vapore e ONO Arte Contemporanea presentano "Nirvana: Punk to the people", una mostra dedicata ai Nirvana, inserita nel progetto “Inside Music, Outside Art”, serie di iniziative che attraverso la musica, la fotografia e l’artigianalità intendono diffondere presso i più giovani i valori della creatività. Le immagini di Charles Peterson, Kevin Mazur e Kirk Weddle ripercorrono la storia di una delle band più influenti degli anni Novanta, nella musica ma anche nell'abbigliamento. La mostra è suddivisa in diverse sessioni/ambienti: Nirvana on stage, che comprende le foto di diversi concerti della band, dai primi a quelli più importanti; Shooting pool, che ritrae il backstage per la produzione della cover di “Nevermind”, album simbolo della band; Nirvana on tour/backstage, con i momenti off stage della band. A completare l'esposizione, immagini di Cobain in famiglia, con Courtney Love e la figlia Francis Bean e quelle della scena musicale di Seattle, con band altrettanto fondamentali per la scena grunge come Sonic Youth, Pearl Jam o Sound Garden. I Nirvana nascono a opera di Kurt Cobain e Krist Novoselic nel 1987 e nel 1989 pubblicano, con l'etichetta Sub Pop, il primo album Bleach, che presenta sonorità aggressive influenzate dal Punk e dall'Heavy Metal; in seguito i Nirvana troveranno un loro stile che troverà la massima espressione in Nevermind del 1991. Ma Kurt Cobain rappresenta anche la figura più importante del grunge: con jeans strappati, camicie di flanella, capelli lunghi è il non plus ultra dell’anti-fashion o del do-it-yourself (imperativo per la moda del periodo).

 

"Nirvana: Punk to people"

Dal 05 Dicembre 2014 al 25 Gennaio 2015

Fabbrica del Vapore

Milano

Costo: € 10

Telefono per informazioni: +39 02 88464102

E-Mail info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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Uno scambio di mail, quattro chiacchiere ed ecco un mondo che mi si apre dinanzi agli occhi. L'eroina di questo universo scintillante è Veronika Vesper, performer, cantante, musicista, modella inglese, giunta da un pianeta lontano.

È lei la protagonista di questo incontro, nel quale si parla di moda, musica ma anche di felicità, malattia e di un lungo e tortuoso viaggio, chiamato vita.

 

N-Ciao Veronika, Presentati ai lettori di Nerospinto!

V-Mi chiamo Veronika Vesper e sono una strana creatura creativa giunta dallo spazio. Canto, scrivo canzoni, suono il flauto, amo esibirmi, anche come modella e adoro tutto ciò che ha a che fare con la moda. Credo nell’importanza di seguire i propri sogni, vivere la propria vita senza paura, essere autentici ed avere in mano le redini del proprio destino.

 

N-Dalla tua biografia: “Una bellissima creatura giunta da un altro pianeta. Quale pianeta?Hai una missione qui sulla terra?

V- A dire il vero, anche tu sei una creatura molto particolare :)  Si, la mia missione è ispirare le persone o meglio, incoraggiarle a credere in loro stesse, ad usare il loro potere e a “sguinzagliare” il loro genio. Mi piacerebbe vedere un mondo pieno di gente felice che vive in accordo con il proprio essere. Mi trovo qui anche per divertire e per rendere questo nostro mondo più bello. Che casualità :)

 

N-Hai definito la tua musica “pop spaziale”. In cosa si differenzia dal pop tradizionale, quello che di solito ascoltiamo in radio o su MTV?

V- Ha un sapore più “spaziale” :) Penso che la mia musica abbia sia un qualcosa che appartiene ad un’altra dimensione, sia una qualità cinematografica, e che sia dunque in grado di avvolgere completamente l’ascoltatore, trasportandolo altrove.

 

N-Le tue influenze musicali sono molto eterogenee, giusto per citarne alcune:David Bowie e Nirvana, ma anche Depeche Mode e Bjork. Cosa hai preso da ciascun artista e come hai usato questi “prestiti” nella tua musica?

V- Bjork è la mia più grande fonte di ispirazione. Onestà, il non aver paura di sperimentale musicalmente e la combinazione di suoni sinfonici e musica elettronica; I Depeche Mode mi trasmettono una certa eleganza dark, unita a splendide armonie; I Nirvana per me sono il sentimento, la passione, la sensuale trascuratezza con cui Kurt canta, è qualcosa difficile da descrivere; David Bowie: stile impavido e coraggioso.

 

N-Parliamo della tua immagine: ti descrivi come un incrocio tra Lara Croft e la protagonista del film “Il Quinto Elemento”. Come sei arrivata a creare questo look? Quale messaggio vuoi trasmettere al tuo pubblico?

V-Non si tratta di una scelta pianificata. Sono appassionata di sci-fi e super eroi. Mi piace indossare cose che mi facciano sentire imbattibile. Il mio messaggio è: sii te stesso, non avere paura e fregatene di ciò che la gente dice di te.

 

N-Passiamo allo stile: nella tua bio leggo tre parole chiave, “punk”, “cyber” e “alternativo”. Potresti definirle? In più ti chiedo se sia davvero possibile essere alternativi in questo mondo, dove praticamente tutti si adattano ad un’idea comune di moda e dove l’individualità è quasi una rarità.

V-Penso che sia possibile essere alternativi e con questo intendo dire che è possibile essere creativi e cercare nuovi modi per esprimere sé stessi attraverso la moda. Se non lo facessimo, smetteremmo di sperimentare e di crescere artisticamente. Dal punk ho preso alcuni elementi che adoro, come le teste rasate, le catene, le spille da balia, i vestiti strappati … e l’attitudine all’indifferenza. Il cyber è ciò che mi contraddistingue, tanto argento, vestiti olografici,zeppe, rasta (penso dunque di rientrare in questa categoria), tutine,stampe futuristiche e forme.

 

N-Eccoci al mondo della moda. Nomina almeno tre stilisti che ami.

V- Alexander McQueen, Iris Van Herpen, Hussein Chalayan, Gareth Pugh… tutti super creativi e innovativi.

 

N-Musica contemporanea: cita almeno tre cantanti/band/progetti che ti affascinano e perché.

V- Lana Del Rey: mi piace la complessità della sua musica e il modo in cui si esprime attraverso l’immagine; Grimes: diverso,creativo, bello… in un certo modo mi ricorda Bjork; Angel Haze:una rapper fantastica, è autentica ed è un vero talento.

 

N- Come descriveresti il tuo mondo di icona fashion e cantante?

V- Intenso, eccitante, bello e veloce.

 

N- Il concept del tuo album è “dall’oscurità alla luce”. Penso che esso nasconda anche un messaggio di speranza?

V- Questo è proprio il punto focale del mio album. Ho deciso di raccontare la mia storia attraverso la musica, sperando di ispirare la gente attraverso di essa. Ho voluto sottolineare il fatto che è possibile superare anche le situazioni più difficili e rinascere come uno splendido fiore, come un bocciolo di loto che nasce dal fango.

 

N- Le tue canzoni parlando degli anni bui della tua adolescenza. Pensi che la musica sia un modo per elaborare il passato e per superare un’adolescenza difficile? Parli anche di una malattia mortale. Ti senti una donna più forte? Hai un messaggio che vorresti portare alle donne che stanno vivendo la situazione che tu hai affrontato in passato?

V- La musica può davvero essere terapeutica. Inoltre, più è connessa con le emozioni autentiche dell’artista, più la gente sarà in grado di relazionarsi ad essa. Penso che le difficoltà che incontriamo durante la vita, ci rendano più forti. Se le prendi dal lato giusto, possono insegnarti qualcosa e farti crescere. Si, mi sento più forte e apprezzo di più la mia vita e il tempo che ho a disposizione. Se ho un messaggio da condividere?  Credete in voi stessi e non abbiate paura di vivere e seguire i vostri sogni, date voce alle vostre idee e lottate per esse. Non vi fate carico dei problemi degli altri.

 

N- Scoperte spirituali: ne sono molto affascinata. Penso che gli uomini necessitano di qualcosa o di qualcuno a cui fare riferimento, durante i momenti di difficoltà. Che tipo ci consapevolezza spirituale hai raggiunto?

V-  Ho capito che la mente è tutto, che noi costruiamo le realtà e il sogno attorno a noi stessi e che essi sono connessi all’intero universo. Mi piacerebbe imparare a vivere maggiormente  il momento. È un viaggio lungo una vita intera... o anche di più :)

 

N-La felicità: questa è una grande parola. Mi piacerebbe che mi parlassi della tua idea di felicità. Esiste o si tratta di qualcosa che noi inventiamo per vivere meglio ed affrontare le difficoltà quotidiane?

V- Stiamo andando sul filosofico :) Certamente, la felicità esiste, e ne hai una prova anche dalle reazioni chimiche del nostro corpo. La mia idea di felicità è cioccolato puro  e tanto sesso :)

 

N-Hai in programma una visita a Milano? Cosa sai a proposito di Milano e dell’Italia in generale?

V-È per caso un invito? J Complimenti agli Italiani per aver inventato il pianoforte, il violino e la musica classica. Per aver dato i natali all’Opera! Mio Dio, che musica avremmo senza gli Italiani? Anche le due più grandi popstars hanno sangue italiano. In più, l’essere stati dei pionieri nel mondo della moda e, per finire, il buonissimo gelato e gli uomini passionali. Sono stata a Milano solo una volta, avevo appena preso la patente e devo dire che è stato PAZZESCO :)

 

N-Se ti dico “Nerospinto”, cosa ti viene in mente?

V-Creativo, stimolante, oscuro

Grazie per avermi intervistata, è stato un onore.

 

Per maggiori informazioni:

https://www.facebook.com/veronikavesperofficial

http://veronikavesper.com/

http://www.youtube.com/user/veronikavesper

https://twitter.com/VeronikaVesper

http://instagram.com/veronikavesper

https://soundcloud.com/veronikavesper

 

 

Testo originale e traduzione a cura di Letizia Carriero

 

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Giovedì, 24 Ottobre 2013 18:07

Paul McCartney – New

Caro, vecchio, nuovo Macca

Eccolo di nuovo, sir Paul, il baronetto più prolifico che il pop ricordi: niente, non lo fermi, lui sforna un album via l’altro, spaziando dalla classica all’elettronica e prendendosi pure il lusso di fare il Cobain della situazione sul palco insieme ai reduci dei Nirvana. Il suo ultimo album, “New”, si presenta con le sembianze di un’opera di arte contemporanea, ma dentro porta stampigliate dappertutto le stimmate del Macca. Hai voglia a mettere Paul Epworth (Adele, Bloc Party) e Ethan Johns (Kings of Leon) al mixer – seppure supervisionati e forse frenati da Giles Martin, figlio di voi-sapete-chi – ma a scrivere è sempre la penna d’oca di McCartney: qui di “nuovo” non c’è altro che la facciata, fatta di percussioni taglienti (il singolone Queenie Eye) e qualche bel synth (I Can Bet, la piaciona Looking at Her), ma basta un’occhiata dietro i paraventi per riscoprire il gonfio, morbido cuore pop che solo Paul sa far battere con un ritmo talmente naturale. E si torna alle melodie-mastice, quelle che ti accompagnano per settimane dopo un unico ascolto, quelle che assomigliano sempre a qualcosa ma non riesci mai a identificare cosa: l’apertura di Save Us, con i suoi barocchismi rock scippati ai Queen, la psichedelia sintetica di Appreciate, il singalong da concertone di Everybody Out There. Insomma, a volte sembra persino di riascoltare i Beatles (Alligator), e scusate se è poco. Certo, non c’è l’epicità dei tempi migliori, e si fatica a rintracciare un brano da inscrivere nel già corposo greatest hits del Fab One (se dovete scegliere un solo disco nella produzione recente di McCartney, tanto per dire, preferite il più sostanzioso “Chaos and Creation in the Backyard”), ma parliamo comunque di una collezione pop di livello, compilata da una vecchia gloria sempre più determinata a porsi come gloria, sì, ma non certo vecchia. Perché Paul, i suoi settant’anni, mica li rinnega: se li tiene tutti distintamente appuntati sul gilet. Ma il suo gilet è più cool del tuo.

Voto 6,5/10

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Kernkraft 400 è un pezzo che conoscono tutti. La melodia, ripresa dal videogioco Lazy Jones per Commodore 64, si è imposta nell'immaginario dance dal 1999, aprendo le porte del nuovo millennio al nuovo progetto del tedesco Florian Senfter, già conosciuto come Splank!,  Zombie Nation. Le atmosfere techno, ritmi inquieti, tastieroni e vocoder hanno immortalato un'istantanea di quegli anni, ascendendo mr. Senfter a icona indimenticabile; non è un caso che a credere in lui per la prima volta sia stato Dj Hell con la sua Gigolò Records.

 

Il primo disco è molto underground e già dalla copertina dell'album si capiscono le intenzioni: la foto di base è la stessa di Nevermind, dei Nirvana, il bambino, però, è capovolto e l'acqua è rossa, sullo sfondo quattro ombre in attesa. Un album di rottura, di capovolgimento, a metà tra techno old school e nuovi beat, il tutto accompagnato da melodie ipnotiche e un vocoder imperdibile, molto simile allo stile di Anthony Rother. A quattordici anni di distanza esce il quinto album, RGB, e si capiscono le qualità di un artista intramontabile. Se dovessimo prendere il primo e l'ultimo album, ascoltarli di seguito e dover dare un giudizio, è chiaro che Splank!  ha saputo innovarsi, ricercarsi e ha al meglio trovato uno spazio nel nuovo universo della musica elettronica. Ma quattordici anni non possono passare inosservati e dovendo scrivere un articolo a tutto tondo sull'artista, bisogna che mi soffermi a capire cosa è successo in questo decennio.

 

L'esordio con la Gigolò ha funzionato e nel giro di quattro anni il giovane è proiettato in una spirale di contaminazioni e sperimentazioni che gli permettono di produrre il secondo album Absorber, nel quale riversa tutt'altri stili e si apre a un genere più electro, a tratti esotico, mantenendo però i tratti distintivi come il vocoder e, in alcune tracce, le atmosfere old school.

 

Ma è nel 2006 che avviene la magia. Le tracce del terzo album, Black Toys, sono corpose, dure, e si ritorna un po' al sound degli esordi, ma con una netta influenza più house; notiamo anche la scomparsa del vocoder che viene sostituito da campioni nella maggior parte dei casi. Tech-house che lo porta a incontrarsi con il gigante Tiga, con cui fonda nel 2007 il progetto parallelo ZZT (e di cui abbiamo diversi Ep più che validi), in una commistione di generi tra l'house, l'elettro e forse una spruzzata di elettroclash. Non sorprende che il progetto sia un successo immediato e l'album Lower State of Consciousness viene nominato album del mese da MixMag.

 

Passano tre anni di tour in giro per l'Europa e il mondo e finalmente esce l'attesissimo Zombielicious. Un capolavoro che segna il passaggio in una nuova era per il dj tedesco. Le tracce sono tutte cariche di una nuova vitalità che si esprime in un beat frenetico e bassi da far tremare le pareti, in un vorticoso richiamo al suo vecchio stile, ma con tutta una nuova propensione per l'elettro e la teatralità, tra altri e bassi che richiamano uno stile inedito. Basti sentire pezzi come Seas of Grease e Mas De Todo per rendersene conto. Tra le contaminazioni, troviamo anche una punta di elettrofunk, in canzoni come Radio Controller, in cui la fa da padrona una melodia distorta in wha wha e un cantato pulito e molto in sintonia con lo stile di Tiga. Così si conclude l'ultima fatica di questo gigante dell'elettronica. Con RGB, l'ultimo disco che raccoglie sotto le sue 15 tracce un misto di tutte le esperienze passate con l'aggiunta di un punto di vista più violento, forse ispirato a qualche francese come Brodinsky(?).

https://soundcloud.com/turborecordings/sets/zombie-nation-rgb-1

 

Il suo precedente dj set, ormai un anno fa al Tunnel di Milano, me lo ricordo così: luci soffuse, lampi sulla sfera stroboscopica, tuoni nelle orecchie e io che non mi reggo in piedi. Le impressioni del momento sono molto importanti e quella sera marcai a fuoco nel cervello la bravura di questo dj, la sua tecnica e maestria, tra un passaggio e l'altro, mai scontato, sempre coerente e ovviamente esageratamente pesto. Il giorno dopo avevo un gran mal di testa, ma ero sicuro di aver vissuto un'esperienza indimenticabile, e forse in quello stato mentale alterato son riuscito a godermi meglio lo spettacolo, tra bassi che mi penetravano le viscere e synth che mi risollevavano da uno stato catatonico verso un paradiso di fumo artificiale e neon.

 

Zombie Nation, questo venerdì sarà al Tunnel Club di Milano, ospite per la serata di Le Cannibale. Io ci farei un pensierino!

Evento Ufficiale

 

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Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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