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Ritorna sulla scena musicale Silvia Olari che firma il disco There is something about you, un progetto internazionale.

Il 27 aprile esce il disco d’esordio Resolve Evolve della band della provincia di Monza Secondchance, dopo l’uscita del primo singolo Trapped, online su Youtube. 

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È ormai online il nuovo singolo “L'isola” di Emma Marrone estratto dal suo ultimissimo disco di inediti “Essere qui” in uscita il 26 gennaio.

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Dopo il ritiro dalla scena il 19 marzo 2012 Ivano Fossati non ha mai abbandonato la musica, oggi lancia la versione in vinile del suo disco Contemporaneo.

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“Made in Italy” questo è il titolo del nuovo disco di inediti di Ligabue in uscita il 18 novembre 2016.

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Suzanne Vega è tornata con un omaggio a CarsonMcCullers nel nuovo disco Lover, Beloved: Songs from an evening with CarsonMcCullers, in uscita il 14 ottobre.

Il 14 ottobre esce il nuovo disco di Emis Killa: “Terza Stagione” (Carosello Records).

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Venerdì, 31 Luglio 2015 12:23

FIORI D'EQUINOZIO ALL'APOLLO SPAZIOCINEMA

Da giovedì 23 luglio è in programmazione all’Apollo spazioCinema Fiori d’Equinozio, il capolavoro di Yasujiro Ozu. Si tratta del primo film a colori girato dal regista giapponese e rappresenta una delle sue più alte e stimate produzioni, oltre ad essere uno dei più radiosi esempi del cinema realista giapponese, di cui l’autore fu certamente uno dei massimi esponenti.

La vicenda è ambientata nella Tokyo di fine anni ’50. Un padre di famiglia, direttore di una grande azienda, vede i figli di amici e conoscenti maritarsi uno dopo l’altro e comincia a preoccuparsi del futuro delle sue due figlie, la più grande delle quali è già in età da marito. Siamo in un momento della storia del Giappone in cui la mentalità sta gradualmente cambiando: i matrimoni sono sempre meno combinati dalle famiglie e sempre più dettati dai sentimenti. Questo padre di famiglia si considera una persona aperta e dalla mentalità antidogmatica, ma quando un umile impiegato gli chiede la mano della figlia maggiore, con la quale ha da qualche tempo una relazione stabile, tutte le sue certezze vengono meno...

In questo film rinveniamo una svolta contenutistica e in parte stilistica rispetto al passato. La struttura di inquadrature e raccordi resta fondamentalmente quella classica: campo e controcampo nei dialoghi, con posizione centrale del personaggio che parla; piani collocati tra le scene di dialogo con inquadratura fissa di un corridoio incorniciato da un uscio. Ma a cambiare è la sostanza di quel che dicono i personaggi, il motore delle loro azioni e, in ultima analisi, il ruolo morale del coro invisibile rappresentato dallo stesso Ozu. Se nei film dell’immediato dopoguerra prevalgono i valori tradizionali del Giappone e l’intenzione di salvaguardarli dal cinismo imperante della contemporaneità post-bellica, Fiori d’Equinozio si muove verso il punto di vista delle nuove generazioni, soffocate da vincoli antiquati in grado solo di produrre infelicità.

  • Fiori d’Equinozio
  • Apollo spazio Cinema - Galleria de Cristoforis 3, 20122 Milano
  • Tel. 02 780390

    Indira Fassioni

  • [gallery ids="45814"]

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Lunedì, 06 Luglio 2015 12:33

Scatti vintage di Sebastien Lifshitz

In questi giorni su tutti i social networks non fa che girare l’hashtag #lovewins, in onore del passo storico degli Stati Uniti in merito alle unioni omosessuali, legalmente riconosciute in tutto il paese a stelle e strisce dallo scorso 26 giugno 2015, facendo così diventare gli USA il 21esimo paese al mondo che riconosce ufficialmente il matrimonio egualitario tra persone dello stesso sesso.

Una giornata storica, che segna l‘inizio di una possibile rivoluzione nel mondo intero, simbolo di uguaglianza e libertà di scegliere di amare chi si vuole. Tutto il popolo del web ha deciso di omaggiare questa decisione d’oltre oceano modificando la propria foto del profilo con i colori dell’arcobaleno, gli stessi della bandiera della pace che è simbolo del movimento di liberazione omosessuale.

L’amore tra persone dello stesso sesso, tuttavia, esiste da sempre, fin dai tempi dell’antica Grecia, dove addirittura non era nemmeno considerato uno scandalo, anzi era al pari dell’eterosessualità. Si trattava di una vera e propria ricerca del bello, quindi era del tutto indifferente se l’oggetto dell’amore di qualcuno fosse un uomo o una donna.

Si potrebbe pensare che in seguito qualcosa sia andato storto, eppure non è proprio così. Il fotografo francese Sebastien Lifshitz, infatti, ha realizzato un progetto originale e dal sapore del tutto delicato. Si tratta di una raccolta di foto, recuperate nei suoi viaggi non senza difficoltà nei vari mercatini delle pulci, che ritraggono la vita intima di coppie omosessuali negli anni ’50, periodo in cui questo argomento era senza dubbio un tabù.

Scatti unici, preziosi e rari che mostrano come in realtà, anche se “di nascosto”, l’amore è amore, in qualsiasi forma esso si presenti. Donne vestite da uomini, uomini ballerini vestiti da donne, che importa? Quel che salta subito all’occhio è lo sguardo sereno e felice di queste persone, che adesso, negli Stati Uniti, sarebbero state libere di esprimere a pieno questo loro sentimento, senza fare del male a nessuno, semplicemente godendosi una vita serena con la persona che hanno scelto.

“Il rischio era comunque alto anche soltanto facendo sviluppare il rullino, ma questo non ha fermato le coppie e la loro voglia di amarsi”, come afferma lo stesso Sebastien Lifshitz, che nel 2013 ha anche vinto il premio Cesar con il film “Invisibili”, presentato anche tra le proiezioni speciali del 65esimo festival di Cannes.

È ovvio che ognuno è libero di esprimere il proprio parere ed è libero di avere una propria opinione, ma nessuno ha il diritto di imporre a qualcun altro un proprio modo di essere, facendolo passare come unico e universale e anche quando questo è stato fatto, in passato, i risultati sono comunque stati a favore della libertà dell’individuo, come dimostrano queste foto.

“Un inno alla libertà, dove l’amore e la felicità sono presenti senza ferite”, dichiara l’artista e a vederle, immediatamente, si capisce il perché di queste parole. Queste foto hanno ispirato il documentario citato prima, poiché il regista, dopo averle osservate, si è appassionato alle storie dei protagonisti, decidendo così di girarvi un documentario a riguardo. Adesso la decisione di pubblicarle, per rendere partecipi tutti di questa realtà triste, tinta di colori cupi e nascosti, ma con stralci di serenità e passione, rappresentativa di tutti coloro che hanno trovato un posto nel mondo, a prescindere da quello che gli altri pensano.

 

Adele Di Giovanni

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Giovedì, 25 Giugno 2015 15:11

Brunch da All American the Diner

All American the Diner, il noto ristorante specializzato in hamburger e carne alla griglia serviti in pieno stile "American", inaugura il brunch domenicale.

Ogni domenica potrete scegliere tra diverse formule a partire da otto euro, tra le quali il buffet, easy brunch e burger brunch.

Sarà possibile riconoscere l'iconico stile americano, di cui All American the Diner si fa portabandiera, in piatti come i classici puncakes, scrambled eggs, hamburgerbacon e sandwich a scelta serviti con insalata e patatine fritte.

All American the Diner, situato in via Cassinis 33-accanto alla stazione della metropolitana Rogoredo- compie ora un passo in più verso il suo ambizioso obiettivo di offrire "ciò che piace agli americani".

La location è un fedele ritratto dello stile e dell'aria che negli anni '50 si respiraravano negli States. Tutto ricorda quell'epoca: i colori, le insegne, l’arredamento, l’auto d’epoca. Anche il personale di sala è ‘American’: dai barman con le bretelle a vista fino a deliziose cameriere sui pattini.

Originariamente, il ‘diner’ era un lungo lunch vagon situato lungo le strade più famose degli Usa, come la celebre route 66, a gestione familiare.

Gli ideatori di All American the Diner sono stati capaci di far sposare la qualità tipica dei prodotti delle terre toscane, con l'inconfondibile ed intramontabile atmosfera americana.

 

All American the Diner

Via Cassinis 33- Milano

347 372 9418

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Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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