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Alice rise: «È inutile che ci provi», disse; «non si può credere a una cosa impossibile.» «Oserei dire che non ti sei allenata molto», ribatté la Regina. «Quando ero giovane, mi esercitavo sempre mezz'ora al giorno. A volte riuscivo a credere anche a sei cose impossibili prima di colazione.»

 

 

Qualcosa di impossibile e sorprendete è stato fatto! Dall’11 al 23 Marzo 2014 Associazione Culturale Arte e Spettacolo Domovoj in collaborazione con Festival Teatrale di Borgio Verezzi presentano “Alice” da Lewis Carroll con Romina Mondello e con la regia di Matteo Tarasco, in scena al Teatro Menotti.

 

La storia di Alice nel paese delle meraviglie viene ambientata nel Manicomio di Wanderland, un ambiente dark, una vecchia stanza abbandonata, un fetido rimasuglio dell’epoca vittoriana, che lo spettatore scruterà attraverso il pavimento sfondato del piano superiore, in una prospettiva molto distorta. Lo spettacolo si pone l’obiettivo di raccontare lo spaesamento quotidiano di una generazione incompresa, e rappresenta un felice esperimento per riacquistare, attraverso la fascinazione del palcoscenico, i valori della parola poetica.

Dopo tre stagioni di repliche di Donne informate sui fatti di Carlo Fruttero e dopo aver girato il recente To the wonder, di Terrence Malick, con attori del calibro di Javier Bardem e Ben Affleck, Romina Mondello interpreterà il ruolo di Alice. Salvatore Rancatoresarà il Cappellaio Matto, il Cuoco, il Bruco, la Seconda Alice, Tweedledum e Humpty Dumpty; Giulia Galiani March la Lepre, la Regina Rossa, la Quarta Alice, il Bianconiglio, la Regina Bianca e il Cerbiatto; Odette Piscitelli la Regina di cuori, la Duchessa, la Terza Alice, Tweedledee e l'Unicorno. Matteo Tarasco, il regista della rappresentazione e anche scenografo, entra nel profondo della lettura del racconto, vede le cose con mentalità spregiudicata e vicina alla sensibilità moderna.

“Un lavoro di forte radicalità espressiva. Uno spettacolo raffinato e intelligente che trova la sua ideale splendida protagonista in Romina Mondello, che non solo dà bellezza e grazia al personaggio ma lo carica di una invisibile forza tragica.” Afferma sull’Avvenire Domenico Rigotti.

Sulla Stampa invece lo spettacolo viene descritto da Osvaldo Guerrieri così: “Direte: ma che c’entra Alice con Amleto? In assoluto, niente. Ma nello spettacolo con cui il regista-traduttore-adattatore-scenografo Matteo Tarasco ha inaugurato il festival di Borgio Verezzi, il contatto tra i due viene proposto esplicitamente con la formula dell’essere e del non essere, ossia con l’intreccio di realtà e irrealtà, identità e smarrimento di sè.”

 

Qualcosa di sorprendente, dark e azzardato vi aspetta al Teatro Menotti dall’11 Marzo!

 

 

Teatro Menotti

Via Ciro Menotti 11 - Milano

Orari spettacolo: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 21.00 – mercoledì ore 19.30 - domenica ore 17.00 Orari biglietteria: dal lunedì al venerdì dalle 15.00 alle 19.00 – sabato dalle 16.00 alle 19.00

 

Biglietteria 

Teatro Menotti, via Ciro Menotti 11 - Milano tel. 02 3659254402 36592544 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.tieffeteatro.it

 

Prezzi

Intero: 25,00 €*

Ridotto >65 anni: 12,50 €* (residenti a Milano)

Ridotto <25 anni: 15,00 € * (residenti a Milano)

Ridotto <14 anni: 12,50 €

*prevendita 1,50 euro

ABBONAMENTO PRIME: 11 prime a 100 € con posto fisso

ABBONAMENTO POMERIGGIO: 6 spettacoli a 60 euro, vale sulle repliche di mercoledì e domenica

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La musica italiana ha un nuovo asso nella manica, apprezzato da pubblico e critica italiana ed europea: Corde Oblique.

Corde Oblique è il progetto solista di Riccardo Prencipe, arricchito dai contributi vocali di numerose cantanti e attrici.

La lista dei contributors è quanto mai ricca e prestigiosa, grazie alla presenza di vocalists come Floriana Cangiano, Claudia Florio e Catarina Raposo.

La produzione in studio del progetto Corde Oblique consta di 5 album  tra cui, "Strade Ripetute" è l'ultimo in ordine di tempo (uscito su etichetta Audioglobe Dist).

Il nuovo lavoro discografico  ha , da subito, suscitato interesse e approvazione da parte del pubblico internazionale, soprattutto  tedesco e del Nord Europa, grazie al sapiente mix tra musica neoclassica, suggestioni dark e reminescenze new wave.

Corde Oblique sarà in tour all' estero a partire dalla prossima primavera, che toccherà l'Europa per poi sbarcare in Cina, per una 10 giorni davvero imperdibile; di seguito le date:

 

29-30 maggio: Berlino-LDM Festival

1-2 giugno: Valona (Albania)-Festa della Repubblica Italiana

27 luglio: Colonia (Amphi Festival)

20-29 novembre: China Tour

 

Social Links:

Sito ufficiale: www.cordeoblique.com

Videoclip "Averno" http://www.youtube.com/watch?v=oFq5DVKX2_o

Videoclip "Together Alone" http://www.youtube.com/watch?v=kwUZaTPl7BQ

 

Como e i Talenti… Como e il Fashion… Como e la giovane stilista Tiziana Mancarella.

Lei, giovane, timida…ma tanto grintosa e sorprendente. Uno sguardo fiero, due grandi occhi scuri e lunghi capelli neri. Un’anima rock…

Ho conosciuto Tiziana Mancarella due anni fà dopo averla scoperta online e in questi anni ho avuto modo di seguirla sui social dove racconta delle sue collezioni moda, dei suoi viaggi a Londra a fare ricerca…delle sue creazioni. Ricerca, sperimentazione,  originalità e un pizzico di trasgressione. Definirei così lo stile di Tiziana. Uno stile che trasmette una forte passione per lo streetstyle e per il british style.

L’ultima collezione di Tiziana Mancarella prende così spunto dallo street style londinese con un qualche richiamo al mondo dei biker. Gli abiti della collezione sono grintosi così come chi li indossa…Un animo punk rock, duro e deciso! Prevale il nero e l’ecopelleche Tiziana ama in molto particolare. Tutte le sue collezioni hanno come protagonista questo materiale che la giovane stilista declina in più modi possibili creando abiti molto particolari: dai giubbotti agli short fino agli abitini. I capi hanno linee semplici, lineari e minimal nonostante lo spirito punk e ribelle di tutta la nuova collezione.

Ogni collezione di Tiziana Mancarella vive del suo stile e del suo approccio al mondo. Uno stile minimale, deciso e total black.

 

www.tizianamancarella.com

 

«I’m going to the darklands to talk in rhyme with my chaotic soul» The Jesus & Mary Chain, Darklands, 1987

Fare luce sul buio pesto di un fenomeno che di nero non ha solo il total look, oltre ad essere una simpatica allegoria cui molti cronisti musicali ci hanno abituato, è un’impresa davvero impegnativa se ne consideriamo la portata. Per questo Simone Tosoni, ricercatore in sociologia presso l’Università Cattolica di Milano, e Emanuela Zuccalà, giornalista e scrittrice, hanno compiuto un lavoro davvero encomiabile nello svolgimento dell’indagine racchiusa nel loro Creature Simili, in libreria per Agenzia X Editore. Un’indagine inedita nello scenario della saggistica italiana, compiuta attraverso una serie di accorgimenti metodologici che ne fanno emergere il carattere dichiaratamente sociologico. Un’indagine su uno spaccato socio-culturale che ha segnato un decennio e condizionato irrimediabilmente quelli a venire, la controcultura dark. Nello specifico quattordici capitoli composti, in parte, dalle interviste somministrate a quei privilegiati che il dark, negli anni ottanta, l’hanno vissuto sulla propria pelle (dj, direttori di fanzine, fedelissimi della dark wave) ed, in parte, dalle pagine in cui prendono la parola direttamente gli autori, anch’essi figli di quel periodo ancora oggi così iconico. Tra i tanti interrogati ritroviamo ad esempio Andy, voce, tastierista e sax dei Bluvertigo, oggi impegnato nel progetto FluOn; Garbo, uno dei maggiori esponenti della new wave italiana anni ottanta; Davide Pietro Rossi, all’epoca di casa all’Hysterika ed altri locali emblematici per il movimento e oggi socio fondatore del noto Mono Bar di Milano; Donatella Bartolomei, dark solitaria oggi attrice ed autrice per il suo gruppo TeatrOblio. Il quadro delineato è davvero emozionante, non solo per chi sarà inevitabilmente colto da nostalgia e per chi, da neofita, vuole farsi una cultura in materia, ma anche per tutti coloro che sanno cogliere la portata rivoluzionaria di quel decennio e vogliono appagare la propria sete di conoscenza interessandosi di dinamiche mai trattate fin’oggi, oscure, controverse, marginali per scelta, ma in nessun caso trascurabili. Essere dark a Milano non era come esserlo in altre realtà regionali. Dato il suo carattere metropolitano, la città dava la possibilità di trovare più facilmente le proprie affinità elettive, è vero, ma al contempo caricava lo stile darkettone di un significato doppiamente antisociale, di contrapposizione al modello di gioventù, opulenta e felice,  ostentato dalla Milano da bere. Il clima che si respirava all’epoca era infatti una prerogativa assolutamente milanese. Mentre in piazzetta Liberty i ragazzi griffati Moncler e Timberland sembravano direttamente usciti dal film di Carlo Vanzina Yuppies, i giovani di successo, nella vicina Via Torino sfilavano tra non pochi sguardi, ora impietriti, ora nauseati, gli antipaninari, i dark. Con i capelli tinti di nero e cotonati, le unghie smaltate, gli stivaletti di cuoio, gli skinnyjeans strappati e customizzati con spillette e borchie, trovavano nell’estrema contrapposizione all’estetica dominante il primo punto di forza della propria identificazione. Il dark è stato una vera e propria ‘’tecnologia di individualizzazione’’, usando le parole degli autori, e la bellezza di questo libro sta proprio nella capacità di far comprendere al lettore questo messaggio di cui vuole essere portavoce. Oggi che i giovani wannabe dark ascoltano i Cure, ma non sanno niente di Albert Camus, comprano a caso magliette dei Dead Can Dance, senza conoscere lo spleen di Baudelaire, indossano Vivienne Westwood, ignorando le passerelle di sangue di JP Gaultier, quello di Creature Simili è un messaggio da diffondere urlando.

Al seguente link il booktrailer: http://www.youtube.com/watch?v=tY289Qzrjis

Creature Simili – il dark a Milano negli anni ottanta di Simone Tosoni, Emanuela Zuccalà AGENZIA X Editore Illustrazione di copertina di Ambra Garlaschelli Prezzo: 16 euro

Recensione Hjaltalìn – Enter 4 (Sena, 2013)

 

Si dice sempre che il terzo disco è quello più difficile da fare, pensate un po' se a mettersi in mezzo c'è la salute mentale, con i relativi ricoveri psichiatrici, del cantante Högni Egilsson; senza contare che gli altri componenti oltre ai loro progetti laterali avranno avuto delle enormi difficoltà a tenere a galla la ragione sociale Hjaltalìn. 'Enter 4' esce però nel 2012 in Islanda e viene accolto subito bene, anzi benissimo, tant'è che il singolo Crack In A Stone con la cover di Halo di Beyoncé si piazza primo in classifica.

 

Diciamo che il disco non è così immediato, non parla di elfi e non vi fornisce immagini sonore dei fantastici paesaggi islandesi ma pesca nei chiaroscuri della mente del cantante. Voi ora non andate subito a prendere la famosa Bjork o i conosciuti Mum, perché qui si mescolano elettronica, un soul dannatamente caldo e l'orchestra che ci eravamo già abituati a sentire nei lavori passati degli Hjaltalìn. Ve lo dico subito: quest'album scotta e dovete stare attenti, ascoltate bene, vi prenderà sicuramente.

 

Bisognerebbe seguire uno schema ma non importa, partiamo dall'ultima canzone 'Ethereal' (mai titolo fu più azzeccato): due voci in tre momenti, strumentale compreso e un po' di silenzio, sembra quasi di sentire la presenza di Antony & The Johnsons. 'We' è cantata dalla fantastica voce di Sigríður Thorlacius, che si solleva a tratti da un ritmo pulsante, aspettando la calma momentanea di Egilsson. 'Lucifer/He felt like a woman' entra subito in testa, sensuale ma in modo bizzaro; 'I Feel You' si mette a giocare con i fantasmi nascosti nell'ombra e le voci interagiscono alla perfezione (guardatevi anche il bel video uscito da poco). 'Myself' è delicata con un lieve retrogusto trip-hop, insomma un altro centro clamoroso, e non c'è una canzone che possa far abbassare il livello di questo bel disco.

 

Pensate quindi al già citato Antony & The Johnsons, prendete i Portishead, Brian Eno e mischiate tutto con un bel po' di caldo Soul, ma ancora non sarete arrivati al dunque: fate prima a comprarvelo, un disco simile, e a tenervelo assai stretto.

 

 

Andrea Facchinetti

 

Nine Inch Nails - Hesitation Marks (Null Corporation / Columbia, 2013)

Quando penso ai Nine Inch Nails mi viene in mente il gran video, del regista Mark Romanek, di “Closer” (conosciuta anche come Closer to God o Halo 9, contenuta in The Downward Spiral del 1994) e il testo incisivo, crudo ed efficace e che diceva così: “I wanna fuck you like an animal, i wanna feel you from the inside, i wanna fuck you like an animal, my whole existence is flawed, you get me closer to God”. Erano gli anni ’90 e i NIN avevano fatto il botto, arraffando sia grandi fette di pubblico che una valanga di complimenti dalla critica specializzata.

Trent Reznor ora è tornato proprio con i suoi Nine Inch Nails lasciandosi però alle spalle gli ultimi lavori davvero deludenti, per non dire di peggio: Year Zero, Ghosts I-IV e The Slip (il primo del 2007 e i successivi datati 2008). Cinque anni di distanza e tanta voglia di pensare, meditare e costruire un album valido, in modo maniacale ma a quanto pare con più leggerezza. Diciamolo subito senza creare false speranze ai fan di vecchia data: Hesitation Marks taglia i ponti con il passato, è semplice e furbetto oltre che molto più elettronico (pronti a ballare?).

Lo si capisce subito dal primo singolo Came Back Haunted ma anche dal secondo Copy of A, che parla appunto della piattezza generale e di come sia difficile uscirne, singolo che può sicuramente trasformarsi in un ottimo traino commerciale per qualsiasi cosa (film, videogioco, scarpe, etc). Le atmosfere dark e l’elettronica, un binomio ottimale oltre che un’arma a doppio taglio, sono inermi davanti alla pochezza di Find My Way; così si prova a inserire una sorta di funk modificato in All Time Low, e in Various Methods of Escape si gioca con i sussurri, i backing vocal e le urla poco convinte. Avevo detto con più leggerezza ma Trent Reznor ha ancora i suoi assi da giocare e li mette sul tavolo per ultimo (o quasi): la voce ritorna importante e fa venire i brividi in I Would For You; funziona anche il nuovo stadio minimale di While I’m Still Here, mentre Black Noise pesca nel pozzo profondo e oscuro ma purtroppo siamo alla fine del disco (nella versione Deluxe ci sono in più tre remix che però non gridano a nessun miracolo).

Voglio credere che questo sia solo un riassestamento e che Trent Reznor stia solo spingendo la sua creatura lungo un binario più vicino agli anni zero e che gli serva solo un altro po’ di tempo (essì, mica bastano cinque anni). Consiglio quindi questo Hesitation Marks a tutti coloro che non erano nati negli anni ’90, con l’obbligo di recuperare i dischi che hanno reso grandi i NIN; per tutti gli altri, è una sufficienza tirata, nulla che possa farvi impazzire, ma al massimo, se proprio volete, ballateci su e non pensateci troppo.

 

Andrea Facchinetti

 

L'estate è arrivata.

Il caldo anche.

Come ci si rinfresca d'estate quando fa caldo?

Bevendo tanta acqua? Mangiando tanta frutta? Andando in piscina?

Certo, lo si può fare facendo tutte queste cose.

Ma quale miglior rimedio se non quello di stare all'aria aperta e divertirsi?

Il Toilet non va in ferie.

E si sposta nella sua tenuta estiva che, quest'anno, è al Chiringuito Forlanini.

Il battito del Toilet batterà direttamente dall'interno del parco.

Quali sono gli ingredienti?

Musica, colori, suoni, cieli stellati, ospiti, ottimi drink e gustosi panini.

Il tutto condito da ingresso rigorosamente gratuito e nessun obbligo di consumazione.

Sabato 27 luglio lasciate a casa la tessere Arci e andate a sentire il battito del Toilet che pomperà al ritmo dell'estate.

Chi animerà la serata di questo scorcio di fine luglio?

Rispondono all'appello ERIK DEEP e LoZELMO, i Resident dj del sabato sera al Toilet Club, in trasferta nel parco, portano il loro inconfondibile (quanto inetichettabile) sound dance-pop, contaminato da elettronica, anni90 e frequenze disturbate. Poliedrici, polifonici e polisex, i loro djset sono sempre ricchi di novità e imprevedibili, fanno perdere il senso del tempo e ballare fino al mattino.

Special guest della serata DJ DAMIAN (Rockette) con il suo dj set. Per chi non lo sapesse Rockette è la serata gay friendly Rock a 360º. Rock'n'roll, glam, punk rock, ska, 80/90, elettro, trash, dark, pop, old school e molto altro ancora.

One Night party al Company Club (milano), approda al Battito con i suoi due Dj (Damian e Courtney Hate) per scuotere la nostra estate!

Pronti per scatenarvi?

IL BATTITO DEL TOILET

L'estate BATTE sul dancefloor!

 

Erik Deep & LoZelmo dj set

GUEST STAR: DJ DAMIAN (Rockette) dj set

FREE ENTRY

 

CHIRINGUITO FORLANINI

all'interno del parco forlanini

accesso e parcheggio da via Salesina

Milano

 

Gli album fotografici del Battito del Toilet saranno di Davide Iacobone & Alessandro Lecchi

Dal 10 giugno fino al 31 luglio è d’obbligo  l’appuntamento con il Festival City Sound 2013, che per più di un mese vedrà alternarsi nel capoluogo lombardo grandi nomi della musica internazionale.

Un avvenimento che già nella sua prima edizione, organizzata lo scorso anno, ha saputo raccogliere attorno a sé un grande consenso di pubblico (sono stati sessantaduemila i biglietti venduti in occasione dei concerti andati in scena nell’edizione 2012 del festival), e soprattutto ha radunato artisti di assoluta importanza, come ad esempio gli Stone Roses, Alanis Morrissette, i Kasabian e la grande reunion dei Beach Boys, solamente per citarne alcuni.

Per l’edizione 2013 del City Sound a Milano dopo i Paramore, i Fun, i Killers e i Toto, l’1 luglio si esibiranno i The National, una delle band più atipiche. Brillanti e mondani, ma al contempo trasandati e crepuscolari, con uno spiccato senso dell'ironia. Partiti da un canonico indie-rock con venature roots per approdare da una parte in territori "di confine" (il revival post-punk, le sfumature dark e noir all'europea, il minimalismo da camera), dall'altra al recupero del pop più nobile.

Il City Sound Festival si ripropone perciò con un programma di assoluto rispetto che accenderà le serate milanesi praticamente per tutta l’estate, con i concerti che avranno luogo nella location dell’Ippodromo del Galoppo della città meneghina, ovvero la stessa dello scorso anno. Un’area ideale per ospitare il festival e gli stand e le manifestazioni ad esso connessi, con un’area di oltre trentaquattromila metri quadri a disposizione di chi vorrà godersi l’intrattenimento del City Sound 2013.

Per info:

Ippodromo del Galoppo

 

Via Ippodromo, 100

 

Milano Telefono: 02 482161

Instagram

 

 

Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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